Ho scritto 2580 parole per descrivere una A. L'ho persino colorata di rosso e le ho cucito un vestito di voile per l'occasione. Mi sono seduta sulla sedia sulla soglia, l'ho attesa dotandomi di un fuso. Ho persino riportato indietro il tempo, le stagioni , quello mi pare un poco scemo.
Ho contato un secchiello di conchiglie che ho raccolto da tre oceani diversi, e ho ascoltato ad una una le sue onde che cancellano le orme di dalle spiagge. Ho chiamato tutti i venti poi a raccolta perchè mi narrassero le gesta che io non ho mai compiuto, per imparare forse dalle altrui sconfitte il significato di un numero perfetto.
Ho provato a maledire ogni sguardo, pure il mio a volte non si può evitare, e ho parlato agli elefanti e alle giraffe ma cartelli non avevano tra le zampe. Allora ho tentato con i muri ma quelli son più duri delle fiabe. Ho giurato: "Mai, mai più neanche morta" . E piuttosto sono morta di dolore.
Ora sono ritornata sulla soglia, ma in mano non ho nè un fuso , nè un cannocchiale. Mi soffermo solo a guardare l'orizzonte, fosse che ci sia qualcosa da imparare.







