lunedì, 28 aprile 2008

Il sole ci è stato amico, ha rischiarato ogni nostro dubbio e ogni vecchio rancore. Difficile incontrarsi a metà strada. Una casa al limitare del bosco, musica nello stereo, mani operose che tagliano, accarezzano, cuociono. Occhi che osservano, ogni cicatrice vecchia e recente e poggiano le labbra proprio li dove fa male. Pensieri sparsi, uomini che vanno e vengono, uomini che restano. Sogni che si infrangono contro le bianche scogliere di un altro emisfero, sogni che rimangono incatenati ad una piazza e altri che germogliano in un ventre fibrillante di emozione. Pedine colorate su un tavolo e corse in macchina, con le curve fatte sportivamente perchè se si è bloccati in un posto, l'unico modo per non soccombere è correre. Bacco che danza con noi Pink martini mentre sorridiamo e raccontiamo con ogni parola a noi conosciuta che posto non trova in un vocabolario. Capelli e dita, che indicano e sguardi che sfuggono lontano. Passato fatto di ora. Casa di fondamenta solide che ogni terremoto riposiziona ma non distrugge. E poi racconti di gesta, di pianti e ancora mani che toccano per non perdere il contatto dovuto alla distanza. Annunci e rassicurazioni, lievi promesse , promesse importanti. Condivisione senza giudizio, invidie e vecchi rancori che sorgono ma si placano quando i ricordi prendono il sopravvento. E poi tu, che avevo messo in un cassetto,come si fa con una vecchia foto che si strappa per troppa rabbia, ma poi si corre a riparare. Chianti freddo che ha bisogno di mani calde e pazienti intorno al bicchiere per sprigionare profumo di erba fresca e frutti rossi. Partire si, ma poi tornare. Indietro , avanti, poco importa e questa saudade che pervade l'aria ammantata di silenzio mi consola.

 

 Play me

venerdì, 18 aprile 2008
martedì, 15 aprile 2008

Manifesto n° 1

Avremmo Potuto Vincere Ma anche No....

Manifesto n°2 

 quando mi lascio i capelli mossi, quando ci esco pure, quando mi si vede vagare per casa considerando gli altri come fantasmi, quando inizio a  sottolineare cose agli altri che di norma lascio correre per quieto (loro) vivere, quando prendo il mantello di invisibilità  di HP e lo butto addosso alla mia bambina interiore, quando dico tutto quello che penso imbevendo il veleno nello zucchero, quando incomincio a sognare ogni notte e ricordarmi ogni singolo dettaglio, quando la mia parte oscura incomincia a nuotare a delfino nel mio brodo primordiale. Non è mai un buon segno.

 

Manifesto n° 3

Emigro

domenica, 13 aprile 2008

Non credo al destino, inteso come scrittura certa di eventi preordinati. Credo alle possibilità, alle occasioni colte e perse. Al significato del Tempo che non si lascia imbrigliare in un aspetta. Al valore di un minuto, di un mese , di un anno. Credo agli insegnamenti, ai cicli, alle stagioni. Al ripetersi degli errori, si in questo ci credo. Al correre affannosamente in tondo, credendo di andare lontano. Come qualcuno che si è perso in un bosco e si ritrova sempre allo stesso punto. Credo nei cani che si mordono la coda e nei passaggi tra i monti. Credo anche nei presagi, quelli che arrivano inaspettati in un sogno ma non si ha il buon senso di ascoltare. Credo anche che la Vita, se non tendi l'orecchio, ti spinge la faccia nel fango perchè l'umiltà a volte va insegnata, credo che la vita sia spietata. Ma credo anche che il principio di causalità non abbia colore.

Credo nei colpi di fortuna, credo nei colpi di testa. Credo che si possa ritrovare la strada quando si crede di averla persa del tutto. Credo nei tronchi che nascondono ancora linfa e nelle piante che prima di morire hanno lasciato cadere un seme tra le piume di un uccello. Credo nel soffio vitale del vento e nella capacità rigenerante dell'acqua. Credo nella terra, che insegna più di mille libri letti e poi lasciati alla polvere. Credo nelle lacrime, ho smesso di credere che si debbano sprecare, anche se a volte ancora piango senza motivo. Credo nella selezione naturale e la rispetto senza timore alcuno di non fare parte del gruppo dei vincenti , perchè in natura nulla va sprecato. Credo che nessuno sia essenziale neppure io, nonostante abbiano tentato di convincermi di essere speciale.  Credo nella pillola rossa e nella pillola blu.

Credo nelle scelte e nel latte versato. Credo che le emozioni siano il carburante solo se si impara a riconoscerle e a viverle.  Credo che ad amare si impari, come si impara a camminare. Credo negli incontri e credo nelle perdite. Credo che se ci si ostina a tentare di vedere ciò che ci si aspetta, non si vedrà mai la realtà come essa è. Credo che la volontà nasca dalla conoscenza di sè. Credo che la cultura non serva allo scopo principale, ma possa aiutare solo se non la si consideri come qualcosa di sterile ma vivo passo su un sentiero . Credo che in molti sprechino la propria vita, credo che il rischio sia altissimo, credo che ci voglia tanta determinazione per non sprecarla. Credo che molti hanno scordato perchè vivono. Credo che ogni giorno , ogni minuto, ogni secondo della propria esistenza si debba rimanere ancorati alle proprie priorità per non andare a fondo. Credo che le priorità cambino con le rughe, ma non quelle importanti. Credo che non bisogna avere paura di stabilire le proprie priorità pure se si crede di  essere i soli a pensarla in quel modo.

Credo nella Paura, quella che ti si insinua nelle vene e batte di vita e adrenalina. Credo nell'immobilità che deriva dall'avere il terrore di soffrire. Credo che la paura non debba essere mai sfidata ma accolta, come una divinità che si vuole rendere alleata.  Credo nel piacere , nelle porte che fa spalancare. Credo negli orgasmi, nel tocco leggero e complice pieno di promesse che a volte non si riescono a mantenere. Credo nel mio stomaco, anche se le orecchie sono piene di ovatta, a volte. Credo nell'istinto che a volte resta un vuoto altare senza fiori. Credo nell'amicizia che si costruisce anche se ci sono tagli che non si possono guarire.  Credo nella Morte , signora benevola senza volto alcuno.  Credo che lei sappia più di quanto io potrò mai sapere. Credo che sapere sia importante ma non essenziale, credo che sapere troppo a volte è come non sapere niente. Credo che la vita non avrebbe senso e scopo se bastasse aprire un libro per conoscere.  Credo che non bisogna mai smettere di fare domande, solo perchè le risposte tardano ad arrivare. Credo nel silenzio, credo nel frastuono. Credo in uno scopo anche quando non appare.

martedì, 08 aprile 2008

Fossi più coraggiosa mi guarderei meglio, mi guarderei dentro e capirei cosa voglio solo  per ottenerlo, solo per costruirlo. Fossi più coraggiosa manderei a fanculo un sacco di gente, compresa me , a volte, non sempre. Fossi più coraggiosa cambierei nome, cambierei città, cambierei gusti e mi ingozzerei di pistacchio fino a soccombere alla lussuria dell'eccesso solo per poi ritrovare la strada della normalità.

Fossi più coraggiosa mangerei la terra che è piccante o l'erba come il mio cane per evitare di stare male, ma solo quando è tempo, mai prima , mai dopo. Fossi più coraggiosa avrei il coraggio di fregarmene, senza avere rimpianti., perchè i rimpianti sono di quei vecchi che non hanno il coraggio di sorridere al futuro e al passato,  non di chi ha ancora tutto da costruire. Fossi più coraggiosa mi travestirei da avvocato difensore per una volta, solo per scoraggiare il pubblico ministero " e vedere di nascosto la faccia che fa".

Fossi più coraggiosa mi costruirei un castello, con un fossato intorno pieno d'acqua scura e farei entrare solo chi voglio e chi ha versato fiorini alla dogana, senza legami che non siano il do ut des, senza legami che non siano il sangue che si mescola in un taglio,  il qui e ora, niente passato nè futuro. Fossi più coraggiosa chiederei scusa con maggiore enfasi ma senza piangere sul bagnato, avrei il coraggio di dire : ero troppo fragile e tu avevi ragione ma forse anch'io, e forse anche loro,  però non si può avere ragione in troppi , non si può avere ragione e basta. 

Fossi più coraggiosa mi godrei un abbraccio senza pensare alle conseguenze, senza pensare all'insonnia, senza pensare a niente. Fossi più coraggiosa ti guarderei in faccia e ti direi vaffanculo, ti direi che mi uccide verdere nei tuoi occhi il fallimento e sentirlo sulla mia pelle , come se fosse il mio,  ti direi che portarne il peso mi sta distruggendo, ti direi finalmente che ho paura ed è colpa tua, è tutta colpa sua. 

Fossi più coraggiosa non avrei paura di finire la mia vita come una barbona, che canta col suo carrello  pesante di cose che non è riuscita ad abbandonare ma mi offrirei una sigaretta e brinderei alla vita in mio onore. Fossi più coraggiosa avrei fiducia in Te, avrei fiducia in Voi. Avrei fiducia e basta. Ma sono una vigliacca  e per la prima volta non ho vergogna

 

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