Il sole ci è stato amico, ha rischiarato ogni nostro dubbio e ogni vecchio rancore. Difficile incontrarsi a metà strada. Una casa al limitare del bosco, musica nello stereo, mani operose che tagliano, accarezzano, cuociono. Occhi che osservano, ogni cicatrice vecchia e recente e poggiano le labbra proprio li dove fa male. Pensieri sparsi, uomini che vanno e vengono, uomini che restano. Sogni che si infrangono contro le bianche scogliere di un altro emisfero, sogni che rimangono incatenati ad una piazza e altri che germogliano in un ventre fibrillante di emozione. Pedine colorate su un tavolo e corse in macchina, con le curve fatte sportivamente perchè se si è bloccati in un posto, l'unico modo per non soccombere è correre. Bacco che danza con noi Pink martini mentre sorridiamo e raccontiamo con ogni parola a noi conosciuta che posto non trova in un vocabolario. Capelli e dita, che indicano e sguardi che sfuggono lontano. Passato fatto di ora. Casa di fondamenta solide che ogni terremoto riposiziona ma non distrugge. E poi racconti di gesta, di pianti e ancora mani che toccano per non perdere il contatto dovuto alla distanza. Annunci e rassicurazioni, lievi promesse , promesse importanti. Condivisione senza giudizio, invidie e vecchi rancori che sorgono ma si placano quando i ricordi prendono il sopravvento. E poi tu, che avevo messo in un cassetto,come si fa con una vecchia foto che si strappa per troppa rabbia, ma poi si corre a riparare. Chianti freddo che ha bisogno di mani calde e pazienti intorno al bicchiere per sprigionare profumo di erba fresca e frutti rossi. Partire si, ma poi tornare. Indietro , avanti, poco importa e questa saudade che pervade l'aria ammantata di silenzio mi consola.

Play me





