mercoledì, 26 marzo 2008
AAA

Ed anche con PaoloBitta è finita. Dopo tentativi e ripensamenti, telefonate e scenate apocalittiche, gite riparatrici e pestaggi di molestatori, credo si sia arrivati al punto di non ritorno. In questo momento la Lu sperduta tra i monti starà sfogliando sconsolata tutte le riviste di sposalizi e affini che aveva già acquistato per essere pronta ad ogni evenienza mentre mia nonna sta infamando qualche santo, che lei, si sa è avvezza alle minacce ultraterrene. Però più passa il tempo più mi rendo conto di non chiedere così tanto, non sono COSI' tanto esigente,  sono passati gli anni in cui credevo esistesse Mr. Right dietro ogni porta. Io mi accontento del minimo sindacale quando serve, poi è ovvio gli standard sono in crescendo.....

Però il dubbio che io sia esigente e non avvezza a scendere a compromessi rimane, resta li come un piccolo tarlo inquieto dentro la mia testa vuota. Quindi dopo innumerevoli conversazioni con mia Sorella sull'argomento, mi sono decisa a fare anch'io la lista di quello che cerco in un uomo, così da togliermi ogni dubbio.

 

Minimo sindacale : Età compresa tra i 30 e i 40 anni ( coi ventenni ho già dato), in grado di comprendere una battuta, più alto  di me di una spanna ( no difficile) , no sessuofobo, economicamente autonomo, no alcolista,  no dipendente da droghe, no tirchio, un minimo simpatico, no estremista religioso, no violento, no contrario a fumatori, no berlusconiano ( eh ohhhh).

Precario co.co.pro  ironico, amante dei libri, amante della buona tavola, no astemio,  in grado di sostenere una conversazione che non sia solo calcio o sololavoro,  amante del sesso , curioso, dotato di macchina visto che io non ho la patente,  intelligente nel mettermi le corna affinchè io non lo scopra, che non mi definisca Lucio Dalla " Gay Pop", che non mi dia della psicopatica perchè vado in terapia, che non ami il tunz tunz tunz delle discoteche e non debba ogni sera andare al Salotto 42 per essere felice, no adolescente fino agli ottanta (manco fino ai quaranta), almeno non di destra estrema .

Assunto con contratto consapevole di sé, no meschino, sano di mente, alto 1.80, amante della musica, sarcastico,  fedele, in grado di capire le mie battute e rilanciare, che sappia abbracciare, galante, amante della campagna, che non mi dorma appiccicato addosso pure ad agosto, amante animali, no scopa in culo perenne, non soffocante, abbastanza buffo da non farmi sentire un'impedita,   no in cerca di mamma,  no fissato con Facciamounfiglio subito,  che non si senta depositario di ogni verità, capace di mettersi in discussione, amante dei viaggi , capace di farsi una bella litigata liberatrice, di sinistra.

A tempo indeterminato+ incentivi e bonus   buona dose di pazienza, non in cerca della donna scopa in culo, amante dell'erotismo, amante di bacco,   buon istinto di protezione, in grado di capire mie provocazioni inutili  mandandomi candidamente a fanculo quando serve, no fissato con l'ordine maniacale,  in grado di apprezzare i silenzi, abbastanza intelligente da non farsi mettere sempre in discussione, non in cerca di  wonder woman ma si che accontenti di una donna ( al massimo mi ci travesto a carnevale ma nn di più), in grado di aspettare che gli dica Tiamo senza pretendere amore eterno dal primo mese, responsabile, umile abbastanza da saper piangere ma orgoglioso abbastanza da non essere un piagnone , empatico, dotato di apertura mentale ( se mi becca a leggere uno yaoi non deve svenire ), che non russi

Mr Right:  capace di rassicurarmi , in grado di cucinare, dotato di tatto, che non se la prenda se sono più brava di lui a riparare le cose, che mi dia spazio .. taaanto spazio ( per la legge non scritta " voi serbaggiu corda longa") ,  fumatore, amante dei morsi, che sappia apprezzare il gioco, in grado di dirmi " andrà tutto bene" con faccia convincente anche quando non ne è sicuro, tanto sorridente, autoironico, tenero ma non mieloso, che sappia farmi arrossire, che acconsenta ad avere a che fare con una matta, che sia un pò sopralerighe di stramba ci sono già io...

 

A me piace lui, però mi so accontentare eh?

martedì, 25 marzo 2008

Vorrei sempre essere in grado di trattenere ma non ce la faccio. Trattenere nelle mie mani, tra le mie dita che si muovono veloci. Con  le  mie unghie un pò francesi , vorrei avere la stretta granitica di un lottatore e la dolcezza di un maestro di karate che piega l'aria a suo vantaggio. Io conosco solo il vento, che non riesco a fermare in una mano . Conosco la pioggia che entra lieve nella terra, ma ancora le gocce non mi hanno rivelato tutto.  Sono ignorante e mi dolgo proprio di questo, di non sapere tutto. Di non sapere niente. Di non avere certezze a parte qualche sussurro , che come il vento mi scompiglia i capelli ma non si lascia afferrare. E i giorni scorrono così veloci, Dio come scorrono veloci, come se il tempo avesse fretta di partire. 

Alzo gli occhi e oltre al cielo vedo altro, ma non riesco  a mettere a fuoco, una miopia persistente. Eppure mi intestardisco a guardare, come il guardiano sul suo faro, certo dell'arrivo di una nave. Ma non esiste mondo dove  si metta  a fuoco solo con gli occhi.  Volto la testa ma rimane rigida sul suo collo, che si muove sempre ma non si muove mai come dovrebbe, troppi fardelli sulle spalle che non ho coraggio di abbandonare. Continuo a guardare il dito che indica lontano. Ogni giorno mi alzo  dal mio letto e sono poche le certezze che restano, limate la notte come l'argilla del vasaio che ruota senza sosta. Vorrei avere la delicatezza di chi segue la terra umida  solo col respiro, ma le mie mani sono ingorde , impacciate e non hanno tenerezza. Eppure dovrebbe essere semplice, come il battito di un muscolo che ritmicamente ci ricorda che esistiamo. 

Ho scritto il mio nome su un piccola zolla di terra, ma non ho la visione d'insieme dell'astronauta che perso tra le stelle volteggia attorno alla sua luna, il suo sorriso calmo fuso all'infinito della notte.  Vorrei essere in grado di trattenere i miei viaggi notturni, le conversazioni fatte e i sorrisi che mi sono concessi. Ma come in sogno, ci sono volte che mi sento la protagonista di un film muto anni '20,  senza sottotitoli che mi siano d'aiuto o labiali da intuire. Sorrido imbarazzata alle mie incapacità, come una signora educata che attende paziente  il freddarsi del suo the ,  ma la pellicola non è avvezza alle sfumature.

Vorrei essere sempre in grado di trattenere e aggiungere al  mio sacchetto rosso perline e piume colorate, che portino con sé ognuna il profumo di un ricordo, e vorrei portarlo sempre addosso come si farebbe con un abitino regalato. Ma ci sono volte che mi sembra così leggero da essere insopportabile al tatto. E allora mi siedo sull'erba e vorrei essere di nuovo bambina, vorrei avere i capelli corti e il naso bruciacchiato. Vorrei sedermi tra le piante alte , sulla terra secca di luglio e non avere bisogno di altre certezze, perchè ne ho troppe. Così tante da non avere bisogno neppure di un sacchetto. La terra sotto di me, il rumore soffocato delle cicale, il vento che mi asciuga le gocce di sudore sulla nuca, le ombre cinesi del sole e il profumo di basilico e erba secca nel naso;  le unghie sporche, la pancia vuota e gli occhi chiusi che non si affannano a cercare.

 

  

Consiglio: questo post va letto con questo sottofondo

venerdì, 21 marzo 2008

 

   

 

E' passato il quarto d'ora accademico antisfiga: quest'anno non so se sono autorizzata a farti un regalo, non so neanche se tu voglia il regalo o se al mio Auguri tu possa grattarti , questo non è manco un regalo in realtà. (...........) . Beh dicevo questo non è un vero e proprio regalo quindi potresti sempre scambiarlo con qualcos'altro :

Le opzioni del 2008 sono le seguenti:

 Un bonus insulto e tiro di gatti in fronte (il bonus può essere ampliato da maledizioni in romanesco);

 Un bonus sanità mentale ; (versione Pro)

 Un bonus  coerenza per un anno; (versione Pro de luxe)

Un bonus tosa la pecora nera e fatti un maglione di cashmere che come colore ci stiamo ,

 Un bonus scrivi cento volte sulla lavagna " Ho sbagliato, l'ho fatto di nuovo e non contenta mi sono impegnata a rifarlo", (la versione può essere ampliata da finisci tutte le mie ricerche fino al 2050 perchè io non ho tempo)

Un bonus Buffy completo di paletto dimostrativo

 

Tutto questo per augurarti un Buonissimo Compleanno, con torta e pensieri e attenzioni e gatti (ovvio) e sms lunghi o brevi e telefonate e sorrisi e poche grane  e attenzioni e abbracci e parole e direi sole ma domani piove e risate e tanto Verde, tanto da averne a sufficienza da averne pure di riserva , ho già detto attenzioni? ok si Buon compleanno, Fede.

 

°°L'anno scorso te li ho fatti

 

 

giovedì, 20 marzo 2008

Se io fossi davvero incazzata , io che non sono per nulla rancorosa, sperei che un blocco di ghiaccio formatosi in cielo arrivasse dritto dritto sulla tua macchina a spaccarti il vetro. Sono dubbiosa nel decidere in quanti pezzi. Frantumato mi sembra un buon compromesso. Sarei felice  inoltre che il suddetto vetro ti spaccasse l'autoradio e che uno stormo di piccioni passati li per caso avesse un momento di incontinenza collettiva. Se fossi davvero incazzata, vorrei che  se tu andassi a tagliarti i capelli, la ragazza si sbagliasse e ti creasse un'autostrada in mezzo alla testa cosicchè tu possa sembrare l'ultimo dei moicani in giacca e cravatta. Cravatta sulla quale precedentemente, per un inconsulto gesto di distrazione, ti si fosse spalmato il pane e nutella che mangi ogni mattina. Se fossi davvero incazzata, desiderei   poi, che la juve perdesse ogni partita possibile contro le squadre più assurde e che ogni volta vincesse la Roma, che tu detesti. Sperei inoltre che il pendolo dei vicini venisse caricato ogni quarto d'ora così da non lasciarti dormire e che ti si formassero due maniglioni dell'amore su ogni lato, nonostante le tue serie di addominali.  Se fossi davvero incazzata sognerei che tu fossi  bloccato nel traffico ogni mattina, ogni volta che tu provassi ad uscire di casa una macchina ti bloccasse il cancello, ogni volta che tu volessi ordinare un bicchiere di vino fosse aceto, ogni volta che mangiassi qualcosa di sublime poi dovessi correre in bagno.  Se fossi davvero incazzata, sperei che la lavatrice ti si rompesse ogni settimana, il lavandino della cucina si intasasse senza motivo allagandoti l'appartamento e tu non riuscissi più  a trovare parcheggio.

Meno male che non sono veramente incazzata ma tu , ti prego, non mi tentare

 

 

 

 

Per i non udenti e i non aderenti a musica sul blog :P

martedì, 18 marzo 2008

A me che guardo sempre troppo. Che sgrano gli occhi per la sorpresa. A me che ho sempre le ciglia pesanti.  A me che ,si, mi sorprendo  ancora e mi sorprendo sempre, a volte  per  dettagli inutili. A me, quella che mi si è addormentata accanto  , quella che " sicuramente si, non ci sono dubbi". Quella dalle troppe certezze e dalle risate che fanno tremare i telefoni. A me, che a volte  abbasso la voce perchè mi manca il fiato. Che credo in troppe cose ma  alla fine non credo mai in niente .  A me che mi siedo sulle poltrone e sorrido al nulla, come se ci fosse sempre qualcosa da ascoltare, con  una sigaretta nella mano aspiro il fumo e lo soffio lontano da me. A me che non mi ascolto mai o quando lo faccio non mi voglio più sentire. A me con le mani sulle orecchie o sulla testa che continuano a proteggere quando nessuno vuole farti più del male  . A me che non mangiavo per sparire , per far vedere al mondo quanto fossi fragile, io che  continuavo a sfidarlo  a rompermi . A me che sfidavo tutti a darmi ragione.  A me che mangiavo troppo per la paura stessa di sparire, per nascondermi ancora più a fondo. A me che il fondo non si raggiungeva mai. A me che la gola brucia ma meglio quella del viso.  A me che non so parlare, che , mi si inceppano ancora le parole. A me che parlo troppo, a me che le parole non contano un cazzo ma senza di quelle muoio.  A me che non so scegliere e non scelgo mai. A me che non so saltare se non mi si tiene la mano. A me che ho la presunzione di saltare sempre. A me che io lo so cos'è la marea. A me che fingo che non ci sia mai perchè non la capisco e affogo. A me che non posso avvertire quando sta arrivando.  A me che preferisco andar via o scacciare perchè le mani non si fanno prendere, a me che basta un niente per prendermi per i polsi. A me che se solo mi conoscessi meglio. A me che se solo mi si conoscesse meglio.  A me che sto lottando per conoscermi, a me echecazzo . A me che mi innamoro delle fragilità degli altri perchè non so prendermi cura delle mie.  A me che non so prendermi cura e basta. A me che fidati di me e non ti preoccupare. A  me che a volte basta solo non ascoltare quello che dico e guardarmi negli occhi. A me e le mie lenticchie in una scatola che crescono, e mostrano il loro verde.

A me che Benvenuta Primavera ti aspettavo....

 

sabato, 15 marzo 2008

L'aperitivo

E' un tranquillo venerdì sera , Santaria e PBitta decidono di raggiungere alcuni di Lei amici per un aperitivo. E' il secondo giorno di una tre gg di festeggiamenti in onore di amica trasferitasi a Parigi di ritorno nella città eterna per qualche gg. Posto carino tra le viuzze di piazza navona. Gli elementi per un buon aperitivo ci sono tutti: Gossip ( Ma come lei lo ha lasciato e ora fanno finta che vada tutto bene?), vino ( Ma il Nero d'avola con il brie non mi pare centri ), PB e Santaria che litigano ( sei una rompipalle con tanto di certificato di autenticità e tu sei uno stronzo DOP, perchè non Doc? perchè sei una bestia e purtroppo per me di origine protetta)  , amicaaparigi che si lamenta di come la vita li sia una noia ma funziona tutto. Sarebbe potuta essere una bella serata, con un buon finale: tutti a casa e chi si è visto si è visto ma qualcuno ha una idea malsana.

Andiamo a cena?

Il Locale Fetish

il gruppo festeggiamenti si sposta dalle parti di campodeifiorimanonpropriononhosensodell'orientamento. Locale stile Eyes wide shut. Vi dico solo che i camerieri erano dotati di  sorriso enigmatico e su un improbabile plasma venivano proiettate immagini di BettyPage. PB spara le sue solite battute. Visto che tutti parlano inglese e lui manco una parola decide di insegnare a tutti il siciliano.  Nessuno osa chiedere chi abbia scelto questo luogo infame ( Guido ) .Dopo aver appurato che non è un locale per scambisti ma un ristorante idiotamente arredato, Ordiniamo. Si mangia bene, io assaggio da tutti i piatti come è giusto che sia e come faccio sempre ( mica posso ordinare tutto). La serata è giunta al termine. Si chiede il conto. In attesa vado in bagno. Bagno comune ovviamente, due porte: la Sado e la Maso. Mi sto lavando le mani quando entra un tipo.

Il Bagno

Alticcio, magriccio, con borsa. Chiede: come funziona qui? Io : non è diviso per generi ma per gusti, in pratica vai dove ti pare.  Credo che questa affermazione in cinese imperiale significasse : Prego baciami pure, non vedevo l'ora,  perchè il tipo mi prende mi appoggia con forza  al muro e cerca di baciarmi Dammiunbacio. Senza lasciarmi prendere dal panico lo sposto una volta, non capisce. Ora ho paura. Il bagno mi sembra piccolo. Non c'è molta aria. La musica è alta.  Sento le sue mani contro le mie spalle e il freddo delle mattonelle  dietro la schiena, sento la sua lingua.  Ho la nausea ma non credo sia il vino. Lo sposto di nuovo con maggiore forza , ho detto no gli dico. Lui alza le mani sorride come se Oppss scusa ti sono caduto addosso, mi sta schernendo. Sei carina sai?( figliodiputtana)  Non so cosa fare non voglio mostrare di avere paura, faccio la cosa che in quel momento mi pare più ovvia mi rilavo le mani  questa volta con più sapone.

Epilogo

Credo di essere stata pallida perchè C . mi ha chiesto cosa avessi.  Tento di mostrare noncuranza ma è solo perchè mi sento mortificata. PB ascolta mi chiede chi sia stato. Non glielo dico ma lo stronzo mi ha seguito nella sala , mi guarda, si guardano. esce un pò troppo in fretta. Questo è per la cena io  Vadoacomprarelesigarette. Panico, nono che fai torna indietro. Troppo tardi.  Io ho assistito da lontano ma credo che il molestatore si sia fatto molto male contro le nocche del Bitta, ha provato a reagire  una volta ma si è beccato altri 3 /4 pugni. Il calcio finale l'ha sbattuto a terra E ora prova sulu  i torni intra  ( PB quando si incazza parla in siculo).

All'inizio mi sono vergognata, mi sono sentita mortificata di nuovo. Chevergogna, gli ho detto. Io mi so difendere da sola, gli ho detto.  Sei violento, gli ho fatto.  Con calma mi ha spiegato che quello che si doveva vergognare domani andrà in giro come un Panda. Che magari la prossima volta non lo rifarà.  Che in questi casi non ci si può difendere da soli. Che la gelosia qua non centra , qua centra il rispetto.  Non è la prima volta che mi capita, ma le altre volte non c'è stato nessuno che ancora in giacca e cravatta e davanti ad una fermata del tram piena di turisti increduli gli ha spaccato la faccia. C'ero solo io , e no, non mi sono riuscita a difendere da sola. L'unica difesa che ho messo su è stata una maschera strafottente  per nascondere il fatto che ero terrorizzata e grata solo per il fatto che non fosse finita peggio.

E vaffanculo a quelli che credono di portersi comportare come credono solo perchè porto  una gonna . La prossima volta chiamo PB Ecco! 

 

okok portorancore, si si sono rancorosa, ma più guardo sta gif più mi sento meglio

 

 

 

 

giovedì, 13 marzo 2008

Roma è meravigliosa quando c'è il sole e hai tanto tempo. Ultimamente nonostante non vi sia nulla di chiaro va tutto bene. Niente chiarezza siamo in ferie. Ferie nevrotiche ma pur sempre ferie. Sogni che mi inseguono, ma m'importa? mhhhhh no. Uh riesco persino a capirli/carpirli.  Miracle.

Voglio godermi l'astro e il dito. Sisi, tuttotutto. E il mio blog ha la musica, sono superficialmente contenta. Il mio maglioncino è a pois, a volte credo di avere i pois nella testa.  Sono una donna a pois, chi mi guarda ha la nausea.  Ho preso una matita in mano, sto cominciando ad unirli, come sulla settimana enigmistica. 7 verticale, 8 lettere. La so.

 

 

 

 

 

 

martedì, 11 marzo 2008

Innamorarmi mi piace amare meno . Io mi innamoro sempre, amo quasi mai. Perchè per amare ci vuole coraggio e io, per queste cose, sono sempre stata un pò vigliacca. Perchè ho paura ( paura della paura come direbbe mio cugino) dei tagli. A me non fa schifo il sangue, non è per questo che ho paura delle siringhe, e non mi da manco fastidio guardare le operazioni di ER o del Dott. House. Mi fa senso (terrorizza???) soltanto quando il coltello incide la carne, quando si avvicina e si appoggia sulla pelle che retrocede millimetricamente come per proteggersi. Ecco, per me amare qualcuno equivale ad essere tagliata. Ci pensavo ieri notte, quando non riuscendo a dormire mi immergevo in una delle mie vite parallele. Nella speranza che in quel mondo avrei avuto sonno.  Perchè amare qualcuno è come perdere il possesso delle proprie gambe e non potersi spostare quando per distrazione l'oggetto del tuo                 a-mmmore ti tira una metaforica frustata. Ecco, li la carne si lacera e tu sei costretto ad assistere al taglio senza poter far nulla. Solo restare in silenzio senza poter replicare ( quando mi faccio male io perdo il fiato) . L'altro non si accorge, sorride teneramente,sei così carina/dolce/piccina/animalescamentetetenera  in fondo era distratto e poi Diosanto mica può sapere che ti stava per lanciare una frustata. Colpa tua che non l'hai avvertito, sarebbe stato più attento. Però  lui continua a parlare, camminare, fischiettare, leggere, incollare bastoncini di legno, girare una lampadina e tu sanguini. Ma non essendo in grado di trovare il punto esatto del taglio non puoi neanche mostrarglielo, non puoi neanche chiedere cerotto e cicatrizzante, grazie. E allora pensi, vabbò farà la crosta. Ma poi la ferita si infetta quasi sempre e si va a sommare a tutte le altre ferite infettate che non sono (ancora????) riuscite a cicatrizzarsi e allora , come se il corpo si fosse accorto solo adesso di quante infezioni fossero attive,  viene la febbre. Una febbre strana, persistente, una febbre convulsiva. Come se tutte le infezioni si risvegliassero tutte in una volta, come i vampiri in una puntata di buffy. Ma essendo infezioni metaforiche non curate mica le puoi mostrare. Non le puoi disinfettare. Mica si puà fare l'anamnesi e andare in farmacia. No, no, non si può. E allora? E allora la febbre diventa sempre più alta, la fronte sempre più calda, i muri sempre più bassi, gli argini sempre più fragili. E il mostro della morte si risveglia.

 La lotta è aspra: sopravvivo o accetto di morire metaforicamente? Sopravvivo, sopravvivo, per quello ancora mica sono pronta, mi hanno dato il diploma di vigliacca , anni e anni di studio . Anf anf.   Paura, paura della paura, paura di avere paura, paura della paura che potrebbe avere paura (povera). L'uomo nero che ti vuole mangiare, la portafinestra è chiusa dagli scuri gli vedi i denti, è nero, ti giri, perdi il fiato, chi chiami? nessuno, non vale la pena, non arriverebbe nessuno, nessuno arriva mai in tempo. Perchè non arriva mai nessuno?  Ci provi comunque, provare a se stessi di avere ragione, arrogante presunzione, non esce fiato, silenzio, panico. Le luci nell'altra stanza, è piccola ha bisogno, tu meno. Paura. non mi volto, lo so, lo so è entrato. Ora mi mangia. Che palle ora mi mangia e nessuno se ne accorgerà mai, neanche il gusto di farli sentire in colpa. Forza girati, girati, girati . Non riesco a muovermi, non riesco a girarmi, mi mangerà di spalle. Prima la spalla, poi l'avambraccio,  poi la gola.  Oddio, sto per essere mangiata. Aspetto di sentire i denti, i denti che tagliano. Mi viene da vomitare. Non sento più il cuore, sento solo il cuore, nelle orecchie, in gola. Non voglio morire, perchè devo morire, cazzo che morte di merda mangiata dall'uomo nero. Conta fino a cento, conta fino a cento. Nulla.  Mi volto. Non c'è nessuno. L'uomo nero ha avuto paura, ha avuto paura della mia paura. Ora non c'è motivo di avere paura, fino alla prossima volta.

 

 

lunedì, 10 marzo 2008

Toc Toc ... c'è nessuno? continui a battere alla mia porta senza sosta... sei un ritmico rompicoglioni concedimelo. Anche perchè tu mi concedi poco e niente. Cambia testa, poi ne parliamo...Ah si già quelli come te non cambiano. E allora cos'è che aspetto io? chi sto aspettando io? Come se andare al mare cambiasse qualcosa..ho sabbia dappertutto io.... Non ho voglia di salvarti, tu che cadi nella fase del cinismo senza radici--- aria di sufficienza---noia di chi ama i drammi solo quando se li costruisce. Hai messo una carta di troppo, il castello dondola. Lo guardo dondolare. No, non chiamarmi Candy Candy, quello era solo il nome che mi ero data da ragazza. Ho appeso al chiodo il cappellino da crocerossina. Voglio di più, voglio di più.  Non sai neanche tu cosa vuoi, io lo so, e non lo trovo in te, vado in giro con la lente d'ingrandimento ormai. 

Rimaniamo abbracciati un momento di troppo nel letto. Sbronza del dopo. Siamo felici solo quando giochiamo a fare i bambini, in un letto o tra la sabbia , forme che verranno erose dal vento di marzo. Resta all'inverno tu. Febbraio è passato per me. Sento la primavera arrivare persino nelle nuvole scure e nell'arcobaleno che avevo chiesto con forza e che ho intravisto per un attimo. C'è un temporale in arrivo...

La bocca stracolma di dolci alla mandorla e lo zucchero sul naso. Chissà com'è un posto che si chiama Testadilepre, dai metti la freccia. La prossima volta Bolsena. Si, facciamo il bagno di notte. No crescere non significa pensare solo a se, no crescere non significa dare le spalle al mondo. Ho voglia. Perchè stai male ora? Non so perchè lo so. Ricordati esattamente quello che mi hai detto una settimana fa. Pensavo ci fossimo chiariti.  Tu non vuoi me, vuoi solo qualcuna che ti tenga compagnia. Potrei mettermi una cento mille maschere, ti andrei comunque bene. Perchè fumi ora? Ho freddo. Herman Hesse, e mo che centra?

Qua il mare non ha odore. Senti?  qua il mare non ha odore....

 

Music: Temporale, Lorenzo Cherubini

 

mercoledì, 05 marzo 2008

Santa: Notte Mu'

MammadiSanta: notte patata

Santa: patata???

MammadiSanta: si patata duci...

Santa: al massimo  patatafritta

MammadiSanta: e pecchì?

Santa:a parte che ci puoi mettere il ketchup e la mayonese ma sono più buone, meglio di quelle bollite e dipende da come cuoci  meglio di quelle arrosto...

MammadiSanta: ma è sera poi mi stanno sullo stomaco....

Santa: appunto vedi? tutto torna 

MammadiSanta:    ,,,,,,,,,Buonanotte patatafritta

Santa:

lunedì, 03 marzo 2008

Addis vive del suo lavoro , vive tra gli acini e i tralci, il grano tenero e verde che spunta dai solchi. Ha gli occhi grandi e un sorriso aperto di chi conosce le stagioni ma soprattutto i lunghi inverni del cuore. Lo si incontra per caso, nella sua vigna che riposa sui resti di chi ha lasciato più di un rudere o una statuetta votiva. Addis ti parla e racconta, racconta di quanto lavoro risieda nelle mani di un uomo. Racconta di quanto la vita ti dia e ti tolga come se tutti andassimo in giro con una bilancia sul capo. Addis si sente solo: figlio di suo padre, figlio della terra . Non avevo niente, ti dice. Ora che ho tutto, ho perso tutto. Mi resta solo la mia terra e mio figlio. Seme spuntato troppo in fretta da una terra sassosa e sterile. Ci porta a casa sua, quella che sta costruendo, e ci offre il suo vino, come se fosse la cosa più naturale del mondo prendere a braccetto uno sconosciuto e portarlo in giro per campi. Si siede paziente e racconta a me delle semine, mi parla di vendemmie e di tempo giusto. Con le rughe che sussultano sul volto, solchi arati da sorrisi e lacrime. Ha gli occhi lucidi Addis mentre racconta del passato e di una donna che gli ha chiuso il cuore a doppia mandata ma non perde mai il sorriso, quello si sa, è più duro a morire. E' tardi, il cielo si tinge di rosa e la terra assume il colore della ruggine. Ripercorriamo al contrario l'antica via del riposo ma nessuno si sofferma a pensare dove porti. Forse io, che mi immergo nel dolore altrui senza comprenderlo perchè così poco ho provato. E guardo quelle radici che spuntano dalle rocce, le sfioro con un dito poi ingorda le accolgo nella mia mano piccola che tanto vorrebbe contenere. Ma io ho meno saggezza di un albero che vive delle stagioni, che Sa quando è tempo di far fiorire un germoglio affinchè non muoia .