venerdì, 29 febbraio 2008

Oggi mi ritrovo a riflettere su di te. Non so, sarà perchè ogni volta che penso a te o ho pensato a te o continuo a pensare a te le labbra assumono la piega di un sorriso. Sarà perchè in tutti i tuoi contorsionismi mentali sei schietto come pochi, o sarà anche perchè Mr. Paranoia è la tua essenza che mi fa sorridere  Il tuo essere come io vorrei. Vorrei , a volte, aver avuto il coraggio di mettere a nudo le mie fragilità senza restare  in mutande. Perchè ci vuole coraggio anche per non averne. E mi fa stare bene sapere che sei felice . E' stupido, è così stupido, ma rende felice anche me.  Mi fa stare bene e mi emoziona a volte leggerti. Si, gli occhi diventano incapaci di trattenere e mi meraviglio a meravigliarmi di tanta meraviglia.  Tu che saltelli sulle tue insicurezze come io cammino a passi eccessivamente fermi sulle mie, ci sono state volte in cui avrei voluto proteggerti persino da te stesso , ma si comprende troppo tardi che non è di protezione che hai bisogno quanto di essere accolto in un abbraccio caldo come il sole su una panchina in primavera.  E ci sono parole che leggo e si appoggiano lievi sulle mie guance e si confondono. Ci sono volte in cui i tuoi pensieri si insinuano tra i miei, e pensi, pensi, pensi , pensi anche quando non pensi. Vorrei avere piedi abbastanza veloci per seguirti mentre corri, ma io ho le gambe dei puffi e a volte mi basta osservarti con un binocolo. E io continuo a scrivere cose profonde su di me mentre tu voli, e sta certo che non è per le ali d'angelo che ti ritrovi, tuo malgrado. Ora mi fermo a rileggere quello che hai scritto, perchè pensieri così lievi per mia Sorella, sono come uno di quegli abbracci che vedi per strada, ti fermi incapace di andare oltre e ti ipnotizzi di fronte a tanto immobile movimento. Come guardare dentro ad una palla di vetro, quelle con la neve dentro, è la perfezione di un sentimento che commuove . Perchè ci vuole coraggio anche per viverli fino in fondo i sentimenti, allungare un braccio solo per farsi prendere.

 

mercoledì, 27 febbraio 2008

 

 J'aime bien travailler mais..........pas aujord'hui  

 

 

 

 

lunedì, 25 febbraio 2008

passettini, e mi giro. Mi volto e mi rigiro. Guardo avanti, guardo indietro. Chiedo: risposte inaspettate. Sorrido, di me ,del mondo... Sorrido. Se qualcuno mi chiedesse: Perchè sei felice ora, perchè non lo eri ieri, perchè credi di esserlo domani? avrei una lista pronta, ma solo per l'oggi , e solo perchè ho conosciuto ieri. Pochi punti, sia chiaro. Ma ci sono. Niente pollyannismi. Sono qui. no , non li, un pò più a destra. Ecco sono qui, mi vedi? Lo so, lo so sono ancora un pò sfocata ma sono qui. Sai la difficoltà sta nelle lenti. Ah già tu vedevi ero io quella miope. Mi sorprendo a sorprendermi, scorgendo le cose che contano, quelle che contano per me. So come mi piacciono le uova insomma.  Le osservo da lontano o anche  troppo da  vicino, come si farebbe con un ragno su una foglia, a me non fanno schifo.  Mi sorprendo a sorprendermi, sentendo quello che non credevo si potesse provare: serenità.  Sentendo quello che io credevo non avrei mai potuto provare. Che gusto ha la serenità mi chiedevo. Ora lo so. Ha il sapore delle fragole, per me. No non il sapore strano che hanno le caramelle alla fragola, oppure gli yogurt alla fragola, o il gelato alla fragola... sa proprio di fragole. Quelle mature, quelle colte quando è tempo, quelle che prendi tra indice e pollice e mordi , e il succo ti cade puntualmente sul mento. Quelle per le quali non puoi fare a meno di chiudere gli occhi e sorridere, perchè sono........ buone.  Quelle che non hanno bisogno di panna o di limone, non hanno bisogno di zucchero per essere addolcite. No, non va tutto bene. Ma sto bene. Era questo quello che volevo. Non stare bene in assoluto ma comprendere cosa mi fa stare bene e cercare di ottenerlo.  Non sono sempre felice e forse non sono sempre comesidovrebbeessere, a saperlo poi o a voler essere comesidovrebbeessere.. Ma ho un centro. Non so come spiegartelo meglio e sto scrivendo come se non parlassi a te, o a me, o a parti di me. Ti sto parlando con la stessa intimità con cui parlo nella mia stanza vuota o su un prato con la certezza che qualcuno ascolta. Ho un centro, un centro dondolante , che cammina con me e non è fisso ma si muove, si adatta, ma è un centro. E io dondolo, senza volermi per forza tenere al parapetto. Dondolo e sgrano gli occhi quando lo sento muoversi dentro. Non sapevo si potesse avere un centro. Credevo fosse genetica, credevo a me mancasse quel gene per questo cercavo di scopiazzare. E invece no,  ce l'ho :)  e sa di fragola....

 

 

 

 

 

 

 

venerdì, 22 febbraio 2008

Io vivo con due coinquiline. A. simpatica ambientalista dei castelli, da quando c'è lei abbiamo cominciato a riciclare tutti , e io, che sono più distratta di un bradipo addormentato, mi ritrovo spesso a dover andare a ripescare bottigliette e carta dalla spazzatura per evitare che lei giri per la casa con lo stesso piglio di una pubblicità anni 90 chiedendo sospettosa: di chi è questo?.

Poi c'è T. o H. iraniana americana che preferisce essere definita persiana, guai a dirle sei araba. Scatta in piedi come una furia e dopo aver miagolato come un gatto tira fuori le unghie. Quando era piccola mi racconta che il suo uomo nero nascosto nell'armadio  era Komehini,   adora cucinare piatti improbabili che io però mangio sempre perchè ho gusti strani: il mio palato per intenderci è quello delle donne incinte. T. ha un senso dell'umorismo tutto suo, che però è molto simile al mio, i vicini che ci guardano da finestre alle quali abbiamo dimenticato di mettere le tende, assistono ad improbabili giochi a nascondino dietro le dita , balletti sulle sedie al suono di canzoni hawaiane, imitazioni di ballerine classiche con un cucchiaio appiccicato sul naso . La nostra signora delle pulizie tale Jen si è convinta che siamo allegre lesbiche e che io tradisco il povero paolobitta appena esce fuori da casa.

L'altro giorno la gatta persiana è entrata in cucina con faccia cupa, labbro tremolante in fuori, occhi febricitanti.

S:" che è successo? che ti piglia? hai fame? ( classica domanda calabrese: tutto può essere risolto col cibo)

T: " Santa, ho sentito i vicini fare sesso"   

S: " E vabbè che sarà mai,  io li sento ogni settimana quelli di sopra solo che sono fortunata, lui non va molto per le lunghe "

T: " No, Santa, no non capisci"

S:

T: Sono gli altri vicini 

S: Ma chi gli ottantenni siciliani? Ma T. lei ha pure un enfisema, sei sicura?????

T: Si, si sono sicura, è terribile vero?

S: Hai capito il vicino siciliano?,   non ci sono più uomini così...

T: ma è disgustoso   

S: ma perchè beati a loro che si danno ancora da fare, che t'importa?

T: (......) NON è GIUSTOOOOO PERSINO LORO FANNO SESSO E IO NOOOOOOOO    

S:   

 

giovedì, 21 febbraio 2008

Stamattina mi sono svegliata con una voglia esagerata di megmoticons....

Credo sia perchè ho cominciato a sognare smilini dappertutto , ma anche,  perchè sono invidiosissima di mio Cugino  che ha tutti gli smilini che vuole ( e tutti gli articoli che vuole)

Così dietro consiglio di Anemy e una ponderazione del fatto che se Chicco c'ha messo più di una settimana per trasferire i post su iobloggo io potrei si, metterci qualche giorno in meno  , ma cmq impazzirei al tentativo..... ( sono meno paziente di lui )...

Ho pensato bene di restare splinderiana  ma di usufruire degli smilini.... che sono troppo carini e l'adolescente che è in me  sta letteralmente gongolando....

 

martedì, 19 febbraio 2008

Oggi sono stata in quel di Bruxelles per un colloquio ( Emigranti di tutto il mondo unitevi) un'odissea in perfetto stile Santaria. Il colloquio è andato bene , e io che pensavo di fare solo una gita fuori porta, " é stata selezionata tra 70 candidati insieme ad altri cinque" (mhhh come si facevano le bamboline vodoo?? con cinque ce la dovrei fare ) . Brussels è cupina con tanta nebbia,  una milano fiamminga 'nsomma,  tanto che quando stavamo per atterrare abbiamo oltrepassato una coltre di nubi che faceva invidia ad una glassa de la prova del cuoco. Ma non è proprio brutta brutta , la gente ti parla, ti sorride, e io in un impeto da politologa ho stabilito che è perchè non hanno mai avuto Berlusconi che ti canta il nuovo inno del PDL " Meno male che c'è silvio".

Dopo essere stata fregata da un tassista turco ( la gente ti parla, sorride......ti frega) che mi ha sequestrato ben 22 euro per una corsa di un taxi , impietosito dal mio " no non ho bisogno della ricevuta, perchè pago io", mi ha fatto lo sconto pena .  L'unica categoria che mi è parecchio stata sul guscio è stata quella dei controllori dei treni. Gare centrale di Bruxelles, informazioni in aramaico fiammingo, io che inseguo i controllori a suon di Excusez moi, Pardonnez moi, Pardon me, 'nculo a tte e a chi t'ha fatt .... , nulla, mi ha aiutato un americano in trasferta in olanda, per lavoro a Bruxelles che mi ha messo in mano il biglietto da visita in un nano secondo, tanto che io, italiana malfidata che sono ho temuto  fosse un testimone di geova professionale.  Al ritorno, dopo ben 40 minuti di ritardo con mamma Alitalia ( no a ciampino alle sette di mattina non ci vado), si siede vicino a me un uomo michelen . Era enorme, io vicino a lui sembravo la sorella di barbie nera a grandezza naturale. Ho tremato pure ringraziando gli Dei di non aver portato valigie così almeno ho equilibrato il suo peso. L'uomo in questione ha pure cominciato a russare, e russa che ti russa, quando il suo ronfare ha superato il rollio dei motori e il volume americano del mio ipod mentre Paolo Conte cercava di spiegarmi cosa fossero gli Impermeabili, io col ditino l'ho svegliato. Non so perchè ma è sussultato tutto  come una gelatina di pesce , ha dato l'ultimo ronfo e mi ha guardato con la bocca aperta, la prima cosa che ho pensato è stata : ora mi mangia, ecco ora apre la bocca e gnam: fine miserabile di Santaria sbranata da un Belga. Fortunatamente la bocca si è richiusa e ha cominciato un Sudoku.

Tornata su suolo italico, Roma è sempre bellissima dall'alto di notte , ho chiamato la Lu. " Lulla ho fatto il colloquio"  " Ah si ma era oggi? io sono andata dall'avvocato", " Oddio già pensi di divorziare? O.o cmq se vuoi c'è paolobitta gratis" , " No macchè divorziare con tutto quello che ho speso per il matrimonio, denuncio una collega" , " Uh che bello ti posso fare da testimone" , " No altrimenti ti devo dare un'altra bomboniera, cmq sto pregando la madonna" " mhhhh bene, buon per te" " Si perchè ti lasci a roma, sono contenta per te ma dei belgi non mi fido bevono solo birra" " Lu.... prega tu che prego io alla fine  la madonna è di parte e col culo che mi ritrovo vado a lavorare al Vaticano" , " Eh si questo ci mancava tra i cattolici prima del papa nero , la talpa"....

Mh no tra i preti no, al massimo vado a lavorare all'ANAS..... vero????????   ;)

 

 

 

lunedì, 18 febbraio 2008

domenica, 17 febbraio 2008

Eating the World

I was born with my mouth open...    entering this juicy world
of peaches and lemons and ripe sun
and the pink and secret flesh of women,
this world where dinner is in the breath
of the subtle desert,
in the spices of the distant sea
which late at night drift over sleep.

I was born somewhere between
the brain and the pomegranate,
with a tongue tasting the delicious textures
of hair and hands and eyes;
I was born out of the heart stew,
out of the infinite bed, to walk upon
this infinite earth.

I want to feed you the flowers of ice
on this winter window,
the aromas of many soups,
the scent of sacred candles
that follows me around this cedar house,
I want to feed you the lavender
that lifts up out of certain poems,
and the cinnamon of apples baking,
and the simple joy we see
in the sky when we fall in love.

I want to feed you the pungent soil
where I harvested garlic,
I want to feed you the memories
rising out of the aspen logs
when I split them, and the pinyon smoke
that gathers around the house on a still night,
and the mums left by the kitchen door.

I want to feed you the colors of rain
on deserted parking lots,
and the folds of delirious patchouli
in the Indian skirt of the woman
on Market Street in San Francisco,
and the human incense of so much devotion
in tiny villages in Colorado and Peru.

 I want to serve you breakfast at dawn,
I want to serve you the bread
that rises in the desert dust, serve you
the wind that wanders through the canyons,
serve you the stars that fall over the bed,
serve you the Hopi corn one thousand years old,
serve you the saffron in the western sunset,
serve you the delicate pollen that blows its lullaby
through each lonely wing of flesh;
I want to serve you the low hum of bees
clustered together all winter
eating their honey.

--James Tipton

 

(Sono nato con la bocca aperta entrando in questo mondo succoso di pesche e limoni e sole maturo, dalla rosa e segreta carne delle donne, in questo mondo dove la cena è nel respiro del sottile deserto,   nelle spezie del mare lontano che tardi la notte si addormentano lentamente. Sono nato a metà strada tra tla esta e il melograno, con la lingua che ha sapore di deliziose  trame di capelli, mani e occhi;; Sono nato da uno  stufato di cuore, dal letto infinito per camminare su questa terra , terra senza fine.

Voglio cibarti di fiori di ghiaccio su questa finestra d'inverno, di arome di mille zuppe e il profumo di sacre candele che mi segue in questa casa fatta di cedro. Voglio cibarti di lavanda che si eleva da certi poemi e della cannella delle mele che cuociono in forno e della gioia semplice che intravvediamo in cielo quando ci innamoriamo. Ti voglio cibare con la terra pungente da dove ho colto l'aglio, e con i ricordi che salgono dai tronchi d'altura quando li taglio e  del fumo che si raccoglie attorno alle case in una notte calma, e delle madri ferme alle porte delle cucine. Ti voglio cibare con i colori della pioggia nei  parcheggi deserti e  di pieghe di  delirante patchouli  che si nascondono nella  gonna indiana della donna su market street a San Francisco, e d' incenso umano di tanta devozione nei minuscoli villaggi del colorado e del perù. Ti voglio servire la colazione all'alba, ti voglio servire il pane che nasce dalla polvere del deserto, servirti il vento che vaga nei canyons, servirti le stelle che cadono sui letti, servirti il grano indiano vecchio di cent'anni, servirti lo zafferano che si cela nel tramonto dell'ovest, servirti il delicato polline che soffia la sua nenia attraverso ogni ala fatta di carne, Ti voglio servire il silenzioso suono delle api che si uniscono d'inverno e mangiano il loro miele.)

venerdì, 15 febbraio 2008

Premettiamo una cosa: io odio SanValentino. Detesto la festa, la gente che se ne va in giro con i fiori, le confezioni dei baci perugina con orsettini, fiorellini, cuoricini, e chi più ne ha più ne -ini. ( i baci perugina mi piacciono però ma solo per i biglietti, mangiarli meno), le coppiette al ristorante  e i ristoranti di coppiette,  mi piace solo mandare cartoline e superpokare su facebook le galline sceme.

Quando sei single poi a SanValentino si crea una lotta intestina tra scapoli e ammogliati e nessuno crede alla tua faccia schifata mentre  affermi che No,nonmipiacenonmiinteressanonnevogliosapere. Saranno stati tutti questi anni di insulti verso il Santo, che persino Valentino, divinità cristianizzata dell'amore , si sarà fatto girare le palle tant'è che ieri è stata proprio la classica giornata di merda ( e fa pure umidità come direbbe Anemy che, detto tra di noi ,Sa). Ho litigato con il mio capo il quale mi ha capescamente mandato a fanculo e io subalternamente ho ricambiato dandogli però del Lei. Ho finito i soldi , mi si è smagliata una calza, mi hanno risposto che : no, grazie, non siamo interessati.  Quindi quando ho ricevuto la telefonata di Paolo ho alzato gli occhi al cielo e ho mandato a fanculo pure Sanvalentino dandogli del tu.

Santa: Pronto, non siamo in casa lasciate un messaggio e sarete richiamati ; Paolo idiota;  Santa: mhmhmhmhmhm  ; Paolo : E' Sanvalentino lo sai? Santa : no, pensavo fosse capodanno e non capivo dove avessero messo i botti... ;Paolo : Ti va di andare a cena? Santa : Senti,  se vuoi litigare con me mettiti in fila, prendi il numeretto e aspetta il tuo turno. ;Paolo : Ti porto a mangiare la fiorentina Santa: bastardo Paolo: sisi fiorentina al sangue, grondante di sangue ...

Sappiate una cosa da quando ho avuto la mia follia vegana c'è una cosa con la quale mi potete comprare facilmente: la fiorentina, io davanti ad una fiorentina semi cruda mi venderei persino mia madre, è più forte di me, la stessa cosa non funziona davanti ad un porceddu sardu, e infatti mia Sorella ( sisisisiis Sorella basta punto lallalallalalalala) dice che sono scema.  Vista l'inopportunità della cosa, va bene restare amici, va bene uscire, va bene tutto ma Sanvalentino ..., ho risposto no. 

 Ma Paolobitta è testardo, saranno le origini meridionali, sarà il criminale che è in lui ben pasciuto a pane e penale, sarà che è paolobitta, ha cominciato a tempestarmi di sms con su scritto fiorentina. Il mio senso critico è letteralmente andato sulla colombo: Ho accettato. Quindi ho richiamato e ho pacatamente annunciato : "Però se ti presenti con i fiori di do in pasto al cane del vicino, hai presente la frase : ci siamo lasciati? lasciati, kaput, finito,stop, strada privata" , senza fare una piega ha risposto : " Certo, lasciati, niente fiori, niente regali, e se c'è qualcuna carina al tavolo accanto ci provo pure ok?" . Dopo questa rassicurazione, essendo consapevole del fatto che conoscendolo lo farebbe pure, mi sono fatta trovare pronta. Ovviamente lui, con la faccia di posteriore che si ritrova, è arrivato con mezzora di anticipo ed è entrato in casa a braccia aperte con un sorrisone stampato sulla faccia :  " Neanche un bacio mi dai? neanche per tradizione?"  mi fa " A parte che non vedo rametti di vischio in giro, A. è di la è single, carina e molto simpatica" , " Beh pure tu sei single, molto carina, ma in quanto a simpatia devo dire che lasci a desiderare". Arrivati al ristorante, senza esserci persi come accade di solito, lui ferma la macchina. E omiodio mi prende la mano e comincia a cantare. Dopo il primo momento di smarrimento in cui sono rimasta basita a guardarlo ho esordito con un quantomai ovvio " Ma tu sei scemo" lui senza scomporsi più di tanto, mi ha bloccato con una mossa di ju-ji-tzu, e ha finito di cantare la canzone fino alla fine con tanto di gorgheggi imitativi di mario merola.

Entrati al ristorante discorso serio: " Paolo senti io ti voglio bene giusto? tu mi vuoi bene, ma qua non andiamo da nessuna parte se continuiamo così" , " Si ma tu sei categorica", " Categorica non mi pare la definizione più giusta visto dove siamo e cosa stiamo facendo" rispondo e rilancio " E' semplice, tu puoi decidere di non prenderti cura di te ma non mi puoi chiedere di starti accanto, mostrami coi fatti che mi sbaglio".

 Mentre lo dico un pugno all'altezza dello stomaco non mi fa respirare, sbianco e comincio a tremare. 

" Che hai , che succede, che ho detto?". Non rispondo.

Non è vero, non è vero , non sta succedendo, non lo sto dicendo proprio io ,è un errore, cazzo. E' un fottuto errore.  Vado in bagno. Mi guardo allo specchio. Si lo sto dicendo proprio io.  San valentino del cazzo, fottuto san valentino del cazzo.

 

martedì, 12 febbraio 2008

Il primo pensiero appena Santaria ha aperto gli occhi è stato " Soccombo". Poi Santaria si è sentita idiota , e tanto per non farsi mancare nulla, ha cominciato a recitarne le forme verbali, io soccombo, tu soccombi, egli/ella soccombe, noi soccombiamo..., poi ha iniziato a immaginare un mondo di gente che soccombe e ha smesso.  sotto le coperte  la ragazza del piano di sopra cominciava il suo rituale mattutino : ballolasambasullatestadiSantaria. Due tre insulti pensati, nessuna forza di aprire bocca e dare fiato agli insulti. Ho ancora dieci minuti, dieci minuti di pensieri senza azioni

 

..........Mhhh caffè, magari fosse pronto,ho la nutella? si perchè oggi c'è proprio un bel sole, che palle sta storia degli splinderiani, odio essere una splinderiana mi sento quasi in dovere di comprarmiuna tutina da aliena e se me la compro la prendo verde acido ecco. Cribbio ma ieri c'era lost?troppo tardi mi sono vista niente di personale su la sette, macchè manco quello ho visto il video whoisberlusconi su you tube. A volte seven è proprio scemo. che palle odio gli anonimi. ieri ho fatto bene a chiamare, conferme conferme adoro le conferme... brutto stronzo , spero che gli si rompa una corda della chitarra anzi 3 e che debba aspettare un mese per cambiarle. Chissà se Lukino si è svegliato, forse corre, mh no a quest'ora no, forse a pranzo,  ma dov'è stitch? ah è la, sta scema se prova a spuzzargli di nuovo l'antipolvere me la magno insieme alla nutella. R. oddio, ansia, merda (......)  mi prude l'orecchio, ma fa freddo.che mi metto oggi ? cazzo l'affitto, dio speriamo che il portiere abbia aspettato, gli ho fatto persino il regalo. certo che A. è proprio bello, perchè sono così  cretina. Dicisi,dicisi, basterebbesolodiresi. Povera T. vorrei tanto averle soldi da prestarle, ma non ho una lira, e devo andare pure a Brussels. Voglio un altro lavoro, ah oggi il capo non c'è. meno male ceh domani è mercoledì e vado dal dottore. odio le separazioni.  sicerto vabbè ci vediamo, anzi va pure meglio. ma oramai ho deciso. sti cazzi di anonimi con i loro commenti. Ma Anny non mi ha risposto, o si? mh non ricordo poi controllo. Paranoia di merda. Devo dire pure questo. Ma tanto poi mi scordo. Sto invecchiando, si ma me li porto bene. Sarà la sindrome da peter pan. Certo che stare sulle mani deve essere difficile, è un mostro. Ho fame. voglio il caffè a letto. no io la colazione a letto la odio. ok mi alzo.... (:::::) che palle............

 

sabato, 09 febbraio 2008

Oggi ho lasciato Paolo.  Sono stata tutto il giorno in casa a finire una ricerca e a riflettere sulla scelta che avevo fatto. Avevo mal di testa. Mal di testa che non andava via. Stare con lui è stata una sorta di espiazione. Non ero mai stata con uno come me. E mentre elencavo le ragioni per le quali lo stavo lasciando, rivedevo mentalmente le ragioni per le quali qualcuno si dovrebbe allontanare da me. E allora ho voluto , fortemente voluto cambiare. Perchè non voglio più che qualcuno stia con una come me. Perchè non si sta bene. No, non si sta bene. Soprattutto quando vederti soccombere a te stessa fa più male dello starti accanto.  Per la prima volta sono stata uno specchio . Il mio riflesso mi guardava con gli occhi ciechi di chi crede di sapere tutto e ti butta addosso la propria sofferenza senza volto e si sente in diritto di essere aiutato sempre. Poi si volta sorride e tu con il suo vomito sul volto ti chiedi come possa sorridere di te che piangi. Ma chi crede che la sofferenza sia esclusiva non vede il sangue altrui perchè ha occhi di legno e un cuore che sente troppo per sentire davvero.  Tanti auguri a me ed in bocca al lupo a Paolo.

 

 

venerdì, 08 febbraio 2008

Non riesco a togliermi un pensiero dalla testa.....Merda!Merda!Merda!Merda... una sensazione che mi piglia qua alla bocca dello stomaco. Merda!Merda!Merda!Merda...

(...) Ma perchè nn sono andata in psicanalisi prima???

 

 

               

venerdì, 08 febbraio 2008

Paolo Bitta ultimamente mi fa paura. Forse si è messo in testa che sono la donna della sua vita perchè in ogni tanto mi prende la mano  mi guarda con uno sguardo fisso e vacuo, poi sospira, sorride e assume un'aria soddisfatta. Io nel frattempo cerco di placare il brivido che mi sale su per la schiena e conto le pecore. Ieri sera al telefono , mentre  io mi barcamenavo con tradizioni popolari e dizionario dei sinonimi e dei contrari, lui mi comunicava la sua insoddisfazione. Si perchè sappiatelo, lui non discute mai, lui comunica. " E' proprio dura tornare a casa la sera e non trovare nessuno"  mi fa. "  io di norma prima di entrare in casa prego la Madonnadi fuorigrotta che si siano tutti vaporizzati in una nuvola di zolfo" , gli rispondo continuando a battere sui tasti del pc, ovviamente continua nel suo monologo come se fosse nel confessionale del grande fratello " Si, sarebbe bello tornare a casa e trovare qualcuno che mi aspetta",  mi viene da rispondergli la cosa più ovvia " Beh potresti sempre comprarti un cane"... silenzio... "Mh no non era quello che intendevo".  Mentre il lato sinistro della mia massa grigia prova ad accostare la festa della pupa ai maggi lucani, quello destro , allenato da anni di fuga e dissimulazione, riporta il discorso su binari meno pericolosi " ma come si chiamava la moto che ti volevi comprare?". Bene tana salva tutti, mezz'ora di monologo su modelli, colori, sedili, gite fuori porta.  Subito dopo aver chiuso con lui mi chiama la Lu ( non c'è pace per i ricercatori!), dovete sapere che a lei paolobitta piace, ma lei non conta: lei mi vuole sistemare . No, non è una mia idea è stata molto chiara sull'argomento : il suo programma  prevede infatti che io mi sposi massimo entro due anni,  primo perchè si deve vendicare del mio ruolo di testimone poco ortodossa e secondo perchè avendo già deciso quando avere la prima figlia , G. febbraio 2009, pesci, preferirebbe aver finito lo svezzamento prima di impegnarsi ad organizzarmi il matrimonio. La Lu è un tipo molto organizzato. " Come stai?" mi fa " Bene, benissimo, sto cercando di capire come diventare lesbica"... " ma figurati, mica posso avere una testimone di nozze ortodossa, calabrese e pure lesbica",  " E poi dobbiamo andare in toscana" " Scusa Lu ma fammi capire io dovrei restare eterosessuale perchè dobbiamo andare tutti alle terme?".... " Eh beh , ho dato l'acconto..." in effetti non fa una piega.... O_o°. Questa è la segreteria telefonica di Santaria, non sono in casa, lasciate pure un messaggio.......

 

mercoledì, 06 febbraio 2008

Ci sono due momenti dell'anno in cui mi potete vedere in giro con un sorriso ebete stampato sulla faccia : quando arriva l'autunno e quando arriva la primavera. Bene oggi nello stato di Santaria è la giornata nazionale del sorriso ebete .... il mio capo mi ha chiamato e mi ha consigliato di riposarmi un giorno in più perchè oggi in ufficio lui non c'è e io grata sono uscita. Mi sono messa su un autobus  e ho viaggiato, con la fantasia e non. Poi ho ricevuto un paio di telefonate promettenti e nello stomaco ho sentito fiorire un germoglio. Una di quelle foglioline piccole piccole, tenere , tenere che si ha paura persino ad accarezzare. Oggi alle ore 18 vedrò  il Dantore, che dopo l'ultima offerta in sconto di seduta mi sta sempre più simpatico, e che lo sappia oggi sono agguerrita. Mi sono fatta persino la lista di quello di cui dobbiamo parlare, perchè io lo so, i miei pensieri sfuggono e fuggono in dimensioni parallele e nonostante mi sia comprata un retino loro ,come farfalle multicolori, preferiscono poggiarsi su fiori profumati piuttosto che farsi osservare .

 

 

lunedì, 04 febbraio 2008

Stasera mi sono messa una maschera verde sul viso, una di quelle  maschera purificanti all'argilla e visto che sono abbastanza giù, l'altra me ha ben deciso di tirarmi su di morale facendo l'imitazione di Frankestain  giù per il corridoio.... Solo che, il corridoio era buio e mi sono spaventata da sola. Questa sono io :(

 

domenica, 03 febbraio 2008

E' arrivato Febbraio col suo manto di latte. Sapore di ginepro e acqua di fonte. E le mani si tendono a ricercare unguento e cenere. Girotondo di ombre con maschere e corna e i tamburi e i cembali che suonano la loro mistica danza. Il seme pulsa nella terra fredda. Ritmo di stagioni e sangue. Ti cerco, mi immergo nel tuo  ventre. Con una spazzola dai denti di porco ho scrostato la lordura. ( *Appaiono*) Residui di fili invisibili. L'acqua si colora di rosso. Bevo e disseto la mia gola arsa , non sapevo di avere questo sapore.

Can you Feel me now?