Ermanno era fermo alla finestra della sua grande casa. La vigilia di Natale sembrava più opaca quest'anno e il bagliore delle luci nella strada contrastava con il buio che regnava nella stanza. L'orologio battuto ad un'asta newyorkese segnava le undici e trenta. Avrebbe dovuto essere già a letto, il giorno dopo sarebbe partito per un lungo viaggio d'affari che l'avrebbe portato nel Golfo , a fare lo squalo nel mare nero dei petrolieri.
Scostò le tende per guardare meglio all'interno della casa di fronte. L'intermittenza delle luminarie che abbracciavano un albero un pò troppo grasso per le dimensioni della stanza lo ipnotizzarono. Scosse la testa con fare infastidito. "Natale", pensò, "fottuta perdita di tempo ipocrita. Come se avesse ancora un senso" . Accese la tv al plasma dopo essersi accomodato sulla sua poltrona di pelle e design purosangue. Scomoda certo, ma appariscente abbastanza da impressionare chiunque fosse entrato nel suo studio. Le dita scorsero veloci sul telecomando soffermandosi non più di un secondo su ogni canale. Il disgusto stava salendo come un conato di vomito e lui lo annaffiò con del southern comfort . Il liquido ambrato percorse tutta la gola fino ad arrivare al petto scolpito senza però riuscire a sciogliere la contrattura che regnava al suo interno da più di vent'anni.
Ripose il bicchiere freddamente sul plexiglas nero del tavolino e spense l'audio rilassandosi al silenzio di immagini mute. Il suo sguardo si fissò sulla lancetta dei secondi del grande orologio antico sulla parete di fronte. Uno dopo l'altro i secondi si avvicendarono. Lenti e ritmici , inesorabilmente si apprestavano a raggiungere la lancetta dei minuti che avrebbe fatto scattare la mezzanotte. Quando tutte e tre le lancette si unirono in un unico segno, qualcosa accadde. Il silenzio fu rotto dal crepitio del vetro della finestra che esplose , Ermanno sobbalzò esclamando strozzato: "Porc...." . Ma quando volse lo sguardo verso la finestra quello che vide lo immobilizzò dal terrore.
E il Natale ebbe Inizio........
