domenica, 30 dicembre 2007

Esistono momenti perfetti. A volte è un colore, la luce che entra in un certo modo dalle finestre note che si insinuano tra i rumori. Quello che viene percepito come perfezione ti da la misura di ciò che desideri. Non è chi hai intorno, no, non dipende dagli altri. Ma da quello intravedi  dentro di te . Come una tenda che filtra la luce. L'intensità della luce dipende dalla trama che sei riuscito a tessere. Un prezioso ricamo imperlato di lacrime, sudore e sorrisi. Io oggi sono la mia trama e  quello che vedo comincia a piacermi un pò di più. Aspettative che non puntano sempre all'estremo ma godono di quello che hanno con occhio fisso su quello che desiderano. Un futuro che si tinge per la prima volta di volontà.

Picture: Concinnity

venerdì, 21 dicembre 2007

" Meglio ancora forse dovrei finalmente imparare che nella vita nulla va come ci si immagina,  perchè limitarsi sognare la vita  non protegge dalla vita stessa e l'immaginazione se non si veste della volontà rimane aspirazione vuota, aerea danza  senza destinazione." Santaria, dicembre 2006

Ascoltarsi, Ascoltarsi, Ascoltarsi sempre.....

martedì, 18 dicembre 2007

Ho levato la mano. L'ho ritratta e ora è stretta in quella di un altro. La sua stretta è diversa dalla tua. Possesso egoista. " Stammi addosso" dice ma senza riuscire a sostenere il mio peso. Crede di cogliermi, poi si stupisce mi ripete che ho troppe forme e mi osserva al microscopio dell'incomprensione. Tu non ne avevi bisogno, almeno finchè non ho innestato un virus nel vetrino. Come satellite ti ruotavo solo attorno spaventata dal mio stesso ruotare, mentre tu guardavi, abbassando il mento per nascondere un sorriso, sperimentando. Rompendo il silenzo mi hai sbattuto in faccia come se non ci fosse altra verità, " Hai bisogno d'amore" . Avrei voluto risponderti che non avevo bisogno di nulla, neanche di te. Ti ho risposto soltanto : non è vero, sapendo di mentire.  Ma tu cogliendolo hai chiesto : Che altro? Forse è la maledizione di Tenco. E il riso si apre al cuore che ha memoria di fughe e asfalto, scalini e piazze stracolme. Baciarti sapeva di vino. Come se Bacco in persona avesse il sapore di te. E ora. Carta carbone di pensieri. La luna gelida che stanotte si immerge nella nebbia. Quello che ci resta è guardare la stessa luna da due balconi diversi. Tu con il tuo passo svelto perennemente in fuga, io con le mie radici contorte e le fronde perennemente per aria.

Picture: Concinnity

Music: Vinicio

lunedì, 17 dicembre 2007

 

Chiamavo la Follia il paese dell'illuminazione a causa della luce vivissima, abbagliante , fredda e astrale e dello stato di tensione estrema in cui si trovavano tutte le cose, me compresa. Era come se una corrente elettrica d'una potenza straordinaria attraversasse tutte le cose, e aumentasse sempre di più la sua tensione, finchè tutto sarebbe saltato in aria in una esplosione terrificante.... in questo silenzio infinito e in questa immobilità tesa avevo l'impressione che qualcosa di spaventoso sarebbe accaduto e avrebbe rotto questo silenzio, che qualche cosa di sconvolgente stava per verificarsi. Restavo in attesa trattenendo il respiro, smarrita nell'angoscia, e non accadeva nulla. L'immobilità si faceva ancora più immobilità, il silenzio ancora più silenzio, gli oggetti le persone , i loro gesti e il loro rumore ancora più artificiali, staccati gli uni dagli altri, senza vita, irreali. E la mia paura aumentava, sino a diventare inaudita, indicibile, atroce.

 

Picture  : Concinnity

lunedì, 10 dicembre 2007

Ermanno era fermo alla finestra della sua grande casa. La vigilia di Natale sembrava più opaca quest'anno e il bagliore delle luci nella strada contrastava con il buio che regnava nella stanza.  L'orologio battuto ad un'asta newyorkese segnava le undici e trenta. Avrebbe dovuto essere già a letto, il giorno dopo sarebbe partito per un lungo viaggio d'affari che l'avrebbe portato nel Golfo , a fare lo squalo nel mare nero dei  petrolieri.

Scostò le tende per guardare meglio all'interno della casa di fronte. L'intermittenza delle luminarie che abbracciavano un albero un pò troppo grasso per le dimensioni della stanza lo ipnotizzarono. Scosse la testa con fare infastidito. "Natale", pensò, "fottuta  perdita di tempo ipocrita. Come se avesse ancora un senso" . Accese la tv al plasma dopo essersi accomodato sulla sua poltrona di pelle e design purosangue. Scomoda certo, ma appariscente abbastanza da impressionare chiunque fosse entrato nel suo studio.  Le dita scorsero veloci sul telecomando soffermandosi non più di un secondo su ogni canale. Il disgusto  stava salendo come un conato di vomito e lui lo annaffiò con del southern comfort . Il liquido ambrato percorse tutta la gola fino ad arrivare al petto scolpito senza però riuscire a sciogliere la contrattura che regnava al suo interno da più di vent'anni.

Ripose il bicchiere freddamente sul plexiglas nero del tavolino e spense l'audio rilassandosi al silenzio di immagini mute. Il suo sguardo si fissò sulla lancetta dei secondi del grande orologio antico sulla parete di fronte. Uno dopo l'altro i secondi si avvicendarono. Lenti e ritmici , inesorabilmente si apprestavano a raggiungere la lancetta dei minuti che avrebbe fatto scattare la mezzanotte. Quando tutte e tre le lancette si unirono in un unico segno, qualcosa accadde. Il silenzio fu rotto dal crepitio del vetro della finestra che esplose , Ermanno sobbalzò esclamando strozzato:  "Porc...." . Ma quando volse lo sguardo verso la finestra quello che vide lo immobilizzò dal terrore.

E il Natale ebbe Inizio........

 

 

sabato, 08 dicembre 2007

Ho fatto l'albero ed è bellissimo Ho fatto l'albero ed è bellissimo Ho fatto l'albero ed è bellissimo..... E' piccolo e pieno di biscotti, cioccolata e stecche di cannella ...... e ho anche  finito i soldi, ma ho fatto l'albero ed è bellissimo. Ora appuntamento a Piazza Navona a chiedere l'elemosina. Se per caso incrociate una con Uggs rosa e cappello di babbo natale in mano in mano all'angolo nord est di piazza Navona sappiate che sono io

Santa wants Santa..... its All She wants For Christmas  

 

 

 

martedì, 04 dicembre 2007

Sarà che quando cresci aumentando le responsabilità sei obbligato a toglierti le fette di prosciutto dagli occhi...

Sarà che quando incominci a farti un'opinione il qualunquismo incomincia a starti sullo stomaco...

Sarà che quando l'occhio critico ti si affina e non vivi più di futuro ma cominci ad assaporare il presente di da fastidio che ti tolgano il boccone dalle fauci .....

Ma...

... Mi sbaglio o questo sta diventando proprio un Paese di merda.....