Si era sempre chiesta dove andasse lui con la sua Flying Machine. Ad un certo punto spariva, fosse nel mezzo di una conversazione o di un sogno andato a male. Chissà poi dove andasse e come ci arrivasse. Sta storia del volo in automobile mica lei se la beveva. i cavalli diventavano sempre più inquieti. " Come sta?, bene si? si deve stare pur bene santodio". Il rombo di un motore lontano che portava dovunque volesse andare, senza piume che si infilassero nel naso rischiando di far partire un pericoloso starnuto. Ognuno poi vola come vuole, o no? Volasse pure a piedi se credeva, volasse come volavano gli Dei in Pollon, con le loro nuvolette sprint o le ali che spuntano da calzari troppo stretti. Ognuno vola dove vuole. Ho smesso di seguire gli altri sul radar delle mie insicurezze, anche se l'istinto di guardare sul quadrante rimane appeso come un amo alla lenza lanciata di scatto . .
Doveseiche faistaibeneomiodionontivedopiù.
Ho smesso. Ho smesso persino di cercare di direzionare il mio volo verso lidi conosciuti per il timore di cadere. Che il volo sia volo santodio. Che si plani sull'acqua a velocità supersonica se si crede, se si rischia di crepare pazienza lo si è scelto o almeno si crede di averlo fatto. Che si cada pure, dai nidi, dagli atolli, dai precipizi , dalle nuvole. L'importante è riprendere quota, se la si riprende, altrimenti beh dovevaandarecosì. Ma nel riprendere quota il vento sussurra: Evidentment tu l (es) 'aime encore....
