Eppure i miei occhi ti hanno cercato , eppure oggi mi soffermo ancora sulle parole che ho o che ho perso negli anni, eppure mi informo, eppure annuso, eppure fumo , eppure quando mi sveglio mi stupisco ancora che tu nn ci sia più, eppure riascolto al contrario le mie parole come si farebbe con un disco dei Beatles, ho alzato lo sguardo e mi si è stretto il cuore al semplice suono di qualche nota che filtrava dalle finestre e che ho messo da parte per un motivo semplice, smettevo di respirare. Eppure mi hai dato sempre in cambio mentre io a volte prendevo e basta e prendevo fino a far sanguinare te. Eppure ho preteso sempre, senza però aver avuto mai coscienza di averlo fatto. E invece di donarti il mio dolore chiedendoti di curarlo insieme te l'ho lanciato addosso come si farebbe con un'arma a doppio taglio. Eppure non te lo meritavi. Eppure mi sono anestetizzata come avrei fatto con me, cattiva come lo sarei stata con me , con lo stesso freddo stupore. Eppure dicevo di amarti.
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Eppure mi sono lasciata andare o cullare fai tu. Eppure ero gelosa o non lo sono stata affatto ma non credo tu possa immaginare perchè o per cosa. Eppure ho provato ma non mi sentivo mai in grado , come se dovessi bussare ogni volta per chiedere permesso. Persino nel dolore. Ho tentennato una volta di troppo, le strade dell'inferno sono sempre lastricate di buone intenzioni, le mie le ho fatte asfaltare tanto per non negarci mai nulla. Eppure ho sentito, ho tentato di imparare un nuovo vocabolario , ho provato strategie e tattiche per candeggiare meglio, eppure ho sofferto la mia incapacità. Eppure ho avuto un martello costante nelle tempie, ma i rintocchi che sentivo rimandavano sempre verbi attivi. Eppure sono questa e non ho un vassoio d'argento. Eppure ho l'empatia di una fottuta zucchina e quello che provo è un eccesso costante anche per te. Ma tu non lo puoi sapere, e a parte qualche frase ad effetto non te l'ho mai spiegato, non avevo sufficienti parole.
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Eppure non volevo ferirti o minacciarti, volevo che tu fossi protetto e se solo provavi paura ne provavo anche io per paura che tu potessi provarne ancora. Perchè la paura si riproduce alla velocità con cui corri quando ti arrabbi. Eppure le liti, il caos mio che riversavo su di te. Avevo smesso di chiedere perchè volevo ti fidassi. Eppure ti ho minacciato io per prima. Eppure non ti ho ascoltato e ho messo in dubbio quello a cui tenevi di più, Eppure ho aperto la bocca senza pensare o anche solo senza parlare boccheggiando scuse che non sono mai arrivate . Eppure non ti sono stata amica, non ti sono stata Sorella, eppure ti sono stata Male, nuova ferita tra le tante che piangevo per te.
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Eppure ripenso agli albori, ai " misunderstandings", ai consigli regalati come se sentissi i miei grugniti, eppure ripenso a tutti gli usi del verbo fare o al significato celato di un esempio tratto da Freud. Eppure non ho voluto capire come levarti di dosso il costume carnevalesco del mostro, non ho osservato e sono stata distratta perchè era comodo esserlo come avere una corazza di gomma pronta all'uso. avvicinatevi che vi scaccio. Eppure ti chiamavo nella notte e a volte arrivavi con l'udito curato dal un buon otorinolaringoiatra. Eppure ho sbagliato , eppure non ho rimediato , avrei dovuto parlare chiaro anni fa, eppure non l'ho fatto perchè mi si bloccava ogni "senti" in gola. Eppure non ti ho visto perchè non ho guardato. Eppure ho voltato le spalle io per prima, spingendoti a chiederti come qualcuno possa essere così cieco o così idiota da non comprendere il regalo per cui tu hai reso grazie.
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Avevi ragione, Eppure io non ho ascoltato nessuno dei tuoi consigli. Ho preferito sentire con un orecchio solo lasciando l'altro a barcamenarsi tra i bisbigli dei somari. Eppure ho colto poco tra i frutti che mi sono stati offerti, preferendo quelli più acerbi alle mele rosse che mi sono state messe in mano, dicendo mangia. Eppure ho balbettato scuse con la bocca, scuse che erano abbastanza flebili da inciampare sui denti. Eppure ti sei alzata per urlarmi di restare. Eppure avevo le orecchie tappata di ovatta e ansia. Ho mosso un passo di troppo. Avevo scarpe troppo strette per star ferma e sono caduta con un tonfo che ha sorpreso anche me. Eppure sono ancora a terra a chiedermi come ho fatto a cadere così in basso.

Music: Afterhours&Subsonica, Baby Face