martedì, 31 luglio 2007

Fumo troppo. Il fumo sale verso il cielo come una muta richiesta. Non ho risposte, non riesco neanche a formulare le domande. Stallo. Sono l'Eremita con la sua lampada, la luce è fioca illumina solo un passo alla volta. La c'era un sasso, ci sono inciampata sopra. Ho barcollato senza cadere, non ho provato dolore. Come se tutti i nervi si fossero spenti.  Mi volto indietro non riesco neppure ad aprire le palpebre che sembrano incollate agli occhi da troppo sale. Fumo troppo, ne accendo un'altra. Mi era stato consigliato a chiedere alla sigaretta il Fuoco se l'avessi perso nel labirinto delle mie paure. Forse è per questo che fumo troppo. Ad ogni sigaretta un'altra richiesta, il tabacco si accende, inspiro c'è solo fumo.

Silenzio.

Ancora Silenzio. Ancora Silenzio. Ancora Silenzio. Ancora Silenzio. Ancora Silenzio. Ancora Silenzio.

Inspiro

 

Music: Dead Can Dance, Dont Fade Away

lunedì, 30 luglio 2007
 
 Dopo aver passato una settimana pre- matrimonio colma di nevrosi e lacrimevoli “ Lo mollo, non mi sposo, è finita”, la vera vacanza è cominciata quando una yaris blu si è fermata di fronte al BB in un paesino salentino perfetto per un film alla Rubini con tanto di balle di fieno che rotolavano briose nelle strade. Avevo quasi perso la speranza di essere salvata quando in una nuvola di polvere sono arrivati M., rampante avvocatessa lettrice di Rune e il Drugo . Ringraziando in ogni lingua conosciuta ogni divinità a me cara,   persino santa marina patrona di ruggiano,della quale mi sono sorbita una sette giorni di festeggiamenti con tanto di concerto dei new trolls fuori dalla porta della mia stanza, mi sono fiondata nell’auto e sono stata catapultata nella ridente località di:
 
Torre vado 10.000 abitanti, attività principale agricoltura e coltura di zanzare, clima microtropicale, tasso di umidità 98%
Per ben 4 giorni non un alito di vento si è mosso. Il gruppo vacanze , forte delle sue conoscenze di correnti e venti, ha tentato in ogni modo di creare un sistema di ventilazione naturale ma l’appartamento, soprannominato a ragione La Bocca dell’inferno,  pareva posto in una bolla di calore a se stante dove i venti si fermavano alla soglia. M. veggente del gruppo in un momento di sconforto ha predetto : “ Moriremo tutti come topi fritti” mentre Ms. Caschetto 2007 , unico essere vivente assieme alle lucertole amazzoniche a riuscire a dormire coperta con il lenzuolo ad agosto, preparava il suo forno crematorio personale dove la sottoscritta è stata cotta a puntino sfidando notte dopo notte la sua claustrofobia. La lotta con le zanzare locali è stata dura, nonostante i fornelletti accesi 24h su 24 e litri di autan spruzzati persino sulle zanzariere, c’è stata una carneficina.

 M. in una delle sue trances post pranzo ha sussurrato semi sconfitta: “ Persino in Arabia saudita si sta meglio: almeno li c’è l’escursione termica notturna, Puglia di Merda! ” e tutti hanno annuito mentalmente, perché si sa, più ti muovi e più sudi. L’odio atavico per la puglia è terminato una notte ad Otranto quando in un momento di euforia ( il vento evvaiiii!!!) i suoi occhi hanno incrociato lo sguardo del Tanghéro ( e non Tànghero) , tarantino , chioma e pelo  fluente suonatore di fisarmonica, baffetto incerato, sigaretta a lato della bocca, sguardo da tigre de la malesia. Mentre io lo deridevo lei allargava le pupille come farebbe gatto silvestro alla vista di un topo.  Tale è stata la gioia che si è unita a cantare il “ Pinguino innamorato” facendo du-du-bidu.

La sottoscritta, la quale sarebbe dovuta rimanere un solo giorno in più, si è fatta convincere con metodi più o meno leciti ( ti tolgo il saluto, non metterai più piede a casa mia, ti mando a casa di T. per tutta l’estate) a restare per un’altra settimana. Questa è stata la fortuna del Drugo , uomo bionico con cellulare al posto dell’orecchio e maschera da sub incorporata, il quale dopo un solo giorno meditava la fuga nevrotizzato dalla presenza di ben quattro donne semi-nude e incazzate in casa. Oramai i taboo erano rotti. Donne che uscivano dalle stanze in reggiseno, donne che urlavano al cellulare “ sei uno stronzoooo”, donne che lo infamavano per il modo di guidare, donne che schifavano i suoi gusti musicali, donne che lo chiamavano al cellulare , creme solari, olii, tampax, piegaciglia, perizoma. M. che oramai aveva assunto la posizione yoga del 4 di bastoni in solo perizoma alla vista del Drugo che aveva allargato gli occhi terrorizzato ha affermato serena “ Drugo sono nuda ma non ti preoccupare  ti considero mio fratellooooooooo” . Oramai per evitare incontri ravvicinati del terzo tipo, lui aveva attacchi di narcolessia nei luoghi più assurdi. Siamo rimasti a Torre vado tutta la vacanza come piante grasse al sole, tale era la pigrizia che abbiamo diviso i gruppi su Gallipoli e Lecce per scambiarci le foto. 
 
Ho persino festeggiato i miei trent’anni in quel di Galatina ad un concerto di Capossela urlando le sue canzoni e accettando i gentili omaggi di un panzuto barbuto.  E ora, visto che sono disoccupata, mi farò altri 15 gg in Calabria a fare pratica col mio tamburello ma con una carta  dei tarocchi tra i pensieri.

 


lunedì, 30 luglio 2007
Partita per il " Matrimonio della Mia Migliore Amica" , sarei dovuta stare una settimana ho rilanciato per due. Una scommessa vinta senza sforzo alcuno, come puntare sul nero e riportarsi a casa una sacca di fiches. Il matrimonio è stato in puro stile salentino fine anni 50, con matrone vestite da sirene, mozzarelle fatte sul momento , e  spettacoli di pizzica. Io e Tatiana per non farci mancare nulla abbiamo affrontato  il caldo della chiesa con ventaglio della Madonna di Leuca sventolandoci al ritmo di Alleluja Allelujaaaaa.

Il prete e le suore che pensavano di avere a che fare con un matrimonio normale hanno sgranato gli occhi di fronte a quello che si sono trovati davanti: una sposa che ha imbalsamato le lacrime per non rovinare un trucco da 300 euro, due testimoni che all'avvicinarsi  dell'ostia hanno scosso la testa terrorizzate come se avessero visto Ratzingher vestito da nonna di cappuccetto rosso. Gente che entrava in chiesa con occhiali da sole per nascondere le occhiaie da Odissea nel Tavoliere delle Puglie, Suocere che dirigevano le operazioni intimando al prete di aver sbagliato posizionamento, cesti di frutta , ricchi premi e cotillons.

La sposa pareva uscita da un fotoromanzo anni 80, salutava gli ospiti come una  versione meridionale di Lady Diana fingendo deliziata sorpresa (tu quiiiiiiiii????)  ogni volta che incrociava lo sguardo esterrefatto di qualcuno ( ma scusa non abbiamo brindato con birra e rutto libero 10 minuti fa?), E' riuscita a ballare la pizzica con un tacco 28 cm e contemporaneamente minacciare la povera ballerina che tentava di far ballare il suo sposo al ritmo dei tarantolati , quest'ultima è scappata a gambe levate  temendo seriamente di essere picchiata. La sposa ha rassicurato tutti con l'aplomb che solo l'acconciatura di pag. 56 poteva dare : " Non è nulla, scherzavo ovviamente". Sono state scattate 2500 fotografie, in ogni posa tanto che gli sposi a fine serata avevano una paresi facciale  alla stregua di un ghigno del Joker.

La sposa ovviamente, ormai entrata nel ruolo di casalingua perfetta ha convinto il fotografo a scattare una felliniana foto davanti all'affettatrice con tanto di scambio di prosciutto. La sottoscritta dopo aver smaltito il nervosismo da " Omiodiosisposalalu" ha rischiato seriamente di non arrivare al suo trentesimo compleanno per far felice un bambino  che si era fatto una nottata di macchina per arrivare al matrimonio dell'anno. Stremata dal cibo e dall'alchool sono finita a guardare il mare pregando qualunque Dio in ascolto di aspettare almeno un anno prima di concedergli un figlio perchè,  Da Donna a Donna , un'altra festa salentina il mio sistema nervoso non l'avrebbe retta.

Ora gli sposi sono a fare una vacanza in Messico. La Lu, che non si scompone mai, alla domanda “ Hai preparato una borsina con i medicinali e fatto i vaccini?” ha risposto seria e preparata “  certo porto l’Aulin” ( Speriamo Montezuma non la senta !). Ovviamente dopo essere stata convinta da Pigi a fare una settimana di trekking , che verrà affrontato rigorosamente in tacchi a spillo, ha pensato bene dopo una lite furiosa in cui il povero sposo è stato schiaffeggiato ( “ Mi ha picchiato, per ben due volte, mi ha sposato e mi ha picchiato) di concentrarsi richiamando a se divinità autoctone e lanciargli una maledizione che ha fratturato il dito mignolo del coniuge in ben tre punti, così addio trekking sui templi maya e ben venuto lettino e crema solare.


domenica, 29 luglio 2007

I granelli di sabbia me li sono trovati tra i capelli quando mi sono stesa tra le lenzuola bollenti. La sabbia ha fatto da contorno ai miei pensieri che roteavano confusi tra  spirali di fumo. Ho aperto la porta mentre una luna storta e rossa si spegneva come una sigaretta incandescente nel mare che tanti sorrisi ha accolto.  Le domande si inerpicavano l'una sull'altra e io con la coda dell'occhio cercavo un'altra cometa che rassicurasse, mentre mi raccontavo,  quella parte di me che sotto l'olio bollente non si metterebbe più ,  re di spade. Ma tu nella frescura che tanto avevamo bramato continuavi a cercarmi nel labirinto che sapientemente mi sono costruita tanto da non avere certezza di dove mi trovi ora

Sono  io  il mio minotauro  e divoro chi arriva fino a me

Lo siamo entrambi

Stavolta mi sono fatta trovare senza sapere come o quando o anche solo Perchè. Mentre i pensieri mi portavano altrove, mentre i pensieri mi portavano e basta. Fuoco incrociato, do ut des. Mi sono stesa , distesa sui miei dubbi e sulla sabbia bagnata e ti ho guardato mentre parlavi. Ho sorriso senza muovere le labbra.  Le pareti del labirinto si sono spostate di nuovo. Giriamo in tondo. Lo sento avanzare tra le pietre e i cedri. Teseo alza gli occhi iniettati di sangue. Mi cerca e cerca te. I passi si avvicinano.

Rewind

Hai paura del tuo riflesso o di quello che possono riflettere i miei occhi mentre ti osservo ? Guardami, Guardati. Fermati, voltati e perditi tra  i flutti di un mare che non ha bisogno di maschere per Vedere.  Immergiti ad occhi aperti senza paura di affogare, l'acqua salata brucia la gola ma rende fertile il cuore. Non sempre i filtri sono necessari nè i cappelli a cilindro degli illusionisti con un asso sempre pronto nella manica.  Lascia i giudici ipocriti a mediare come marionette sulle necessità degli altri.  I teoremi vanno sempre dimostrati e tu non prendere la vita a suon di assiomi, come se non vi fossero altre equazioni. Re del tuo castello, costruito negli anni per resistere agli attacchi dei tanti don chisciotte che si sono presentati alla tua porta . Prepari il tuo olio bollente di ricordi  piegato dai rimpianti e  lo versi incurante di chi vi sia sotto, scottandoti a tua volta. Quante le cicatrici che hai sul corpo ? Io osservo, come sempre , da lontano, e accarezzo quei  tatuaggi bollenti con la mente .

L'uno di fronte all'altro. Un labirinto che si specchia e si ritrova nei vicoli dell'altro. Un sospiro e un urlo. Fango sul viso e sangue sul selciato.

Il Minotauro ha ucciso Teseo e  teso la mano al Minotauro.....

 

Vinicio Capossela: Brucia Troia

domenica, 15 luglio 2007

 Santaria va in vacanza ad adempiere il ruolo di Supertestimone, A presto.... Forse

Music: Mungo Jerry, In the Summertime

giovedì, 12 luglio 2007

Stanotte tra le ombre ti sei seduto accanto a me. La mia schiena appoggiata allo stipite della porta, la colonna vertebrale stesa sul legno impietoso. Non eri venuto ad ascoltare ma solo a sentire cosa avessi da dire. Ho detto poco, avevo parlato già tanto in fondo. Mi hai spostato i capelli dal  viso con un gesto aggraziato, non per farmi Vedere meglio, ma perchè ti innervosiva una ciocca scomposta sulle ciglia umide.  Siamo stati in silenzio a lungo sebbene dentro avessi mille parole  e mille gesti, dentro come sempre. La tua mano che tanto aveva stretto, l'hai lasciata sul ginocchio a dare stabilità ad un corpo immobile, senza peso. Ho ascoltato i tuoi respiri scostanti, di chi oramai non ha più parole. Poi all'improvviso hai preso un foglio dalla tasca e hai recitato  calmo:

                  We are always asked, to understand the other person's
viewpoint no matter how out-dated foolish or obnoxious.
One is asked to view their total error, their life-waste with
kindliness, especially if they are aged.

But age is the total of our doing. They have aged badly
because they have lived out of focus, they have refused to see.

Not their fault? whose fault? mine?

I am asked to hide my viewpoint from them for fear of their
fear. Age is no crime but the shame of a deliberately wasted life among so many
deliberately wasted lives ,

is.

Era una Poesia di Bukowsky , e io neppure sapevo ti piacesse. O forse è stata una scelta casuale. Non ho saputo cosa rispondere trovando rifugio nel silenzio che tanto cela,  cui nulla sfugge. Mi sono voltata ma  tu non c'eri più. Sul pavimento il foglio spiegazzato, " Be kind".

Music: Ella Fitzgerald, Cry me a River

( traduzione estemporanea chiedo venia: Ci è sempre stato chiesto di comprendere i punti di vista degli altri, non importa quanto passati, stupidi o assurdi. Ci è richiesto di guardare ai loro errori,  al loro buttare via la propria vita con gentilezza, soprattutto quando hanno un'età. Ma l'età non è altro che la somma di come si è  agito. Loro sono invecchiati male perchè hanno vissuto senza concentrarsi su un obiettivo, si sono rifiutati di vedere. Non è colpa loro ? E di chi sarebbe la colpa? Mia forse? Mi è chiesto di nascondere il mio punto di vista per  paura della loro stessa paura. L'età non è un crimine, ma la vergogna di una vita intenzionalmente sprecata, tra tutte le vite deliberatamente sprecate, lo è.) 

lunedì, 09 luglio 2007

Quando ti rendi conto dei tuoi limiti,
tutto sembra girare al contrario
      Ho la Nausea......

domenica, 08 luglio 2007

Non capisco, cerco di sforzarmi ma non ci arrivo. Non riesco a comprendere  perchè se una persona decide di sua spontanea volontà, senza alcuna costrizione nè imposizione di restare a casa il sabato sera ecco che il tam tam di conoscenti si attiva come in un circolo virtuoso/vizioso per far cambiare idea al povero malcapitato.

Non sono ammesse scuse di sorta , nè affermazioni di indipendenza anarchica. La solitudine, quella sana, oramai viene considerata una sorta di taboo sociale e tu lebbroso munito di campanellino ti trovi costretto a passare parte del tuo tranquillo sabato sera al telefono a disquisire sull'opportunità di , nell'ordine : vestirti, truccarti, riempire il portafogli,  prendere un autobus umidiccio, arrivare in centro, camminare tra sanpietrini assassini coi tacchi, per recarti al tanto sospirato appuntamento.

Non- mi- va  Stasera  Non-mi-va

Occhi sbarrati dall'altro capo del filo. " Ma cosa farai " si chiedono tutti preoccupati, come se questo fosse il sintomo di qualche male incurabile di eremitaggio. Leggerò , Santo Dio. Ascolterò della musica, mi stravaccherò sul letto a contare le pecore o le falene, Penserò a come aprire una società di turismo di nicchia in Calabria, rifletterò sui misteri dell'universo e magari chiamerò Dio , che sicurmente non mi sfracasserà i timpani a suon di " Come onnnn", si dice sia una  personcina educata a meno che non lo si faccia incazzare.

Ieri sera mi sono resa conto di avere troppi conoscenti e troppo poco tempo. Gente che ti chiama alle ore più impensate per raccontarti di quella volta in cui... Gente che pretende che tu ti trasformi nell'oracolo della Sibilla, come se tu avessi tutte e dico tutte le soluzioni a portata di mano. Gente che ha bisogno di avere una persona in più nella rubrica del cellulare, Gente che ha bisogno di uno psicanalista, Gente che , impossibilitata a vivere la vita come attore protagonista, ha bisogno del posto in prima fila nella tua. Gente che parte, gente che torna, gente che viene, gente che va. Gente che vuole cenare fuori, gente che ha bisogno di parlare : della zia, della cugina, del ragazzo , dell'ex ragazzo, del gatto, delle ferie, dell'emicrania.

Poi , grazie a Dio, ho anche degli Amici . Ma i mie criteri di selezione amicale sono strettissimi. Per farvi capire io ho quattro  Amici**, di cui tre sorelle  . Due le conosco da più di  dieci anni, una da quasi sei, uno da quattro. Solo una vive a Roma. Ho anche la mia graduatoria personale e un limbo di incubazione amicale. Nel mio limbo di incubazione in questo momento ci sono ben tre persone sotto osservazione che sto scoprendo pian piano, ma per la sottoscritta questo è un record. Sono una personcina diffidente, non ai livelli di mio Cugino ma tantè, sono una dai grandi sorrisi e in potenza sembra che dia fiducia a tutti ma io metto alla prova tutti. Basta un niente e rimarrete allo stadio conoscenti per sempre, perchè basta un niente per deludermi e ho un difetto, non riesco a tornare indietro. Sembra che torni o perdoni, ma non è vero. E questo vale anche per la famiglia di sangue. Forse è per questo che non so mai come rimediare, perchè mi ostino a guardare il mondo con le mie lenti e io se sbagliassi non mi perdonerei mai. Io metto alla prova sempre tutti, e non è un vanto. Perchè ci sono volte che  le prove non servono perchè sono state già superate da tempo. Razionalmente me ne rendo pure conto, ma nei Fatti non riesco a farne a meno.  E no, è vero non mi faccio conoscere e se ci provo , perchè ammettiamolo non mi viene naturale, è perchè me lo impongo per fare un regalo a chi credo possa capire il dono ( anche se nel frattempo mi stanno letteralmente cedendo le gambe)  .  Perchè  ci vuole coraggio a dare se stessi a qualcuno e lo si può fare solo quando si ha la certezza matematica che l'altro non ci terrà in equilibrio su di un dito rischiando di farci frantumare a terra se il vento decidesse di alzarsi. E io questa certezza, ammettiamolo, non me la riesco proprio a far venire.

Ma..giuro .... Sto lavorando per voi..

 

** e qui non parlo di Famiglia, capitolo a parte

sabato, 07 luglio 2007

Che ogni tanto le botte di fortuna capitano, soprattutto quando meno te lo aspetti. Io lo so, la vita me l'ha insegnato : l'imprevedibilità dell'esistenza. Sliding doors che si aprono e ti  si chiudono innanzi quando ancora tu stai perdendo tempo a cercare le chiavi nella borsa.Ma tutto mi aspettavo ieri, durante una delle classiche " giornate di merda" di ricevere una telefonata da una ex collega .

" Santarì che fai stasera?"

" Un corso online di voodo per togliermi dai piedi il mio nuovo capo , perchè?"

" Vuoi venire al concerto dei rolling stones?"

" Mi sono licenziata due gg fa, credi che abbia 100 euro da investire??"

" Ti dico due parole : gratis, tribuna e ho pure un biglietto in più se vuoi portare qualcuno"

Dopo aver applicato le norme di primo soccorso sul mio cuore in agitazione, ho deglutito, inspirato cercando di calmare il mio inconscio. Sapete  ho un serio problema con le parole Gratis e Sconto. Appena le sento impazzisco, mi vengono le palpitazioni, sudo freddo, mi si agita il piedino. Ho chiuso la telefonata urlando qualcosa di impronunciabile mentre saltavo sulla sedia, cantando un ritornello che aveva un grazie come sottofondo.

Ok, calma Santaria, hai un biglietto in più da piazzare.

Ho fatto la lista mentale dei più meritevoli : ho eliminato alcuni nomi, causa incazzatura, ho limato rispetto agli interessi, i gusti musicali, i km da percorrere , la reale possibilità  di contattare qualcuno dicendo: " ho un biglietto dei rolling stones che ti vorrei regalare, so che non ci siamo mai visti  e che in questo momento ti stai trattenendo dallo sputare a terra ,ma al massimo lo posso lasciare all'ingresso a tuo nick se ti va di venire"  , e  i miei debiti , sanabilissimi da un biglietto del genere. Sono arrivata alla lista d'oro di tre nomi e mi sono sentita come il protagonista della fabbrica del cioccolato mentre tiene in mano il biglietto d'oro.

The winner : unica persona meritevole di mia conoscenza che sappia apprezzare un solo di Keith Richards  senza guardarsi intorno a cercare l'uomo delle birre  . Impossibilitato a partecipare causa lavoro , mugugni di disperazione dall'altro capo del telefono, mentre il mio labbro inferiore assumeva un broncio frustrato. Mannaggia , Mannaggia.  " Vabbè dai sarà per la prossima" - Al massimo aspetteremo 17 anni visto che l'ultima volta che sono venuti a Roma è stato nel lontanto 1990 :(

Second choice : Americana di nascita, in crisi con l'attuale, necessitando di sfogo notturno, l'unica delle mie amiche a conoscere i testi delle canzoni dei Rolling stones. Un urlo di approvazione , un tisaròdebitricepertuttalavita, e il patto è concluso.

Summary : All'ingresso,  munite di 4 birre formato famiglia, sgamate dai carabinieri i quali, impietositi dai nostri sguardi, hanno tirato fuori cavatappi dell'arma e hanno brindato con noi;  Mi sono sentita vecchia rispetto a Mick Jagger e Co. già dopo mezzora di concerto;  Mi sono resa conto che più delle parole mi piaceva la musica e quindi ho deciso che mi piacerebbe  nell'ordine : imparare a suonare la chitarra , fondare un gruppo rock, prendermi qualche groupie, e andare a vivere in un casale come la Bandabardò; Sono riuscita a cantare solo Satisfaction; Ho mangiato dell'ottima pizza che un pizzaiolo romano ha offerto a noi e a spacciatore di fumo napoletano in trasferta a roma; Ci siamo perse all'uscita ritrovandoci in un lugubre vialone attorno all'Olimpico , fermata ad un semaforo 18enne dell'Olgiata la quale , dopo avermi detto che dei cantanti italiani apprezza solo Avril Lavigne O_O° , ci ha accompagnato  a Piazzale Flaminio.

Sono stanca e contenta ma riesco ancora  a cantare solo Satisfaction...

 

 

 

giovedì, 05 luglio 2007

Ho pensato a lungo a quello che hai fatto. E nonostante il compensativo seppur affetto ho scritto questo per te. Le distrazioni non mi appartengono, io che sto attenta ai dettagli solo quando sono in me. Tu ti sei distratto, una sera di troppo e ora sono incazzata.  Stanno a te le scuse , se capirai mai quello che scrivo*  :

"Ho scritto un punto e a capo sulle labbra ma tu fingi noncuranza credendo che io menta. Ho scritto un punto a capo sulla mano destra, ho usato inchiostro nero ma tu con i tuoi occhi miopi hai fissato lo sguardo sul mio anello che non giura fedeltà a te. Ti ho spiegato con gli sguardi che non ho più nulla da dare , ma tu hai preteso provocando di piantare un altro seme. Ora è germogliato solo Silenzio ma tu continui con le tue frasi sciocche credendo che tutto si aggiusti sempre con una battuta. Lo credeva anche mio padre fino a quando si è voltato non udendo più il suono delle mie risate. Compensazione spicciola forse? No, fiducia mal riposta. Quando si rompe un vaso di poco prezzo non vi è neppure il rimpianto per ciò che si è perduto. Non compro più colla di bassa lega, preferisco immergere i miei fiori in bicchieri trasparenti. Eppure ti avevo avvertito. Non mi hai dato ascolto. Preferendo considerarmi Naif. Più semplice , nevvero? Shhhhh il silenzio non ha voce e allora stiamo zitti. Io non ho più nulla da dire. Quello che sono lo risparmio per chi ne avrà cura. Osservatore sperimentale guardami andare via  tra le imposte, mentre il sole  accecante di luglio prepara un rigoglioso raccolto. Non sarò più  papavero rosso tra le spighe delle tue messi."

 

* Questo post non riguarda la  Famiglia ,  ne  coloro che citano Emily Dickinson  o mi consigliano di ascoltare "I am above" , odio i fraintendimenti punto e a capo...

martedì, 03 luglio 2007

Ma porca miseria ladra allora non capisci. Io ti parlo di Famiglia  e tu mi rispondi come se avessi la verità in pugno. Io non ho bisogno di qualcuno che mi dia ragione. No cazzo. Non abbiamo ragione nè io nè te. Continui a dirmi " anche io non capirei". Si ma tu non sei me. Io Dovrei capire, per me dovrebbe essere chiaro. No cazzo non mi parlare di Compatibilità perchè così mi uccidi. A questo punto te lo do io il colpo di grazia con cui ferirmi. No, non dirmi che tutto può finire. Non me lo dire come se si stesse parlando di una relazione o di una scopata. Si sta parlando d'altro qua. Mi parli di percorso , come se stessi enumerando le figurine della Miralanza. Ma che ne sai tu? Che cazzo ne sai tu di Percorsi e di Cammini? Ho provato ad interromperti mentre mi dicevi che dovevo accettare. Io non voglio accettare passivamente idiota. Io voglio Capire. Mi chiedi quanto valga la pena recuperare se i presupposti non ci sono. Cristo. Vorrei che fossi stato zitto e non ti fossi avvicinato così tanto. Una lacrima mi è scappata ma ho pianto con gli occhi, i singhiozzi li ho lasciati per dopo.  Ti fai sfuggire frasi che non ti appartengono, non appartengono a te imbonitore da strapazzo. Quelle frasi appartengono a me che le posso capire e dare loro il valore che meritano. Non a te che hai solo letto qualche libro da pochi soldi acquistato dagli scaffali del supermercato della vita. E dovresti pure essere una luce nelle tenebre che mi porto dentro.  Vaffanculo non mi parlare di indipendenza, non mi parlare di limiti e rigidità , mie , loro. Stai zitto cazzo mi fai sentire impotente così. Non si deve per forza distruggere tutto per capire e no, non voglio partire da qua. Ma che me la prendo a fare con te. Tu non sei niente, manco la voce della mia coscienza. Basta buttare pochi spiccioli su un tavolo ..... 

Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi  Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi  Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi  Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi Troppo Tardi .......

Come te lo spiego questo?

domenica, 01 luglio 2007

Gli alberi si sono chiusi su di noi mentre prendevamo a morsi la strada. E il profumo di certezze si espandeva tra la confusione delle felci che si ritraevano al passaggio. Ho inspirato a pieni polmoni, mentre le labbra ardevano dalla mancanza d'acqua. E a tratti , tra le mille parole di scherno che si sono pronunciate, ho visto te. Le frasi a volte sono malandrine se non si accompagnano a gesti decisi. Ma tu di questo mi accusi, non capendo che  mi chiedi tra le righe di fare lo scienziato , io che con la scienza ho sempre fatto a botte. Al massimo ho qualche ricordo di statistica che mi fa incasellare sorrisi e sguardi per avere un'idea di come reagire. Ciondoli con le braccia imitando il passo sicuro di chi sa " dove e quando", ma io, tra un pò di barba incolta che è cresciuta nella notte, vedo un bimbo. Ti cammina accanto  e si nasconde dietro la tua gamba come se temesse, la strada ed i suoi sassi. E' dura prendersi cura di sè quando tutti hanno smesso di farlo da tempo. Da quando hai iniziato ad essere padre? Forse è per questo che osservi con malcelato sdegno gli errori di genitori che non smettono di essere l'uno il figlio dell'altra. Mi guarda,  mentre tu guardi la strada non perdendo mai la tua concentrazione, e con sguardo muto pronuncia : " Accogli".
Forse avremmo fatto meglio a sedeci a terra tra la polvere io e lui,  costringendoti a rallentare. E tra una carezza data con finta noncuranza gli avrei restituito uno di quei sorrisi che gli sono caduti a terra anni fa sporcandosi di terra  e lacrime non piante. Perchè lui, se mi avvicino troppo, non teme la mia pelle. Lui sa che un abbraccio non sempre fa del male e chi ti abbraccia non sempre scompare lasciandoti da solo ad affrontare una notte senza stelle.
Sarà a lui che racconterò chi sono e so che anche tu, tra un sospiro e uno sguardo che si adombra, rimarrai ad ascoltare. Ma ora sono qui, assorbita da un rumore che mi si appiccica addosso mentre quello che vorrei è il silenzio di quel bosco, un mazzo di ginestra in mano e una coccinella che si ostina a non prendere il volo.




Per la canzone: Mad Season , River of Deceit   (Il mio dolore è scelto da me .Almeno è quello che dice il profeta. Posso bruciare o tagliarmi l'orgoglio e comprare del tempo. Una testa piena di bugie è il peso che è legato alla mia cintura. Il fiume degli inganni mi tira giù. La forza della corrente mi tira giù, basso oh in basso. Il mio dolore è scelto da me . Almeno io credo sia così. Posso affogare o togliermi di dosso la pelle e nuotare fino alla riva. Ora mi farò crescere un guscio meraviglioso affinchè tutti vedano. Il fiume  degli inganni mi tira giù, la forza della corrente mi porta in basso.)