Accanto alla sede del nuovo lavoro , ho scoperto, ci sta una delle sedi del Sisde. Sembrerebbe tutt'altro, quasi una villa normale con tanto di fiori perfetti da sembrare plastica cinese e alberi verdi potatissimi in giardino, quasi fossimo stati catapultati in una scena di The Truman Show. Ogni tanto, dalla cancellata , esce qualche uomo in giacca e cravatta e occhiali scuri e alla reception ci sta un omino che associerei benissimo ad una puntata dei Soprano's se non avesse la faccia da gladiatore romano. Nessun visibile meccanismo di difesa, nessun missile che spunta all'occorrenza, nessun cecchino, nulla di nulla .
Alla sottoscritta i servizi segreti hanno sempre affascinato . Gli intrighi internazionali sono sempre stati il mio pane quotidiano, non per nulla sono stata una d'alemiana fino alla famosa frase " tutti a casa". Io e la Lullu ai tempi dell'università sedevamo d'estate sul pavimento della cucina con un bicchiere di vino in mano a disquisire sul ruolo della Cia dopo la rivoluzione degli affari militari ( RAM) e sulla riforma dei nostri servizi, mentre lei, da brava seguace di RIsiko sviluppava una strategia per sedurre un professore. Ho lavorato per ehm... esponenti di " un popolo eletto " ( no, non per forza italia tze) per un periodo e ovviamente, tra un progetto e l'altro, il mio gioco preferito era andare a googleare la carta di identità e eventuali connessioni di ogni individuo che aveva l'ardire di varcare la nostra soglia.
Sono Curiosa, direi quasi pettegola (togliamo il quasi) . Il mio naso lo metto dappertutto. Altrettanto le mie mani. Adoro scoprire, qualcuno, qualcosa , di sopra , di sotto, di lato.
Oggi in un momento di pausa , con gli occhi fissi alla villa incriminata ho preso una decisione . Avrei fatto un servizio alla comunità , avrei osato quello che neanche gli americani in estatica preghiera neo-con avrebbero fatto. Armata di carta e buona volontà ho piegato, soffiettato, calcolato fino al millesimo. Poi guardandomi intorno con occhio semi aperto a serranda ho osservato la villa , ho preso la mira con coraggiosa determinazione e ho lanciato. L'aereoplanino di carta ha fatto una curva pericolosa , poi , quando pensavo che non ce l'avrebbe mai fatta, ha superato la cancellata nascosta tra il gelsomino ed è planato con millimetrica precisione nel cortile dei servizi.
Io nella mia ingenuità nutrita a pane e james bond credevo che nel momento stesso in cui il veivolo di carta fosse entrato in territorio nemico sarebbe stato disintegrato da laser potentissimi che non avrebbero lasciato alcuna traccia del biplano sospetto . Un'auto blu si sarebbe fermata davanti alla sede del mio ufficio e prelevata con la forza sarei scomparsa nel nulla peggio dei sopravvissuti di Lost. Non è andata così. Nulla di nulla, manco si sono accorti. Estrema delusione e pensiero tremante ad aeroporti e metropolitane.
Ora nel cortile degli amici del Sisde c'è un foglio di carta ripiegato con le mie impronte e visibile su un lato dell'ipotetica carlinga a lettere cubitali c'è scritto:
" Il Nemico ci Guarda" ......Voi purtroppo no .
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La canzone, come i pensieri, stasera sono per qualcuno . Un pezzo di storia. Un ricordo apparso dal nulla. Un capellone biondo che faceva tanto invidia. Momenti che ho impressi nella memoria e non verranno mai lavati via. Sono qui, dentro. Li porterò via con me. Senza mai lasciare alla polvere o al rimpianto il gusto di rovinarli. L'ho detto una volta e lo ripeto: Sempre.
