lunedì, 30 aprile 2007

La sig.na Matilde è morta giovane, si dice. E' morta sola in una casa antica, una delle poche che non erano state distrutte dalla guerra. Non aveva nipoti, la sig.na Matilde, solo gatti. Gatti che le tenevano compagnia miagolando i giorni e le incombenze.

La sig.na Matilde non si è mai sposata. Ha avuto la vita leggera di chi aspetta alla finestra di veder arrivare tra gli scuri il futuro che non busserà mai alla sua porta. Si è innamorata una sola volta la sig.na Matilde, quando la gioventù le tingeva ancora di rosa le guance perfette.  Si è innamorata di un ragazzo che ha lasciato il suo paese e che si è rifatto una vita senza voltarsi indietro a rimirare quello che si era buttato  alle spalle. Ha continuato ad aspettarlo negli anni, mentre le stagioni le rendevano canuti i capelli e poi il cuore. Ha atteso senza mai spostarsi da quella finestra, nella speranza che un giorno l'avrebbe visto tornare.

Ha atteso una vita la sig.na Matilde  e quando ha capito che la sua ora stava per giungere ha fatto la scelta più ovvia. Ha deciso di donargli tutto, in fondo la sua vita se l'era già presa. E lui, Sauro, un giorno di mezz'estate si è visto recapitare alla porta una busta gialla mandata da un notaio sconosciuto. C'era la lista di tutto quello che lei possedeva, comprese le foto , i gatti e la biancheria ma neppure una lettera di commiato.

Non c'erano parole da offrire, ne addii da scrivere, nessuna spiegazione sarebbe stata sufficiente a spiegare gli anni passati a pregare. Le cose hanno poco valore e lei aveva perso già troppo per non affidarle ad un ricordo, l'unico che le avesse tenuto compagnia tra la penombra della casa sopravvissuta alla guerra. Non era  neppure certa che quel ricordo avesse lo stesso volto dell'uomo di oggi, ma oramai non importava più. Lui non apparteneva che ai suoi sogni di ragazza e a parlare agli estranei ,in fondo, non era mai stata capace.

 

venerdì, 27 aprile 2007

Ho comprato un libro che sto leggendo. L'ho comprato per te ma tu non lo sai. Perchè forse  leggere qualcosa che qualcun altro ha letto significa averlo un pò vicino attraverso le pagine di un libro.E' un pò come guardare la stessa luna... Uno dei personaggi è fantastico, me ne innamorerei se non lo fossi già. Recita perle di saggezza con la rudezza propria che è degli uomini di cultura ma che hanno abbastanza ironia da non curarsi delle opinioni  degli altri .

Oggi mi ha chiamata C. , come promesso,  mi ha dato il numero di  Daniele  ho composto il numero e aveva la voce simpatica, un pò impacciata forse, ma ho imparato a non dare peso alle prime impressioni. Perchè tutti pensano che io sia una persona normale. E poi , parliamoci chiaro, mi è stato presentato da un passa parola di cognomi che sono una sorta di garanzia sulla vita e l'esistenza.  Il libro si chiama l'ombra del vento, regalo di mia sorella, l'avevo riposto tra gli scaffali  senza leggerlo e si è impolverato. Poi ha piovuto e non volevo pensare troppo . Allora mi sono seduta davanti alla libreria e ho preso tutti i libri in mano. E' confortante a volte rileggere anche solo alcune frasi, quelle che hai sottolineato negli anni magari. Ti danno la percezione di chi eri e di chi sei ora. Ne avevo bisogno. E tra la polvere è apparsa questa copertina azzurra e nebbiosa. Come il labirinto che ho sognato qualche notte fa. Ho aperto , ero in dubbio. Mi da un pò fastidio ricevere un libro in regalo. A meno che non abbia chiesto quello specifico, preferisco scegliermeli. Mi piace vagare tra i banchi e accarezzare le copertine. Come per la stima, ho criteri personalissimi di scelta dei libri.  La scelta di un libro è un momento importante per una che vive in altri mondi.  E la scelta tra chi si è nel momento x e chi si potrebbe essere da pagina uno in poi. Ho deciso di regalartelo  non solo perchè lo sto divorando ma perchè forse tu lo potresti apprezzare anche più della sottoscritta. L'ho comprato per avere qualcosa di fisico  tra le mani . Ho persino le batterie. E domani darò inizio all'operazione chirurgica da novella frankestein jr.

Oggi ho comprato anche uno sparabolle. Uno di quegli aggeggi infernali che premendo un tasto ti riempiono di bolle di sapone facendo il rumore delle giostre quando partono, hai presente?. L'ho comprato da un signore per strada che mi ha fatto lo sconto perchè ha visto che lo desideravo peggio di una bambina di due anni e non avevo abbastanza soldi nei jeans. " Primo cliente della giornata, grande sconto" mi ha detto. Magari ero la ventesima e costava un euro, ma ora sono piena di bolle.  Sono entrata in ufficio e ho cominciato a sparare bolle contro tutti e alla fine mezzo ufficio era impegnato a spaccare bolle in giro con le dita. Certe volte basta davvero poco, non con tutti però.

E ora ritorno al mio libro così magari capirò cosa succederà....

 

 

mercoledì, 25 aprile 2007

martedì, 24 aprile 2007

Non so dove fossi, non so che giro ho fatto, non so perchè sono tornata e soprattutto come.

Ma sono tornata e sono qua.....sono ferma immobile, ma tutto si muove..... 

e quindi : " Si può fareeeeeee"  *

*citazione di mia sorella che cita Frankestein jr

domenica, 22 aprile 2007

Sono una bugiarda. Di  norma sono onesta con gli altri, a parte qualche mal di testa o impegno improvviso  che mi impedisce di partecipare a qualche appuntamento galante o meno. Con la Famiglia , poi è impossibile mentire. Ho provato una e dico una volta ad omettere un particolare con mio Cugino, più per imbarazzo che per altro,  e non solo sono stata sgamata in un nanosecondo ma il senso di colpa mi ha perseguitato per anni.

Io mento a me stessa e sono perennemente in fuga, sono la donna con la valigia. Una di quelle che ha la borsa di emergenza sempre pronta in un angolo della stanza o della testa. Fuggo da tutto e da tutti e, se gli altri non mi consentono di fuggire trattenendomi per un braccio o per un dito, cerco di far fuggire loro da me per avere la scusa di massacrarmi dicendo " vedi ti hanno abbandonata, non vali un cazzo!".

Io mi mento così bene da non riuscire a distinguere quale sia la verità o anche solo la realtà. Si vocifera che io reinterpreti le cose per io ho un udito soggettivo e una memoria selettiva. Sono una bomba con i dati oggettivi degli altri, ricordo date di nascita, incontri , eventi , situazioni. Se vi dovessi conoscere e mi doveste chiedere anni dopo dove fossimo in quel momento, che canzone avessero messo alla radio o anche che tipo di scarpe aveste quel giorno. Io ricorderei tutto. Ma io vedo solo quello che voglio Vedere , sappiatelo.  Se mi convinco di una cosa , non c'è verso di farmi cambiare idea e se dopo palesi dimostrazioni mi doveste convincere del contrario, sappiatelo ci sarà sempre una parte di me che non vi crederà mai. Io credo, con enormi difficoltà,  solo a quelli che stimo e stimo le persone in base a criteri personalissimi che appaiono folli ai più. Stimo poche persone, mi affezziono a tanti ma amo davvero poca gente. Se non si ama non ci si fa male. Se non si lascia entrare, nessuno sbatte la porta, se non si ama non si distrugge.

Sono un cartone animato, se vi dovessi incontrare avreste la parte più idiota di me, perchè io sono sempre allegra,  mi incazzo facilmente ma mi passa il tempo di uno sbattito di ciglia. Con il sole o con la grandine, io rido. Rido persino quando piango.  Io non do niente a nessuno ma mi spreco in opere di bene. Io non mi do quasi mai, perchè parto dal presupposto che non ne vale la pena. E quando poi vorrei Dare, ho sempre paura che in fondo non ho nulla da dare o da regalare a nessuno. Ovvio con regali o con occhi sempre puntati, stupidi regali perchè l'impellenza di dare e il non avere nulla da offrire mi fa comprare. Quando qualcuno , uomo o donna che sia, dice che mi ama io mi terrorizzo perchè non posso restituire e se ci provo , di norma esce merda.

E' come se  venisse donato un cristallo di boemia ad una bambina di cinque anni , lei sa che non deve romperlo o anche solo rovinarlo perchè è bellissimo, perchè se lo metti al sole il cristallo è in grado di produrre l'arcobaleno, e l'arcobaleno è magia fatta luce,  ma poi incomincia a pensare che potrebbe cadere , che lo potrebbe rompere, che rompendolo si potrebbe tagliare e le mani le cominciano a tremare, quello che prima era un prezioso e  leggerissimo cristallo comincia a diventare pesante come piombo, le mani tremano ancora e sente freddo le formicolano le labbra e i pensieri diventano sempre più vorticosi , sempre più vicini, arrivano. Poi il nulla ...snap... quando apre gli occhi il cristallo è a terra scheggiato irrimediabilmente. E lei pensa che non si meritava neanche ti tenerlo in mano.

In questo , oserei dire per me lunghissimo, periodo della mia vita sono confusa e incazzata. Ancora più  confusa e ancora più  incazzata di quello che sarei potuta essere anche solo tre anni fa . Ho la mente in panne e sono tutta emozioni. Sta uscendo di tutto da queste parti.  Dovrei stare ferma ma l'unico metodo che ho imparato negli anni per stare ferma è svuotarmi, mettere un'altra maschera e andare avanti.  Ora proverò a stare ferma e basta. Senza svuotarmi, solo ferma. E se mi facessero male le giunture a causa dell'immobilità continuerò a mantenere la posizione , perchè ho scordato da cosa sto fuggendo e perchè sia così importante farlo.

 

 

 

domenica, 15 aprile 2007

il mio inconscio è un tipo cazzuto, l'ho detto altre volte ma ripeterlo non fa male di certo. Giorno dopo giorno cerca di comunicare con me e oramai, è divenuto  un maestro nell'arte della guerriglia e della dissimulazione. In pratica io ho letto Sun-tzu ma lui l'ha assimilato tutto  e lo mette in pratica quotidianamente con costanza  certosina. Non è che io non ci voglia parlare , sono un tipo abbastanza comunicativo ma il problema è che  parliamo proprio due lingue diverse tanto che a  volte Anny al telefono, quando la sottoscritta si dimostra tropo cocciuta, si fa passare direttamente lui così risparmia tempo e fatica.

L'ultima dimostrazione del suo acume è avvenuta l'altra notte. Addormentatami dopo una sbornia di proporzioni epiche ho sognato di ricevere un pvt, si proprio  uno di quelli di splinder. Contenta come un agnello che è arrivato a pasquetta senza soccombere ai languori primaverili, apro la pagina dei messaggi. Uh i pvt sono due in realtà.  Gaudio ed estrema soddisfazione. Il primo è di uno sconosciuto che mi aggiunge come amica, mh ad ognuno la libertà insindacabile di considerarsi amico mio pur non  essendo ricambiato. Ma è il secondo pvt a lasciarmi perplessa. Un pvt di Sero (link di lato) il mio, oramai non so più se, fidanzato virtuale. Bene, per coloro che non fossero avvezzi alle teorie di Freud, temibile vecchio con la fissa del sesso , di norma nei sogni anche se si crede di sognare qualcun altro in realtà si sogna quasi sempre parti di noi.  In pratica il mio cazzuto inconscio ha deciso di travestirsi da Sero credendo , ingenuotto, di averla vinta con facilità. Conoscendo il mio debole per il suddetto avrà pensato stavolta la frego, si si la frego alla grande. Peccato che persino nel sogno mi sia fatta prendere dall'ansia per ciò che avrei potuto trovar scritto nel pvt, sapete ho il vago sospetto di essere lasciata a breve, e non ho aperto.  L'ho guardato, ho giocherellato con il mouse per un'ora. Mi sono elencata i possibili contenuti e ho deciso di non aprire.

Riassumendo ho  tutte le credenziali per presentarmi dall'analista e so pure cosa dire senza partire dagli albori. Alla domanda " Perchè Lei è qui" la mia risposta sarà serafica : " Dottore, credo di avere bisogno di una terapia di coppia per me ed il mio inconscio, non solo ci evitiamo come due separati in casa ma lui pur di comunicare con me è arrivato anche a mandarmi delle email oniriche, peccato che io non apra neanche quelle per paura di quello che ci possa essere scritto".

 

 

giovedì, 12 aprile 2007

Quattro piccoli indiani che attendono la propria sorte, prigionieri dentro casa senza usci e senza finestre. Quattro piccoli indiani nelle mani del più forte , le urla salgono e i pugni frantumano quiete. Ti avevo promesso bandiera bianca, seduta sulla mia sedia rovente. E tu che facevi la bambina.Urla pure , strappati le vesti affinchè io possa vedere meglio il seno da nutrice velenosa.

Quattro piccoli indiani sparsi nella stanza e tu che scrivi la tua sceneggiatura. Ad uno il respiro si mozza e il corpo si ferma e urla epilettico mentre tu continui noncurante del male che procuri. Respira indianina, la testa tra le gambe, respira domani andrai lontano portata via dal vento di aprile.

Quattro piccoli indiani che assistono al dramma psicotico che hai scelto, le scene aperte , il teatro colmo di curiosi  sguardi , mentre  tu ti perdi  nelle parole e tra i tuoi occhi e le tue orbite,  io mi ritrovo. Ancora , cerchi e pretendi ancora e continui nel tuo monologo folle mentre lui piange e ci divide. I miei palmi bruciano e trattengo rabbia. Ti sto stringendo per proteggerti da te, per proteggermi da te.

Quattro piccoli indiani, prigionieri dei ricordi, la piccola che si raffredda e ti guarda beffarda, ha già assistito ad altre scene madri. E tu continui a spingere l'acceleratore al massimo chiedendo pietà nell'aggressione. Goccia dopo goccia. Il vaso si è rotto signora. E i cocci sono tuoi.

Mai piangere sul latte versato, signora.  Non si piange più. No, no, no.  Ho la testa piena di Ricordi, che tu semanticamente furba chiami necessità. Porto i segni delle tue necessità. signora. Ma le colpe sono sempre degli altri, vero signora?

Tre piccoli indiani che attendono la propria sorte, uno ha aperto la porta.... ADieu.

 

mercoledì, 04 aprile 2007

 

I più sono vinti quando perdono  la capacità di ragionare