giovedì, 23 novembre 2006

 

E sE Gli IDi0ti  AVeSSeR0 R@gIoNe??!!!???

...... ma se avessero torto??????

domenica, 12 novembre 2006

Non accetto di essere vulnerabile sono affetta dalla sindrome  wonder woman. Pretendo di dare il massimo in ogni situazione anche quando non è richiesto. Ecco perchè quando capitano situazioni come quelle di stasera una parte di me continua a ripetermi nell'orecchio " da sola".

Si da sola e poi?

Invece capita che altri prendano in mano la situazione per te, al tuo posto e non ti concedono di fare da sola perchè  non sempre questo significa " far per tre". Ritrovarsi di fronte a qualcuno che ti dice: "No da sola non ti lascio perchè so che per come sei fatta non mi lasceresti mai da sola in una situazione del genere".

Spiazzante.

Si io non lo farei mai però non concedo agli altri di prendersi cura. Ci risiamo? siamo tornate di nuovo da dove eravamo partite? ah beh andiamo proprio bene.

Prendersi cura, torniamo sempre allo stesso punto, alla stessa silenziosa domanda.  E allora ripassiamoci la lezione.....

Prendersi cura significa concedersi il tempo di guarire senza perdere la pazienza o le staffe, prendersi cura non vuol dire sopportare senza alzare mai la voce, prendersi cura vuol dire guardare avanti senza per forza passare del tempo ad analizzare ogni singola azione passata, prendersi cura vuol dire accettare di poter commettere errori senza però trovare perenni giustificazioni per continuare a commetterne, prendersi cura significa accettare di dover abbassare la testa di fronte all'esistenza senza però diventare vittima tanto da sbatterla nel fango.

 

 

mercoledì, 08 novembre 2006

 

Fino all'anno scorso avevo un solo difetto: ero presuntuoso.

Woody Allen

martedì, 07 novembre 2006

Oggi sono felice perchè ho corrotto il nostro tecnico quindi sono l'unica in ufficio a possedere uno shareware per scaricare musica alla faccia del firewall aziendale.

Oggi sono felice perchè mi sono lavata le mani dal lavoro, non ho fatto un benemerito e forse ho trovato pure casa nella zona che mi si addice per fisionomia e colori , l'africa...no.

Oggi sono felice perchè dopo una settimana ho sentito quel deficiente di M. e stava bene a parte una febbre da cavallo che l'ha fatto diventare emotivo tanto da dirmi quanto mi vuole bene.

Oggi sono felice perchè  presa dall'entusiasmo sono saltata su di un taxi dopo il lavoro e sono venuta a casa tua, ed ero felice come qualcuno che aveva rubato la marmellata.

Oggi sono felice ma mentre ti accarezzavo cercavo altro e ho chiuso gli occhi per evitare di guardarti cercando lui. Mi sono resa conto che cercavo ancora il suo viso e non lo trovavo. Mi sono voltata per non farti vedere sentire che ho smesso di respirare tentando di trattenere.

Oggi sono felice perchè ce l'ho fatta ad arrivare al taxi mantenendo un'andatura e un sorriso dignitoso, ti ho persino baciato facendo commenti su quanto mi avesse distrutto il mento la tua barba. Sono felice perchè non ho dato soddisfazione neanche al tassista e mentre entravo in casa tutti dormivano così non ho dovuto dare spiegazioni.

Oggi ero felice e domani lo sarò di nuovo, ora proprio no.

 

 

 

venerdì, 03 novembre 2006

Mia figlia si chiamerà Agata e forse è un nome antiquato ma se lei solo ereditasse un quarto della saggezza , intelligenza e femminilità dell'originale mi considerei fortunata e considererei fortunata lei.

Mia nonna e mi si riempie la bocca solo a pronunciare il suo nome. Mi ha cresciuta e fin quando c'è stata lei ho avuto accanto l'essenza della femminilità poi è arrivata mia madre, la femminista bambina che voleva fare l'uomo per evitare che mio padre facesse altrettanto. Giochi di potere sulle spalle dei figli. Giocare a fare gli adulti mentre si avrebbe ancora bisogno di essere solo bambini. E gli anni passano, si regredisce ad una perenne infanzia dove tutto è babau.

 

1--2--3 ad ognuno il proprio turno, ad ognuna il proprio turno.

 

Ma gli anni  continuano a passare (il tempo se ne fotte nevvero?)  e si implode, di fronte ad occhi che guardano, mani che si tendono ma non sanno cosa afferrare, cadendo si impara ancora a camminare. E si cade di nuovo ma si salta pure.. senza voltarsi..... senza voltarsi per paura di diventare sale. Ci si sfregia le gambe perchè si teme la strada, Ci si tappa la bocca perchè il corpo si fermi.

si corre, si corre, si corre...

E quando si pensa di essere salvi ci si accorge che accanto a noi cammina un'ombra che non ha mai smesso di voltarsi e portare il peso per noi. Ed è allora che ci si volta, si osserva  immobili la strada, i sassi, le montagne e le vallate che si è percorso ....

e si torna indietro.

Per non scappare più Per non scappare più Per non correre e farsi male nella corsa.

Con Passo lento e misurato si torna verso casa a riprendere quella bambina che si era lasciata indietro , prenderle finalmente la mano per continuare insieme il tragitto.

"   A different sound to shape the beat of dreaming minds and marching feet!
A new beginning, snare-drum sound... Glass ceiling-shattered... upward bound...
Inclusive, syncopated step, Recruiting marchers, right and left, We celebrate a new parade
where none are forgotten, in the shade... where no bystanders have to watch while pride and privilege get to march!

This is a new day, in the sun!
A New Beginning!
Let it come! "

 

 

 

 

mercoledì, 01 novembre 2006

Mi rendo conto che la realizzazione di un piano preordinato  non risiede tra le mie doti principali. Io sono per le fasi creative, idee geniali per fantasie irrealizabili.Ripropongo sul lavoro quello che faccio giornalmente... sogno ad occhi aperti. Grandi progetti che verranno poi implementati da altri. Mi piace definire l'idea, plasmarla e visualizzarla in ogni suo particolare come se fosse una immagine in t 3D che rotea nella mia testa. Detesto invece scontrarmi con le piccole difficoltà giornaliere, con la gente che non agisce come se fosse una parte clonata di me. Sarebbe così semplice... ti offro una lista di compiti, perchè la interpreti? mettila in pratica no?  è l'unica cosa che in fondo ti chiedo.

Odio quando le cose non vanno come le avevo programmate, nella vita come nel lavoro,  mi ci posso adattare di buon grado ma onestamente mi ci innervosisco pure. Avere colleghi non mi piace, se non per uscite infrasettimanali che lasciano il tempo che trovano, che il mio lavoro dipenda dall'incompetenza e dalle beghe emotive degli altri ancora meno. è da una settimana che tento di organizzare un meeting a 4, credete che ci si riesca senza allisciare l'ego altrui del " io sono più importante di te?".... l'ufficio, una grande famiglia dove gelosie fraterne riemergono a suon di email. Il ruolo del peace-maker o keeper non mi fa impazzire.

E mi rendo pure conto di essere arrogante, lo sono non lo nego , chi mi conosce lo sa, e a volte mi si legge pure in faccia anche se provo a mettere in pratica giornalmente l'arte della guerra di sun zu con un sottofondo dei Muse  che male non ci sta. Forse dovrei farmi una plastica o smettere di fare piani.

Meglio ancora forse dovrei finalmente imparare che nella vita nulla va come ci si immagina,  perchè limitarsi sognare la vita  non protegge dalla vita stessa e l'immaginazione se non si veste della volontà rimane aspirazione vuota, aerea danza  senza destinazione.