lunedì, 26 giugno 2006
Ci si vede tra 10 gg....
...
...
...
forse ;)



sabato, 24 giugno 2006
A volte mi chiedo cosa farei se avessi il dono di fermare il tempo a mio piacere.
Riportare le lancette indietro come se non ci fosse tempo, viaggiare tra i secondi alternando
i minuti alle ore.
Estendere la durata di un momento rimettendo in rewind come su una bella canzone che ti ossessiona con la sua melodia insinuandoti sotto la pelle.
Rimanere sotto le lenzuola a parlare mentre la città si sta svegliando, inspirando profondamente quello che il tessuto trattiene.
Dondolarsi sui pensieri magari girando la crema che farcirà una torta alla frutta, quando le prime pesche stanno spuntando e tu hai appena avuto tempo di esprimere il primo desiderio di stagione.
Perchè non durante una pausa pranzo, quando hai deciso di sederti su una panchina di piazza navona ad osservare la gente,  forse  in una giornata primaverile ancora un pò fredda quando anche  il solo mangiare un gelato ti fa venire la pelle d'oca.
Mi piacerebbe che fosse un elastico per tirare un pò troppo la corda.
Mentre mi avvicino a baciare qualcuno, un rallenty millimentrico, sentire il desiderio prima del profumo.
Vorrei fermare il tempo , convincerlo a volte che sarebbe bello se si potesse avere un'altra possibilità...
Quelle volte in cui non ti sei voltata in tempo per ricambiare un sorriso, quella volta che hai chiuso una conversazione troppo in fretta aprendo la porta a qualcun altra, quella volta che hai deciso in preda all'orgoglio o alla paura, un telefono sbattuto in faccia senza pensare , una carezza mai fatta.....
Ma Il tempo non è amico  e mi ritrovo in mano un futuro incerto e un passato troppo nitido che non posso cancellare.....


mercoledì, 21 giugno 2006

Quello che vorrei in questo momento è sentire il respiro del  silenzio nel frastuono delle chiacchiere....

 

martedì, 13 giugno 2006
Parliamoci chiaro, sono esausta.
Ieri ho avuto la mia promozione, l'avevo detto l'avrei levata dai piedi senza che lei neanche se ne accorgesse. Ma a che prezzo?
E' una schiavitù legalizzata questa. Ogni giorno un pò di più, quando un giorno mi chiederanno un organo sono sicura che non mi sorprenderò.
Magari gli darò un polmone visto che stasera dopo una corsetta di 20 minuti ho capito quanto siano diventati inservibili.
Ho finalmente realizzato il  perchè abbiano in molti  paura della vecchiaia.
Quanto tempo ci resta ogni giorno per noi stessi? Quanti minuti al giorno abbiamo per ciondolare o per meditare senza che il trillo di un telefono, un fax o un email urgente ci desti dal sogno?
Quante rughe appariranno sul nostro volto senza che ci si possa soffermare sul loro significato? senza poter loro attribuire loro un sorriso o un " corrucciamento" di troppo?
quanto tempo avrò più per cucinare uno stracotto come si deve quando solo la macerazione nella marinata mi porta via un giorno intero? Ieri ho invidiato la moglie del mio capo perchè avendo un figlio se ne torna a casa alle 4. In quel momento ho desiderato un figlio anche io, un qualcosa che mi desse un alibi per restarmene a casa a leggere un libro. (rabbrrrrividiamo, direbbero i bulgari)
L'utopia delle 35 ore sembra svanita con gli ideali che l'avevano generata. Il mercato, dove un'offerta inesistente si scontra con una domanda sempre più rassegnata,  ci sta rendendo tutti schiavi.
E non mi si dica perfavore che è solo un momento di passaggio....
Domani comincerò pure il mio corso di spagnolo così sarò in grado di dire :
"  mani in alto , questa è una rapina"
in quattro lingue diverse.....



giovedì, 08 giugno 2006
"....Chi sarai questa notte nell'oscuro
sonno, dall'altra parte del tuo muro?...."

Borges




lunedì, 05 giugno 2006
forse hai ragione tu.
molti preferiscono non incontrarsi mai, preferiscono andare avanti stringendo per mano uno sconosciuto piuttosto che imparare a conoscerlo definendone i contorni.
Avrai pure ragione ma non lo capisco.
E non capisco neppure come si pensi di poter fuggire la sofferenza in questo modo, non sanno forse che ogni nodo torna al suo pettine e che più si ignora più si rischia di aumentare la sofferenza esponenzialmente?
Mettiamo pure il caso che ragionino in termini di costi e benefici, mettiamo che seguano il motto del meglio l'uovo oggi. non si rendono forse conto che i costi di domani che pur appaiono lontani e sfumati possono aumentare esponenzialmente?
come si può essere così ignoranti?
anche io ignoro, e quindi sono ignorante ma almeno tento di non esserlo.
Perchè non so quanto gli idioti vivano felici, ma quelli che gli stanno attorno sicuramente no.
E non credo neppure che l'idiozia sia un male diffuso , credo invece che la vigliaccheria e la superficialità siano di gran lunga superiori.
La maggior parte dei casi assisto a consapevoli rifiuti e pavide rassegnazioni.
E non metto in dubbio che portare avanti un dialogo con se stessi ,soprattutto quando il tuo  altro se gioca  a fare il sordo muto,  tentando allo stesso tempo di sfidare i propri limiti assicurandosi un posto socialmente decente sia arduo.
 preferisco questo alla non stima di me stessa.
Ma è oltremodo triste osservare quelli a cui vuoi bene prendere una strada diversa.

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riflessione fine post: credo sia più triste rassegnarsi ad osservare coloro cui vuoi bene fare sempre gli stessi errori, una spirale che ripiega su se stessa dolorosamente.

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resto un'egocentrica .


giovedì, 01 giugno 2006

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi 
percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. 

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini 
sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli 
occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore 
davanti all'errore e ai sentimenti. 

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, 
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, 
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. 

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova 
grazia in se stesso. 

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; 
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. 

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, 
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, 
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. 

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.