mercoledì, 26 ottobre 2005

 

Come On Closer

giovedì, 20 ottobre 2005

Venduti

Siamo tutti venduti al miglior offerente...

"Venghino signori vengano"

Barattati senza ritegno in un mercato paesano dove la dignità ha perso ogni valore, dove si contano solo i denari di giuda. Non conta più ( è mai contata?) l'integrità personale, il rispetto dato ai grandi e non ai potenti, badate bene. Oggi basta apparire integri per non mandare la propria faccia in pezzi, e il nostro mondo quotidiano, ha perso fate e folletti per riempirsi di veline e letterine. Basta un cellulare ultimo modello per sentirsi euforici, o una pista abbastanza lunga, perdonata al potente con fare bonario ( perchè insomma mica possiamo perdere una nuova linea di felpe per una innocente serata tra amiche O_O°) .

Persino la politica è diventata Rock , come se quella disco degli anni ottanta non ci fosse bastata. 

Questa poi è diventata la nuova frontiera dello status symbol.  Non mi stupirei se in futuro i bambini invece di voler fare il pompiere volessero fare " Berlusconi" . Una pacchia, rubi la marmellata e sti cazzi c'hai l'immunità, ti trovassero pure in flagranza di reato.  In fondo non ci vuole molto, mica serve studiare, fare politica oggi significa ritoccare conti e  immagine, che importa se il sistema cola a picco quando si può avere un presidente del consiglio che invece di investire nelle biotecnologie se le fa direttamente impiantare in testa, tanto per testare quello che infliggerà al paese? E tanto per non farci mancare nulla nello spazio di 6 mesi abbiamo avuto gratis un corso di diritto costituzionale comparato  visto i salti di  forme di stato e governo a cui  abbiamo assistito...

Ma che importa? Siamo un paese ottimista, non c'è problema Tonino Guerra insegna. E in fondo signori, i posti di lavoro mica mancano : Sua Emittenza l'aveva detto : un milione di posti di lavoro. E difatti i call center proliferano..... quindi per assicurare il posto al figlio c'è un

Incantesimo infallibile:*

 Comprate due telefonini freschi freschi, ciascuno ,aspettare la luna crescente,  prendere tre schede (una wind, una tim  e una vodafone usata) e interscambiatele dopo aver seguito i consigli di Paolo Fox sulla quadratura di Giove, dopo aver atteso una lunazione aggiungere due tim tribù, 4 you and me .... e chiamate il figliuol prodigo a ripetizione , l'ideale sarebbe ogni 15 mn,   voi e i vostri parenti, diventerete in un attimo, Clienti Gold.

Con questo metodo cari amici,   manterrete lo stesso il vostro pargolo , ma almeno gli darete l'illusione di uno straccio di lavoro e risparmierete in anti depressivi.

 

 *fornitoci  direttamente da G. L....tta

 

mercoledì, 19 ottobre 2005

Si stava meglio quando si stava peggio citava un detto post fascista....

Allontanarsi da ciò che si conosce per catapultarsi in qualcosa di oscuro.

Non sentire più nulla se non le voci interiori che scavalcano il buon senso. Avere il pensiero costante di aver sbagliato strada, rotta, sentiero, e di ritrovarsi  ancora ed ancora in balia di una tempesta , senza bussola, col cielo scuro, senza possiblità di scrutare il nord e ritrovare il porto alla fine delle nuvole.

E i tamburi, quelli cantano, sussurrano, non si placano, si uniscono ai flauti adorando il rovescio di ogni medaglia .... la festa del riposo si avvicina, il velo si squarcerà ancora una volta e quello che , chiamatelo come volete, mi si presenterà di fronte canterà come ogni anno la stessa nenia. Ed è triste ritrovarsi a sorridere per un segnale, come se nel silenzio della notte si fosse rincuorati da un solo tocco di campana.

" feste comandate, mi raccomando"

Ero abituata bene, non c'è che dire. Io che il silenzio non lo reggo. Posso fare finta di abituarmici, credendo che sia la norma, che succeda a tutti. Ma mi prenderei comunque in giro.  Il peso è troppo.  Non posso camminare con la gobba rischierei di inciampare cadendo di nuovo nel fango.

Solitudine. Ci si può accontentare di qualsiasi cosa pur di non sentire lo strazio di una notte che all'improvviso diventa silenziosa, Lei che , terrore o fascino, mi ha sempre rincuorata o solo semplicemente ascoltata. Lei che non risponde più  perchè nella mia frenesia di imparare nuove lingue ho scordato il nostro alfabeto fatato. Che importanza ha parlare ora? mi fregerò dei miei dizionari forse? Vorrei ritrovare il mio sentiero dai mattoni gialli ma sono una che crede nelle occasioni perdute, come se ogni strada imboccata cancellasse automaticamente il sentiero lasciato alle spalle. Mai il percorso fatto.

Vorrei riuscire a trovare un nuovo incrocio.

Senza qualcuno che mi ripeta " è troppo tardi".

 

mercoledì, 12 ottobre 2005

Quanto conta l'istinto quando si ha a che fare con i fatti?

Perchè tutto ciò che sento sulla mia pelle, le vibrazioni che sento sulla schiena si scontrano con una realtà che non mi appartiene?

Perchè le voci che sento, le ombre che affollano la stanza e i pensieri sussurrano note che lo spartito della quotidianità non riesce a contenere? Ho sopportato in passato di avere torto, quando lqulle stesse voci si presentavano alla soglia della mia casa interiore per darmi conforto e consigli , io gli sbattevo la porta in faccia per poi accettare l'errore con un sorriso ebete. Il sollievo di aver avuto ragione misto all'ironia di aver avuto torto.

Oggi, si oggi non ce la faccio. Chiamatela speranza chiamatela follia, scuotete pure la testa con la vostra saggezza. Io di saggio ho poco o nulla.

 Oggi vorrei sperare ancora, vorrei piegarmi su me stessa e danzare la danza dei tarantolati, girando su me stessa, per guarirmi , per guarire la mia carne malata e insoddisfatta. E chiamatelo pure come volete, dategli un nome, dateglielo voi vi prego.

Io non posso, non conosco. So solo che mi chiama dalla strada e sento la sua voce, lenta, flebile che mi sta facendo impazzire.

Ah si, se fossi guaritrice mi curerei. Ma sono sterile come un albero a cui è stato tolto il nutrimento. Vorrei essere capace di strapparmi questo dolore sordo che non passa, strapparmelo con rabbia cieca , ma non ho rabbia in corpo solo rimpianto. E mi sta logorando  come l'acqua con la roccia. 

E ho paura, si paura di sbagliare. Paura di farmi male, più di quanto me ne sia stato fatto.

Vorrei riuscire a riprendermi le lacrime bevute, vorrei avere il coraggio di intrecciare e vendicarmi ma la vendetta oggi non mi farebbe stare meglio. E quelle stesse voci continuano a ballare nella mia stanza, danzano in cerchio e sussurrano ritmicamente mentre io continuo a perdermi e a cadere più in basso.

Non credevo si potesse arrivare così a fondo. Ma continuo ad affondare e nonostante io cerchi di aggrapparmi a qualsiasi cosa o persona mi circondi, sprofondo dentro me stessa e l'assenza mi appare oggi come un buco nero....

non sapevo quello che dicevo quando lo dicevo.

 

 

 

martedì, 04 ottobre 2005

Sollievo....

Sono sollevata. Me ne sono resa conto stamattina quando indossato il mio ramarro anni 70 , come ama definirlo qualcuno, mi sono avviata al lavoro. Non c'è un motivo evidente, in fondo avevo pure le occhiaie dopo una nottata passata in chat con qualcuno di cui resto gelosa anche se non ci crede. Eppure mi sono sentita sollevata. No il naso tappato ,che mi da una bella pronuncia nasale alla Mario Merola, non centra nulla nè centra la pioggerellina sottile che mi arriccia i capelli ogni volta che metto i piedi fuori di casa....

E' qualcosa di diverso , non so descrivervi il sapore. So che il palato lo riconosce , spostandolo con la lingua verso l'alto come per assaporarlo meglio. E' un misto di soddisfazione e leggerezza. Un aver messo al posto giusto una freccetta da bar che ci è stata tirata contro con, troppa , profonda, ostile, noncuranza e che si è posizionata li , in bellavista tra i polmoni e lo stomaco.

Tirarla fuori dite?

no una freccetta da bar, piccola e colorata non fa poi così male. Mantiene acceso il ricordo piuttosto, e non è un ricordo malvagio, penoso forse ma non malvagio. No è vero, ripensandoci, ieri ho detto una cazzata il dolore comunque lo si chiami non è sempre dolore. Esistono virus mortali e raffreddori, che seppur violenti temprano il corpo. No avevi ragione, ogni dolore è diverso. E nessuno prova mai il dolore dell'altro, ecco perchè le parole a volte non fanno breccia. Perchè nessuno ha mai la chiave dell'altrui sofferenza.

E'  anche per questo motivo che oggi sono sollevata, perchè ho anche capito che non potrò mai comprendere il tuo dolore, nè i tuoi pensieri pensierosi, perchè non è il mio dolore. Potrò ascoltare, consigliare , virtualmente cullare, gioire o semplicemente lottare. Potrò stare male di riflesso, chiederti un ding ogni tanto per placare l'ansia, potrò semplicemente esserci, quando, come , dove e soprattutto perchè non si sa.....e allora ti offrirò il mio sonaglio da giullare ....  io non sono guaritrice.