Adoro stare sugli autobus in movimento. Attraversare questa città osservandone gli abitanti frettolosi. Mi piace sedermi accanto a qualcuno, quando sono talmente fortunata da farmi largo tra la folla e trovare un posto, e annusarlo.
Si annusarlo come si annusa l'aria, o una nuova casa, inebriarmi dell'odore che non è nè profumo nè puzzo. Starmene lì godendo del calore che quell'essere pulsante emana. A volte mi volto e lo guardo in volto, osservo i suoi movimenti....nervosi, lenti, annoiati..... e ne faccio coreografia nella mia mente, come se ogni gesto danzasse tra i mormorii della umanità presente.
Quando posso cerco di trovare una colonna sonora adatta, perchè a me piace viaggiare e il viaggio ha bisogno di note, no, non parlo solo dei giri che faccio sugli autobus. Mi piace consentire alla mia mente di munirsi di biglietto e di partire. Glielo concedo, visto che lo sforzo che fa nell'affrontare la realtà è sofferente. E allora partiamo in un viaggio che non si fa scoraggiare dal alcun limite nè di tempo nè di spazio.
E un dono della mia infanzia. Chiusa in una stanza con un commodore 64 e un corso di inglese estivo, l'unico spiraglio nella calura estiva era quello di aprirsi una porta sulla parete bianca e andare altrove.
Non mi pongo limiti di sorta, nel mio mondo tutto accade e si disfa il tempo di arrivare alla fermata successiva....
A volte mi ritrovo a desiderare che il viaggio non finisca, come quando mi trovo sui treni dove l'unica tortura è non poter più fumare. La carrozza numero 7 fumatori è sparita lasciando il posto ad una carrozza neutra , profumo finto limone, niente buchi di sigaretta sui sedili, tanto politically correct poca correttezza per l'homus nicotinicus che è costretto a nascondersi braccato non dalla legge, no signori il palazzo soprassiede ora che ha fatto fuori Sirchia, ma dai vendicatori non proprio mascherati dai quali non ci si difende.
Sabato pomeriggio io e la mia coinquilina ci siamo imbarcate nella solita avventura ai confini della realtà : lo shopping in centro durante il week end. Questa settimana il nostro consumismo ci ha portato nel meraviglioso mondo del Sottopassaggio.... un luogo infame in cui frotte di ragazzine truccatissime si muovono in gruppi di cinque, urla e puzzo di macdonald che si espande come un ebola formato XL.
Ma quella è una zona franca Si fuma! e guai a dire il contrario ......
Mi stavo perl'appunto godendo la mia sigaretta ,e ne stavo inalando il fumo con il piacere di chi non fuma da un'ora e mezza e ha le buste piene di abiti della nuova collezione che le calzano a pennello... quando....
un botolo americano con uno zaino formato famiglia mi ha fermato per informarmi che il fumo fa male. Presa dalla mia sigaretta che stava perdendo cenere senza concedermi il lusso di sprecare neanche un tiro ho risposto vaga : "qui si può fumare!"
Lui senza perdersi d'animo sottomesso a quel sacco ripieno di bigmac che era la sua prominente pancia ha sentenziato: "si ma il tuo fumo fa male a me."
Credo mi sia stampato sul volto la faccia che fa il mio Husky preferito quando fingo di tirargli la preda.... " Embè?, spostati"... "ma che sono la mutua che mi devo preoccupare della salute tua?"
la risposta è stata degna di una omelia che ho sentito fare soltanto ad un prete di Firenze : " Tu nuoci a Dio" (scampanio in sottofondo, cori angelici e voci bianche che intonano un Alleluja)....
Premesso che se a Dio , salve lassù, desse fastidio la prima cosa che farebbe sarebbe quella di spostarsi, mica è cretino.
Ma dico oltre ai vendicatori di casa nostra sono arrivati a romperci i pacchetti pure quelli d'oltreoceano? Predicatori per di più? non bastava rovinare quei meravigliosi pacchetti con delle scritte infami che non legge nessuno? non bastava farci rischiare ogni volta una broncopolmonite quando decidiamo di uscire dal ristorante a digerire (si perchè aiuta e sti cazzi). Accetto qualunque cosa, accetto Sirchia, accetto le multe, i ristoratori trasformati per forza o per ragione in buffalo bill.... Ma i predicatori no, ve prego, i predicatori NO! Soprattutto quelli muniti di panza che credendo di arrivare in un paese cattolico dove il senso di colpa e il peccato hanno la meglio, mi vengono ad ungere l'esistenza con il babau di "Dio ti guarda".
Sarò neocon , ma se il Dio unico si dovesse insignire anche della carica di sirchia allora ..... preferisco Diana !
