venerdì, 30 settembre 2005

Mi chiedo quanto conti il passato . I legami che si creano e la vita dissolve. dovremmo essere capaci di modificare ciò che proviamo solo per non andare a sbattere contro ciò che riteniamo impossibile. Ma qual è questa frontiera delle possibilità che ci sfugge? dov'è questo paese delle grandi speranze che conoscevamo da bambini e che svegliandoci all'alba di oggi svanisce troppo in fretta?

Sono un'nguaribile ottimista, la vita mi ha ricompensata abbastanza in fondo per non esserlo, e da brava calabrese sono testarda. Si, testarda , di quelle che mentre piangono per la sconfitta subita già pensano ad una strategia per una futura vittoria. Sono una di quelle che sognano ad occhi aperti, ed i miei  non sono semplici sogni sono visualizzazioni di ciò che voglio e ciò che otterrò.  Credevo di essere una vigliacca, sai la sofferenza ti convince di esserlo, soprattutto quando ti nascondi in quell'angolo buio per difenderti. Ma la sofferenza ti insegna anche che la vigliaccheria non sta nel nascondersi per sopravvivere ma nel non avere più il coraggio di rialzarsi ,restando quell' angolo buio perchè ormai ci si crede troppo fragili per affrontare il mondo.

Sai, a volte coraggio vuol dire star fermi, immobili in attesa, vigili e pazienti, come un cacciatore nel sottobosco.  E il volto di quel coraggio che ti sto raccontando vuol dire anche avere fiducia, in se stessi e in ciò che si è seminato. Come quella pianta che ha visto cambiamenti improvvisi ed è fiorita in inverno solo per ricordarci che ogni sentimento ha le sue stagioni, anche se Kore è rintanata nel più profondo dell'Ade.

Credevo di essere invincibile, la vita mi ha detto a suon di calci che ero una perdente, per poi con estrema gentilezza porgermi la mano. Ho imparato a perdere ma so godermi una vittoria. E ho imparato ciò che credevo di non saper fare e apprezzare ciò che credevo non avesse valore. Ho imparato ad avere Coraggio, perchè ce ne vuole tanto per accettare di mettere nelle mani di qualcuno una biglia di piombo anche se in quell'attimo ci  si sente fragili come un vaso di vetro.

 

mercoledì, 28 settembre 2005

 

 

Tutto ciò che credevo fosse degno di qualche rispetto si scioglie pian piano come un ghiacciolo appiccicoso sulle mani sudate di luglio.

Le persone vanno e vengono, si mostrano si nascondono; giocano a rimpiattino; e tirano le tende dispettose come se fossimo in un teatro e si stesse assistendo ad una messa in scena.

Eppure la soluzione è semplice, quasi banale.

 Invece il passato danza il suo ballo sfrenato, calpestando l’oggi senza contare i passi.

Siamo tutti pizzicati dalla tarantola

“ Ti pregu santu Paulu fallu guariri”

E balliamo senza curarci del dolore che provochiamo a noi stessi e altri.

Ognuno nel proprio cerchio di guarigione, quando sarebbe più semplice aprire gli occhi permettendo agli altri di tenderci la mano per fermare il nostro volteggiare senza speranza.

E giriamo, giriamo, giriamo , giriamo

Provocandoci la nausea, perdendo ogni punto di riferimento che non siano i nostri passi, mentre le piante dei piedi sanguinano per troppo ballare.

Basterebbe fermarci e prendere fiato, ma la musica , i tamburi non cessano e le note acute ci prendono ancora e ancora.

E andiamo avanti, come burattini sulla scena.

Gli anni passano e noi insceniamo sempre gli stessi personaggi.

Cambiamo solo i vestiti per ricordarci che le stagioni mutano.

Un burattino con le rughe, una maschera crepata dal tempo, la polvere che si alza e rende il ballo stanco.

E tra il pubblico che batte le mani c’è qualcuno che suona, sempre lo stesso partito, incapace di alternare un valzer all’isterica taranta, imprigionato anch’esso nel vortice.

Vieni ti offro un bicchiere di vino, siediti , ricomincerai a danzare domani.

Riposati , non si può essere guerrieri ogni giorno.

Anche quelli più valorosi prendono fiato nell’oscurità della propria tenda.

Piangono la durezza della guerra che stanno combattendo.

Come vorrebbero giacere anch’essi tra cosce pallide e su seni floridi.

Come vorrebbero piangere cullati da una nenia che non gli è stata mai cantata.

Vieni, riposati, non si può essere guerrieri ogni giorno.

 

 

 

 

 

 

 

martedì, 27 settembre 2005

 

Si prega di riprovare quando il periodo di abbassamento di difese immunitarie associato ad una assenza di pensieri degni di tale nome sia finito. 

Lo scazzo e l'intolleranza dello scrittore potrebbe nuocere alla Vostra salute. 

 

 

mercoledì, 14 settembre 2005

 

Adoro stare sugli autobus in movimento. Attraversare questa città osservandone gli abitanti frettolosi. Mi piace sedermi accanto a qualcuno, quando sono talmente fortunata da farmi largo tra la folla e trovare un posto, e annusarlo.

Si annusarlo come si annusa l'aria, o una nuova casa,  inebriarmi dell'odore che non è nè profumo nè puzzo. Starmene lì godendo del calore che quell'essere pulsante emana. A volte mi volto e lo guardo in volto, osservo i suoi movimenti....nervosi, lenti, annoiati..... e ne faccio coreografia nella mia mente, come se ogni gesto danzasse tra  i mormorii della umanità presente.

Quando posso cerco di trovare una colonna sonora adatta, perchè a me piace viaggiare e il viaggio ha bisogno di note, no, non  parlo solo dei giri che faccio  sugli autobus. Mi piace consentire alla mia mente di munirsi di biglietto e di partire. Glielo concedo, visto che lo sforzo che fa nell'affrontare la realtà è sofferente. E allora partiamo in un viaggio che non si fa scoraggiare dal alcun limite nè di tempo nè di spazio.

E un dono della mia infanzia. Chiusa in una stanza con un commodore 64 e un corso di inglese estivo, l'unico spiraglio nella calura estiva era quello di aprirsi una porta sulla parete bianca e andare altrove. 

Non mi pongo limiti di sorta, nel mio mondo tutto accade e si disfa il tempo di arrivare alla fermata successiva....

A volte  mi ritrovo a desiderare che il viaggio non finisca, come quando mi trovo sui treni dove l'unica tortura è non poter più fumare. La carrozza numero 7 fumatori è sparita lasciando il posto ad una carrozza neutra , profumo finto limone, niente buchi di sigaretta sui sedili, tanto politically correct poca correttezza per  l'homus nicotinicus che è costretto a nascondersi braccato non dalla legge, no signori il palazzo soprassiede ora che ha fatto fuori Sirchia,  ma dai vendicatori non proprio mascherati  dai quali non ci si difende.

Sabato pomeriggio io e la mia coinquilina ci siamo imbarcate nella solita avventura ai confini della realtà : lo shopping in centro durante il week end. Questa settimana il nostro consumismo ci ha portato nel meraviglioso mondo del Sottopassaggio.... un luogo infame in cui frotte di ragazzine truccatissime   si muovono in gruppi di cinque, urla e puzzo di macdonald che si espande come un ebola formato XL.

Ma quella è una zona franca Si fuma! e guai a dire il contrario ......

Mi stavo perl'appunto godendo la mia sigaretta ,e ne stavo inalando il fumo con il piacere di chi non fuma da un'ora e mezza e ha le buste piene di abiti della nuova collezione che le calzano a pennello... quando....

un botolo americano con uno zaino formato famiglia mi ha fermato per informarmi che il fumo  fa male. Presa dalla mia sigaretta che stava perdendo cenere senza concedermi il lusso di sprecare neanche un tiro ho risposto vaga : "qui si può fumare!"

Lui senza perdersi d'animo sottomesso a quel sacco ripieno di bigmac che era la sua prominente pancia ha sentenziato:  "si ma il tuo fumo fa male a me."

Credo mi sia stampato sul volto la faccia che fa il mio Husky preferito quando fingo di tirargli la preda.... " Embè?, spostati"... "ma che sono la mutua che mi devo preoccupare della salute tua?"

la risposta è stata degna di una omelia  che ho sentito fare soltanto ad un prete di Firenze : " Tu nuoci a Dio"  (scampanio in sottofondo, cori angelici e voci bianche che intonano un Alleluja)....

Premesso che  se a Dio , salve lassù,   desse fastidio la prima cosa che farebbe sarebbe quella di spostarsi, mica è cretino.

Ma dico oltre ai vendicatori di casa nostra sono arrivati a romperci i pacchetti pure quelli d'oltreoceano? Predicatori per di più? non bastava rovinare quei meravigliosi pacchetti con delle scritte infami che non legge nessuno? non bastava farci rischiare ogni volta una broncopolmonite quando decidiamo di uscire dal ristorante a digerire (si perchè aiuta e sti cazzi). Accetto qualunque cosa, accetto Sirchia, accetto le multe, i ristoratori trasformati per forza o per ragione in buffalo bill.... Ma i predicatori no, ve prego, i predicatori NO! Soprattutto quelli muniti di panza che credendo di arrivare in un paese cattolico dove il senso di colpa e il peccato hanno la meglio, mi vengono ad ungere l'esistenza con il babau di "Dio ti guarda".

Sarò neocon , ma se il Dio unico si dovesse insignire  anche della carica di sirchia allora  ..... preferisco Diana !

 

 

 

martedì, 13 settembre 2005

 

L'effetto di una pasticca non può durare in eterno...

è da 2 giorni che provo a scrivere un post... fatica sprecata le parole si dissolvono nel momento stesso in cui poggio le mie mani su questa tastiera. Vorrei essere una di quelle che crede che il sesso risolva tutto. vorrei essere in grado di uscire trovarmi qualcuno e scoparmi la notte e con essa sputare sul passato, insieme come due bambine che si tengono per mano.

E invece no, la notte ha lasciato la mia mano fredda ciondolare a tremare nel vuoto . Mentre io sussurro parole di speranza, che , come disse qualcuno, è una cafona che mi siede accanto senza riuscire ad andarsene.  Rimpiango i momenti in cui riuscivo a fottermene , l'amore era un gioco ballerino, danzavo sui cuori e sui corpi con l'innocenza di chi non aveva nulla da dire o da spiegare. in fondo non c'era nulla da raccontare. Mi hanno detto che fermarsi vuol dire crescere, ma in questo momento più che crescere mi sento regredire...

Ed è inutile credere che vada tutto bene, è inutile soffermarsi sull'eccitazione che qualcuno ti crea sperando che quella sia la medicina giusta. E allora accendo un'altra sigaretta, mi siedo e appoggio la mia fronte sul MIO braccio ossuto, perchè non riesco a farlo sulla spalla di qualcun altro.  E lei si è rifugiata nell'angolo si è tappata le orecchie e mormora una strana cantilena, ma io non riesco a consolarla.  Mi ha detto che non ne vuole sapere, che ha ragione lei, mi ha detto con un broncio tremolante che sono cattiva , che io non capisco un cazzo. Le ho promesso che le avrei comprato un giocattolo nuovo e più bello, ma lei con una rabbia che non avevo mai visto, mi ha urlato che non vuole più giocare. E tra le urla ha cominciato a piangere mi ha detto che non avrei dovuto permetterle di fidarsi se non sarei stata in grado di  ottenere fiducia,  che non le avrei dovuto fare tanti sforzi per poi toglierle tutto. Che lei se ne frega di quello che sarebbe meglio, ma sa solo quello che vuole.

E che non ci vuole andare a quel fottuto matrimonio a festeggiare qualcun altro, perchè lei ora non ha nulla.

Vorrei essere in grado di tirarle uno schiaffo per farla stare zitta a piangere in silenzio, tirarle un ceffone per la mia incapacità di starle accanto. Ma stavolta non ce la faccio perchè avrei voglia di piangere anche io.  Così ora ci sono due nell'angolo buio,  piangono lacrime diverse ,una perchè è inconsolabile e l'altra perchè non riesce a consolare.

 

domenica, 11 settembre 2005

Detesto vedere quelli a cui tengo stare male...

E' più forte di me, è un qualcosa che mi prende dritto allo stomaco....

l'impotenza è la cosa peggiore, la frustrazione di non essere in grado di cambiare

me , loro, per loro, con loro.

in questi casi  resto un fottuto osservatore....

Osservatore dolente , guardone dalla   finestra , perchè colui che abita la casa  non vuole farti entrare.

Guardone , con le mani appoggiate sul vetro gelido mentre l'altro, siede sul pavimento

e si lascia andare a rabbia e sofferenza.... solo.

E  tu pianti i pugni  contro quello schermo che ti separa , urli per farti sentire, ma il suono che produci è afono, muto.

Vorresti essere in grado di sederti accanto , di prendergli il viso tra le mani, muovere i polpastrelli dolcemente

facendoli scorrere sul volto umido,

e cominciare  a cullarlo, cantandogli una nenia, magari.

Ascoltando le lacrime raccontare la propria storia.

Vorresti essere in grado di dare all'altro una spalla, magari ossuta, su cui appoggiare la fronte dolorante,

essere capace di guardare l'altro negli occhi facendogli capire che va tutto bene , che andrà tutto bene, anche se dentro lo stomaco

avresti il terrore di non essere capace di proteggerlo.

Vorrei che tu sapessi che Vorrei.

 

 visto che l'immagine si ostinava a non vedersi la cambio con questa , capiranno solo Luka e Anny ;)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sabato, 10 settembre 2005

A volte capita come se fosse programmato...

Qualcuno arriva dal passato e ti tira fuori dal buco.. ti tende la mano con semplicità, con il sopracciglio alzato come se si stesse domandando " come fai a stare in questa buca..???. puzza e ti stai sgualcendo pure i vestiti"

non è spiegabile... semplicemente accade e tu ti chiedi perchè non ci avevi pensato prima....

Forse avevo bisogno di una botta di energia.... dosi basse perfavore sono un soggetto allergico.... Forse avevo bisogno di ricordarmi ciò che ero ... sta di fatto che mi sento meglio.

stamattina il sole splende, C. sta tentando di rianimare la menta in cucina,  e l'aria non puzza di stantio.

stanotte pensavo a come cambiano le cose e le persone.... come cambiano i rapporti... alcuni si spezzano irrimediabilmente perchè la fiducia , che è il collante di ogni relazione, crolla. Crolla in un attimo, come una torre tirata  troppo in fretta e malamente, altri , nonostante le onde che il mare di merda leva alte sulle nostre teste, si rafforzano perchè la fiducia ,nonostante i vaffanculo urlati contro il vento, non è mai venuta a mancare.

E sto pensando a te A.  che magari non centri un cazzo con ieri sera ma sto pensando a te.

E diventerò schifosamente sentimentale, ma se devo essere sincera quando ho scavato il diamante che ho trovato sei stata tu.

Non è che fossi miope , oddio i miei due gradi ce li ho tutti, ma è semplicemente difficile vedere i tuoi contorni, così sfumati da non permettermi di toccarti. Mi avvicino allungo la mano e mi ritrovo nebbia e quando mi volto ti trovo in un altro punto della stanza.

La prossima volta se mi vedrai sul tuo divano con le corna in testa e un sorriso cretino sulla faccia.... sappilo ti sto per abbracciare... :P

 gli addii non appaiono più così tanto difficili

perchè  in fondo approvo la filosofia di  I. e della L'Oreal : "  perchè voi Valete " .... O_o°

E anche se fa male, perchè ne fa, farebbe molto più male credere di avere tutte le colpe.

E' la storia della bambina cattiva che non si merita niente...

il fatto è che non sono più una bambina e che mi merito quello che mi prendo.

La mia parte bambina (che sta sempre la in agguato sappiatelo)  però ci tiene a dire una cosa :

 

 

 

 

 

venerdì, 09 settembre 2005

 

Goodbye

 

 

venerdì, 09 settembre 2005

 

 

 

 

In attesa si andare a lavoro mi godo l'ultima sigaretta prima di uscire

Roma è fredda stamani e io mi sono infilata un maglioncino e la morbidezza dell'autunno si è impossessata di me

sussurrandomi  : bentornata a casa.

Appena sveglia ho pensato alla libertà e lei è entrata dalla finestra  dolcemente , tra le tende di garza azzurra ha attraversato la stanza e si è appollaiata sul tavolo accavallando le gambe come una donna navigata, ha acceso anche lei una sigaretta l'ha inalata con grazia per poi esalare una nuvoletta di fumo pallido e lattiginoso.

Mi guarda e mi ricorda il prezzo che si deve pagare nelle scelte.

Occhi profondi i suoi ,annebbiati da un velo di rimpianto, le ho osservato la curva delle labbra che tende irrimediabilmente verso il basso come se l'amarezza della rinuncia non si potesse cancellare con uno sbattito di ciglia. Non parla , se ne sta solo li , con la schiena appoggiata al muro e lo sguardo rivolto verso il soffitto, come se combattesse anche lei  i suoi fantasmi, ricordi troppo pesanti per affrontarsi di prima mattina.

E a me ricorda quelle melodie jazz, le voci roche nelle cantine nebbiose, i sussurri e i belletti persi nel tempo.

Dovrei rivolgerle la parola ma anche io resto qui, su questo letto con i miei di ricordi, incatenata ad essi a doppia mandata, aggrappandomi ad essi senza riuscire  a mollare la presa.

Abbiamo rimpianti diversi io e lei.

Paure diverse.

Lei quella di restare troppo in un posto perdendosi il mondo, io quella di andare via di fretta perdendo tutto.

 

giovedì, 08 settembre 2005

tornando a casa....

   

Qua bisogna correre ai ripari,

sulla strada che mi conduceva a casa, tra i rumori del parco e quelli del parco macchine

mentre cani e bambini facevano a gara a chi urlava più forte

mi è venuto un flash alquanto bizzarro....

mi sono chiesta come stesse N.

ORA

credevo di stare male, ma non fino a questo punto

se comincia la fase autodistruttiva sono fottuta

(e che nessuno osi chiedere quando mai ti è finita sia chiaro!!!)

Me tapina

 

 

mercoledì, 07 settembre 2005

 

comunicazione imperfetta

Fottutissima Babele, se la leggenda biblica fosse vera sarebbe colpa di quella torre infame se io oggi mi ritrovo a dover parlare 10.000 lingue diverse, ognuna con la propria fonetica, gli  accenti che non si capisce mai quale peccato capitale io commetta cambiandone il verso, le h aspirate e quelle mute, le K che si insinuano melliflue al posto dei ch ....

Basta sbagliare il passato di un verbo ed una intera conversazione può andare a puttane... Penso forgave e la mia bocca si impunta producendo un forgot che non centra nulla...

Eppure, le parole sono come pietre e quello stronzo di un "forgot" si impone padrone , producendo un effetto pari all'esplosione non dico di Hiroshima , perchè non voglio esagerare, ma Mururoa (o come si scrive...) ci sta decisamente tutta...  il fungo si espande , intossica..e noi ci pieghiamo ad inalarne gli effluvi..

E tu che ascolti, che respingi e sanguini perchè ciò che respingi  vorresti trattenerlo. E intanto tra una vena recisa e un occhio gonfio fai l'analisi logica del mio discorso sgrammaticato.

Ma io, io si non ce la faccio a calcolare ogni parola , io non sono perfetta... mi sono rassegnata ad essere mediocre con tanta personalità.

Non sarò mai altro che un basketcase, con continue aspirazioni al miglioramento, ma senza nessuna intenzione di mutare domicilio.

Dici che non è abbastanza? non vale forse neanche lo sforzo?

Io sono una piccola dai piccoli passi, una che cammina nel bosco col suo cappuccetto rosso di innocenza ma che al momento giusto fa come nella pubblicità della Seven, il lupo se lo sbrana.

Ma cappuccetto piange nel fottuto sottobosco ora, perchè ha perso la strada e continua a fare liste di pro and cons .... "perchè se ne deve fare una ragione", ma la ragione ha fatto i bagagli e è scappata alzando le vesti per fare più in fretta. 

Me la sono persa nei meandri della pressione dell'acqua della doccia, dei " Weightless" cantati in corridoio,  nei buchi sui vestiti, nelle meteoshowers che non si vedevano mai, nelle gardenie che fioriscono in ritardo, nei caffè di prima mattina troppo bollenti persino per l'inverno, nei conti che non tornano , nei bicchieri di vino e nei diplomi da sommeliers ,  nei temporali e nelle scariche elettriche me la sono persa  negli appostamenti nell'ascensore e nelle ossessioni per la doccia .

l'ho persa e non la trovo ma se un giorno decidesse di ritornare da queste parti  non credo che pretenderebbe da me ciò che non sono.

Perfett@

 

 

lunedì, 05 settembre 2005

E ora ci si mette anche Bergonzoni, scrittore che stimo, peraltro, ma che mi ha lasciata basita.  Il titolo del suo ultimo libro recita infatti :"Non ardo dal desiderio di diventare uomo finchè posso essere anche donna bambino animale o cosa"

Premetto di non aver letto il libro, cosa che mi premurerò di fare scroccando di divani di qualche libreria prima di investire il mio misero capitale, quindi il mio giudizio parte

a) dal titolo

b) da una sua intervista rilasciata , se la mia memoria non inganna a rai due dove egli diceva che quello che gli mancava era essere donna....

ORA BENEDETTO FIGLIUOLO

non vale incitare, perlopiù attraverso un libro di vasta distribuzione, gli uomini a rimpiangere il fatto di non essere donna, anta di un armadio, pianta o vegetale...

sa quanto sia difficile trovare un uomo contento e soddisfatto di essere uomo? che non si faccia problemi esistenziali sul ruolo assunto dalle donne nell'ultimo ventennio? che non si ponga il problema del " le apro la portiera o la porto ad un corso di rutto libero con gli amici ultras"? uomini che preferiscono la donna stampella e che preferiscono di gran lunga l'anoressia celata  ma chic a una panzetta ben assestata ma con tanta gioia di vivere, convinti che la donna dopo i 20 cominci ad avere cedimenti strutturali , come la sfinge, quindi l'unica soluzione sia regalarle per il compleanno delle tette di plastica o diventare pedofili legalizzati per la serie " Ma con le sedicenni non è reato....".

Uomini che si travestono da donne, e che non hanno manco il buon gusto di ammettere pubblicamente " TRANS E' MEGLIO" ma passano comunque giornate davanti allo specchio, vanno dall'estetista a farsi rifare le sopracciglia, conoscono il tuo beauty case meglio di te e seguono le rubriche di Mens Health come se fosse la bibbia....

Uomini trappola che ricercano metodicamente la propria parte femminile tanto da farti detestare la tua , quella di sua madre e pure quella di sua zia.... Uomini terrorizzati dalle proprie prestazioni , dal colore della propria cravatta , dal modello del computer in una eterna lotta a chi ce l'ha più lungo.

No, caro Bergonzoni, non vogliamo uomini che rimpiangono il fatto di non essere donne... perchè di donne nate donne che si sforzano ad esserlo ce ne sono e siamo noi. Donne annoiate che osservano le brutte copie di Russel Crowe con malcelata ironia, che invece sorridono alla vista di una panzetta o di quei comportamenti tipicamente maschili, così lontani dall'essere femminile. Donne che anelano il momento in cui guarderanno il proprio UOMO avvitare una lampadina credendo di aver fatto la cosa più difficile del mondo, solo per il fatto che lo stia facendo per noi. Donne che desiderano  Uomini che sappiano abbracciare e arruffare i capelli al momento giusto o che sappiano guardare la nostra bellezza anche quando l'età l'avrà resa diversa. Uomini che non si fanno fregare dal concetto di parità perchè dentro di loro sanno che non la otterranno mai . Uomini che sanno apprezzare la nostra femminilità senza chiederci di essere diverse.

Sono maschilista, il femminismo è finito e nonostante i suoi pregi ha fatto anche molti danni. Quindi caro Bergonzoni, mi lasci dire che se ognuno riuscisse a essere ciò che è cercando di comprendere soprattutto ciò che è senza anelare di essere qualcosaltro quando le cose vanno male, non si arriverebbe ad anelare di essere un broccolo.

 

 

.

 

 

domenica, 04 settembre 2005

E' ufficiale  Odio gli ospedali

sono stata costretta ad andarci oggi perchè la mia coinquilina ha avuto un incidente... avevo rimosso quanto mi mettano ansia. solo l'essermi avvicinata a quell'insieme di stabili un pò tristi mi ha fatto d'un tratto  aumentare il battito cardiaco .Mentre la bambina che è in me ha piantato il muso , incrociato le braccia ed è rimasta fuori, Miss Responsabilità armata di biscotti, vanity fair, succhi e quant'altro ha varcato le soglie del padiglione II con le gambe di gelatina e un sorriso tirato sul volto.

 E poi l'ho vista li , stesa su quel letto sporco ancora di sangue raggrumato , attorniata da vecchie dal respiro rumoroso e mi è sembrata piccola con quell'occhio gonfio e il viso lercio di trucco , lacrime e terra.... sola e ho pensato al mio prossimo trasferimento dall'altro capo del mondo, senza nessuno che porti nella borsa una divisa da infermiera  , pronta a sacrificare il proprio week end, per una sconosciuta.

Immobile sulla soglia ho rimestato nella busta, sapevo che qualche maschera di riserva ci doveva ancora stare nascosta da qualche parte.... quella di candy candy mi sembrava la più adatta così mi sono avvicinata al letto con un sorriso piantato in piena faccia come un pugno. Ci ho passato la mattinata e il pomeriggio tra lei che non riusciva a spiccicare manco una parola e aveva solo bisogno di carezze e la vecchia del letto accanto che ogni tanto mi tirava un braccio (ma non doveva essere debole???) e mi diceva   con voce spiritata

" e ora forza una bella preghiera alla Madonna di Pompei" per salvare la ragazza.

" Ma signora la ragazza sta bene, mica muore (cornone di ordinanza)

e lei stoica  tra un'ave maria, un salve regina e un'imposizione di mani mi ha raccontato la sua vita di  donna di fede ....

" io sono buona, sono stata abituata così....piena di grazie il signore è con te....ma il prete quello greco... quello del mio paese proprio non lo sopporto.... prega per noi peccatori....che dio mi guardi.... trova sempre la tavola apparecchiata...e quello arriva  mica chiede....si siede e mangia....alla faccia nostra.... adesso e nell'ora della nostra morte .....con lui siamo andati al santuario della madonna ....e c'era il papa quello morto....e tutti gridavano .... Evviva evviva....Ammenni"

E la mia candy candy ha anelato quella pace di sensi e di senso che straparlava, mentre il respiratore ogni tanto le faceva muovere gli orecchini enormi degni della Madonna che in due abbiamo pregato. E mi è venuta in mente la mia di nonna, quando si metteva quegli orecchini di perle che negli anni si sono creati il proprio spazio nei lobi. Col rosario in una mano e il mestolo nell'altra, con i suoi chilometri di coperte all'uncinetto perchè non lascerà mai le sue nipoti senza dote. Con il suo profumo di acqua di rose e cera di cupra. Con le sue preghiere mormorate, davanti ad un altare che si è costruita da se munito di centrino rosso, tanto perchè non ci facciamo mancare niente. E ad un tratto quella preghiera le cui parole ormai per me hanno perso di significato, mi ha cullata e rasserenata quasi come una ninna nanna.... come se il ritmo ipnotico di quella cantilena mi avesse riportato lontano negli anni ..... piccola e nera davanti ad un insalatiere a pulir fagiolini  quando il sole si spegneva piano piano dietro l'Aspromonte mentre lei,  nonna, cantava "luna luneglia , dammi na pitta e na cugljuregghja" ed io con la luce negli occhi sorridevo perchè quello mi bastava.... come quella bambina che era rimasta fuori e che ho trovato invece accovacciata ai piedi del letto a dondolarsi ......