mercoledì, 31 agosto 2005

E' OR@ Di f!n!rL@!!!

Roma - si è svolta oggi nella capitale la protesta contro Santaria, un picchetto di contestazione guidato da una tal Adrenalina  ha tirato bottiglie incendiarie contro le finestre del palazzo, mentre  neuroni impazziti ,incatenati alla scatola cranica, urlavano a squarciagola un coro da stadio che per onore di cronaca riportiamo : BUHBUHBUH. Il Sig. Endorfina , danneggiato dai continui malumori di Santaria , è arrivato alla manifestazione munito di cartello dove si leggeva a caratteri cubitali " ARIDATECE ER PROZAC " mentre un certo Astenia, pensionato 40enne,  ha commentato: "Non se ne può più, non abbiamo più forza per andare avanti " .La manifestazione intendeva protestare contro le ripetute crisi depressive della citata Santaria che a furia di canzonette lacrimevoli e psicodrammi ha ridotto il Sistema ad un ammasso di nervi. La crisi serpeggia ovunque e le riserve saline stanno criticamente diminuendo. Il popolo insorge contro il tiranno che perduti i suoi FANS * elettorali ha promesso di rivedere la sua politica di governo.

Ps. dedico questo post ad Anemy così si vergongerà come una ladra di avermi inserita nella sua lista per il blogday

 

*farmaci antinfiammatori non steroidei

lunedì, 29 agosto 2005

 

Ninna Nanna

 

Ninna nanna, ora in mezzo alla strada
Son restata malata e magra ,Tutta ridotta a pelle e ossa.
ll becchino s’è presa la capra ,Per scavar sette palmi di fossa,
L’arciprete s’è preso il verro,Per la messa ed il mortoro,
E il governo il fermaglio d’oro, Per la tassa sullo sterro.
Cuore di mamma, hanno preso tutto,Comò di noce e letto di ferro,
Persino la veste in cui sono sposata E la corniola che egli mi ha data;
Non ho nemmeno uno straccio di lutto Per far onore al mio amore distrutto
E alla fede che gli ho giurata. Mi resta solo il saccone di paglia
E il bidente dal corno spezzato E la roncola e la medaglia
Che m’hanno mandato e su cui c’è,  A onore del padre che t’hanno scannato, La grazia di Dio e il ritratto del Re.
Ninna nanna, bambino adorato,
Non piangere, mamma piange per te.

 

- bambina il lupo ti ha mangiato la lingua?

- Oh bimba mia ma è naturale... quello si chiama istinto di conservazione..

- Sei tu che devi cambiare tesoro mio, a nessuno frega dei tuoi piccoli traumucci infantili....tu rimani ancorata li, in una eterna ninna nanna, mentre gli altri cambiano, si voltano, scappano.

- Su, su non bisogna mai piangere sul latte versato, ecco te ne do un altro bicchiere....

- bevi , bevi che ti fa bene. il latte fa crescere.... soprattutto quello versato.

- ninna, nanna ninna oh questa bimba a chi la do, gliela do all'uomo nero....

 

venerdì, 26 agosto 2005

 

 

Hysteria

Sensi che si contorcono su letti inamidati.

 Apatia e calura che vuole, brama e non trova e le membra che mollemente si adagiano sui cuscini, distratte, abbattute.

 lo sguardo cerca in alto, altrove.

 mentre,  al ricordo, il respiro aumenta ritmico, come un suono di tamburi che non cessa mentre il corpo  si irrigidisce, le gambe si tendono al peso immaginato. un respiro sul collo  mani che cercano, sfiorano, esplorano.

Silenzio

sussurri strozzati , la gola arde.

I pugni afferrano il vuoto ma non mollano.

i suoni della strada entrano e si fondono fungendo da colonna sonora.

Affondo.

sudore umido, salino si espande.

Desiderio che consuma anelando l' epilogo.

Lento, snervante, violento.

...Immobile preghiera

sinfonia in crescendo, le note stridono sulle corde che si inarcano,

si tendono

le unghie incidono, il respiro sussulta, si perde , ritrova la strada....

Estasi

 

mercoledì, 24 agosto 2005

 

la cornetta è muta solo un ritmico segnale di libero.                                                                                                    

mi sento come in un pomeriggio dopo il primo appuntamento. vado e vengo dalla cucina, tentando di rimettere in gioco l'orgoglio. prendo in mano il telefono, lo riposo con rabbia, rischiando di romperlo. ritorno sui miei passi. ho paura, e allora mi siedo per terra impugnando il telefono quasi per aggrapparmi alla remota possibilità che squilli. guardo in alto e ritrovo una vecchia foto comprata a portaportese. tre donne sorridono divertite. hanno un buffo cappello ciascuna e si guardano complici.

Mi mancano quei momenti, quando eravamo noi tre, sole contro il mondo. ricordo le discussioni sul pavimento della cucina, le gambe incrociate un bicchiere di vino gelato in mano. le urla di L. , che quando ride lo fa con la bocca aperta , i timidi sorrisi di T. quelli che sono cambiati con gli anni acquistando un maggiore vigore. Nottate interminabili sui divani scassati di via capponi. quello preso per la strada decorato alla bene meglio con un telo della nonna. fungevano da letto, da confessionale, da cubo. I nostri caffè fumanti, biologici, sennò mamma T. si incazza. Le spezie, i piatti sbeccati, le lunghe tavolate dove ognuno diceva la propria tra un tiro e un sospiro. Gli sguardi ammiccanti di quelli che poi sarebbero finiti in una stanza a consumare sussurri e sudore. Mentre la città si cingeva di nebbia tra gli alberi che ricordavano le stagioni e contavano il passare degli anni.

Chi della femminista aveva fatto il suo credo, i suoi tacchi sempre troppo alti, le labbra troppo turgide , il seno sconciamente florido ha scelto di fare la femmina, tra le lacrime di rabbia per aver ceduto e il rossore di due gote finalmente appagate. L'altra, quella con la scopa in culo è partita per un viaggio che non ha destinazione, ha sciolto i capelli, lasciati ribelli per non far pensare a sua madre, ma ogni sera tornando a casa sente la solitudine camminarle dietro come un'ombra.

Di quelle tre non è rimasto nulla, solo un negozio polveroso in una città da cartolina. un negozio che ha chiuso e Oggi ripassandoci appoggerei la bocca sul vetro creando un alone di vapore per vedere cosa ne è rimasto. Ci sono altre tre, ognuna in un posto diverso. con sogni diversi da quelle tre che ancora parlano sul pavimento della cucina. il sorriso è lo stesso però, ci sarà sempre una che ride a bocca aperta e l'altra che risponderà a tono dando consigli sul look dell'anno prossimo.

E io? io sono quella che guardava e sorrideva , con la testa appoggiata su T. perchè era quella più comoda, un gatto acciambellato con le ughie troppo lunghe.

 

martedì, 23 agosto 2005

 

Ode alla disinfestatrice

 

A. nooooo e che mi perdo lo spettacolo? pop corn cara?????

L. no stasera solo vergini grasse

A.

 

nota dell'autore : discorso fatto on line in chat, mi ha fatto passare l'apatia in un colpo solo

 

martedì, 23 agosto 2005

a|pa|tì|a
s.f.
1a CO indifferenza nei confronti della realtà esterna | estens., indolenza, pigrizia: devi scuoterti da questa a.
1b TS med., notevole riduzione o mancanza di reazioni affettive tipica di alcuni soggetti affetti da disturbi psichici
2 TS filos., nella dottrina morale degli stoici, il completo affrancamento da ogni sollecitazione emotiva prodotta dagli eventi della vita

 


lunedì, 22 agosto 2005

lenti viola e pensieri fluidi

Faccio parte della schiera di miopi che infesta questo mondo. Non riesco, infatti, a mettere a fuoco gli oggetti, e più concentro la mia retina malandata e più il mondo mi si sfoca davanti agli occhi ,come un gelato in una torrida giornata di agosto.

Sta di fatto che evito di mettere le lenti, mi seccano gli occhi e quando piango, cosa abbastanza frequente, rischio di rimanere cieca ogni volta. Ho optato per un paio di occhiali dalla montatura carina ma le mie lenti sono viola. Ed è attraverso questo filtro colorato che guardo il mondo.

Tutto è viola nella mia vita, le case, il cielo gli occhi di coloro che incontro, persino i loro capelli. Vivo quindi in un mondo tutto mio, che non prevede deroghe o eccezioni di sorta. A volte, qualche passante si presenta affermando di essere biondo occhi verdi.  Ma io non credo a nulla che non sia visibile e tangibile. Così continuo la mia esistenza in un mondo buono solo per una pubblicità della Milka, con le sue nuvolette viola, che cambiano colore solo il tempo di convincermi che preferisco il viola scuro a quello chiaro.

Mi ritrovo in questo modo a non percepire le sfumature, i colori di coloro che credono di essere grigi ma che io vedo sempre  e comunque viola perchè i miei occhiali sono delle colonne d'ercole robuste oltre le quali il mondo semplicemente non esiste.

Stanotte nella mia stanza viola, tra le mie lenzuola viola non riuscivo a dormire, pensavo a come fosse buffo il fatto che mi fossi tolta gli occhiali ma continuassi a vedere tutto viola, come se negli anni la retina si fosse abituata a questo strano colore un misto tra il rosso fragola, il blu puffetta e il bianco fiordilatte. E allora tutto ha cominciato a dissolversi piano piano, portando via con se il viola della stanza, sciogliendo la mukka della milka in un lattiginoso lilla, e trascinando me in un dolce mare di oblio, viola anch'esso. E in tutto questo dondolante dondolio mi è parso di scorgere i colori aranciati dell'alba, ma i miei occhi si sono chiusi dolcemente ed è stato un altro giorno.

Viola.

domenica, 21 agosto 2005

stasera sono stata sul blog del Piccolo Lord

si perchè lui HA un blog: il suo sito.

Un Alleluja a se stesso, una osannazione della sua figura, un poema epico che narra le Sue gesta.

un Sancho Panza vestito da Don Chisciotte che vola contro i mulini a vento della sconfitta e della mancanza di dignità.

il venditore di spazzole con il suo carretto malandato, i suoi spiccioli sonanti nella saccoccia e il suo sguardo da furbo ignorante.

non ho mai letto così tante risposte smangiucchiate, sorrisi melliflui e ingenue cazzate tutte insieme.

Lui con il suo calderone  pieno di stronzate, rimestate con gran cura, alternando orario e antiorario

senza alcun senso del ritmo o dell'opportunità.

Danza, saltella, come un monacello impazzito sulle curiosità di users e useresse ingurgitando tutto ciò che gli passa accanto.

Mi ricorda il Mangiafuoco di Pinocchio, ma quello forse aveva un pò di significato.

E lo so che con sta storia di Pinocchio ho letteralmente scassato le scatole,

ma due neuroni c'ho  e uno dei due sta in ferie. Quindi rivendico il mio diritto alla monotematicità.

domenica, 21 agosto 2005

domenica

ieri fatto tardi su divani inondati di cuscini ,mentre la notte scendeva lenta su piadine spacciate per crepes, chiacchere e serie elucubrazioni.

ora, ho lo sguardo rivolto verso una gigantografia di rose tea, e mi chiedo dove andrà a finire...

giornata impegativa , non c'è che dire.

sono Arrrrabbiata (con la r arrrrotata), con te.

e lo sono anche un pò con me stessa, perchè non mi concedo di essere arrabbiata fino in fondo. stanotte mi è tornato in mente uno sguardo sprezzante, deluso dalla mia fragilità. in fondo tu la volevi una wonder woman che non mostrasse alcun cedimento. mentre io cedo, concedo mi appisolo.

mi sono appisolata su quella fottuta bicicletta.

come quando ci si addormenta sicuri che sull'altro cuscino c'è chi veglierà sul tuo sonno.

mentre il calore faceva urlare le cicale, io ero sola, fuggivo da quei mostri immaginari che tu ami tanto incontrare nei tuoi viaggi a cavallo dei peyotes. atterrita, non so se più da loro o da te, che fuggivi con me, da me.

e la bicicletta aveva moto proprio, rallentava mentre io mi sforzavo di immaginare l'uscita dall'incubo.

tu mi dicevi che sarebbe andato tutto bene che c'eri tu con me, ma non ci credevi neppure tu. ci siamo appisolati in due quel pomeriggio, entrambi convinti che l'altro avrebbe vegliato, egoisti, entrambi.

soli, entrambi.

 

Prof: "Sai che cosa significa questo?"
Mignolo: "Che moriremo orribilmente?"
Prof: "No, mio ritardato amico, significa... Ehy! Hai ragione!!!"

 

sabato, 20 agosto 2005

 

 

 

Madama Temperanza ascolta me che ti prego.

fammi seguire il dondolio delle onde, senza l'impazienza di volerle cavalcare.

lasciami ascoltare il sussurro dei venti di agosto, fai che non chiuda le mie finestre con gesti stizziti.

che il fuoco che mi arde in petto non bruci ogni cosa lasciando solo braci o ceneri,

fai che sia fuoco gentile,

lascia che la fiamma riscaldi e non distrugga,

lascia che cuocia e non rovini.

Madama Temperanza ascolta me che ti invoco.

sconosciuta a me perchè non passione,

Signora delle tele, dei rintocchi domenicali, delle serate estive.

Signora lenta e preziosa,

Signora delle attese alle finestre all'imbrunire.

Volgi il tuo sguardo paziente.

 

venerdì, 19 agosto 2005

mattinata fiacca,

il lavoro può aspettare, come anche la segretaria dell' A.K per quanto mi riguarda.

stamani mi sono alzata dal letto atterrita. i " e se.." si sono sovrapposti nella mia mente e i singhiozzi hanno preso il sopravvento come per annunciarmi

"buongiorno bambina,  è un nuovo giorno, "

ho ciondolato per casa fumando quasi che bruciano tabacco potessi, come in una offerta agli Dei, far esalare tutti i miei dubbi verso il cielo. ma quelli restano ancora qui, come una biglia di piombo lanciata ad altissima velocità, mentre io resto immobile bersaglio.

......"Coraggio, Coraggio bambina in fondo noi abbiamo sempre seguito la filosofia di rossella o' hara"......

ho spostato lo specchio più volte stamani, quasi che assegnandogli un posto nuovo potesse rimandarmi una immagine diversa. ma è sempre me che vedo, cambia solo lo sguardo un pò più spento di ieri.

" Dai su , su indossa una maschera colorata bambina, giochiamo al carnevale"

sono stanca di giocare, le mie scarpette rosse non mi portano in nessun luogo oggi, sbatto i tacchi ma non succede nulla, e resto qui davanti a questo specchio e continuo a guardarmi, muovendo freneticamente i talloni perchè quello sguardo non mi possa più ferire.

 

"Sono lontano, vieni qui ,rimani vicino a me fammi volare, fra le montagne, sopra le dune senza guardare

senza pensare più, senza capire, più

sono gigante, sono elefante, distenditi quassù

sono patriarca meraviglioso, arcaico moto nell'aqua cupa. sono munifico sono  magnifico

cipria sull'aria che vibra di magico.

mandarino sei profumato , esatto

desiderato davvero tanto.

tutto di lupa è friabile e deserto

sono di nuvola, sono di cupola.

sono lontano, vieni qui, rimani vicino a me

fammi volare, fra le montagne, sopra le dune

senza guardare, senza pensare più, senza capire più.

sono gigante, sono elefante, distenditi quassù."

Paolo Conte

giovedì, 18 agosto 2005

ho deciso per migliorare la mia vita ho bisogno dei seguenti corsi:

a) "come ternersi un uomo "  tenuto da G ovvero D

b) "fascini,e paraculaggine adorabile" tenuto da S.

c) " Scarso senso della Morale " tenuto da I.

d)" Alzheimer: è davvero un nemico? come trasformare l'Alzheimer in una psicoterapia di rimozione" a cura di L.

e ) e infine ad integrazione del corso sub a) "come trovarsi un uomo anche se si sta invecchiando" a cura di T.

...... amara riflessione......

martedì, 16 agosto 2005

TRAMONTATA E' LA LUNA


E' tramontata la luna con le Pleiadi, la notte è al     
mezzo,il tempo scorre, e io dormo da sola.                 

Scuote l'anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe dentro le quercie;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.


Ma me non ape, non miele;
e soffro e desidero.

martedì, 16 agosto 2005

 

sto esaurendo ogni mia linfa vitale  nel tentativo  di trovare un idraulico disponibile ad agosto e intanto sto rischiando la mia sanità mentale a causa di uno scaldabagno che mi sta pliccando ritmicamente sulla testa.

mi sento come paperino in quell'episodio in cui tenta di impedire al rubinetto di sgocciolare, ho cercato di convincere il Mignolo che c'è in me che  fosse la poetica pioggia di agosto a distruggermi la nottata, non ho avuto buoni risultati, Mignolo è tonto mica sordo!

così armata di pagine gialle, come se fossero una Katana, ho chiamato tutti gli idraulici di roma con voce implorante ma mi sono resa conto che a Roma siamo rimasti solo io, tony e lo scaldabagno.

(ho provato a fare la vittima L. ma il labbro tremolante non lo potevano vedere al telefono)

e così sbracata alla mia scrivania fingo di essere sveglia e rampante quando invece sto contando le pecore che mi separano dal letto.... mentre il ninja che è in me vorrebbe fare una incursione in un negozio di termoidraulica a convincere l'idraulico con le buone (calabresi ovviamente)!

 

 

 

lunedì, 15 agosto 2005

codadipagliaeparanoie 

mi stupisco di me stessa a volte, della mia , ancor pur troppo forte presuntuosa arroganza.

sorprendersi piacevolmente è un conto stupirsi della propria stupidità non è altrettanto piacevole. I blog dovrebbero rendere nomi e codici fiscali quando si ha a che fare con regine della paranoia come la sottoscritta ma forse è colpa del mio alto livello schizzofrenico che leggo nelle altrui parole versi rivolti a me. ho sempre preferito gli sbotti di rabbia al silenzio scostante, preferisco uno schiaffo piantato come si deve piuttosto che sguardi delusi e parole sussurrate, forse è per questo che mi accompagno a persone ciarliere. preferisco il chiacchiericcio disturbante di chi non ha nulla da dire in sottofondo piuttosto che il silenzio pesante di chi potrebbe parlare ma ha deciso di chiudere i battenti.

superficiale non c'è che dire, come un cerotto messo su una ferita profonda.

mi chiedo quanti cerotti ho sprecato convincendomi che fossero abbastanza, impregnati di sangue cadono riportando alla luce una ferita che reclama il suo diritto di essere profonda, reclama una cura che non le si vuole concedere, perchè i terminator de no atri , non si abbassano a leccarsi le ferite come i cani, ma resistono stoici ai fendenti lanciati.

 (- cosa facciamo oggi Prof.?

- conquisteremo il mondo, Mignolo.)

ma ultimamente mi sento cane , anche perchè a volte osservando A. mi pare che abbia molto più buon senso di me, e piegata su me stessa continuo a leccarlo quel sangue che esce e che, porca puttana, non smette di uscire. sono imbrattata come una statuetta votiva . ha lo stesso sapore metallico delle stronzate, non quelle che dici agli altri, quelle a volte sanno essere dolci come il miele, ma quelle che racconti a te stessa. mi chiedo quante stronzate tu ti debba raccontare prima di arrivare ad un punto in cui queste si confondono con la realtà e la plagiano a uso e consumo della paura di vivere.

sarà dunque la mia coda di paglia ma lo sofgo di S. me lo sono preso tutto in pieno stomaco e la ferita ha pompato più di quanto non abbia fatto negli ultimi tempi. 

maledetta paranoia.

 

 Prof): "Dimmi una cosa, Mignolo: ti alleni molto per essere così ottuso, oppure è una dote di natura?"
Mignolo: "Oh, mi alleno Prof! Tuutto il giorno, tuuutti i giorni!!"

 

domenica, 14 agosto 2005

il mio scaldabagno si è rotto gocciola senza darmi pace, mi ricorda me.

posso andare in una stanza o in un'altra, posso fuggire per il week end ma quello scaldabagno gocciolerà comunque

se non mi deciderò a cambiarlo.