pigra , assolata.
le serrande abbassate , il ventilatore acceso.
rumori dalla strada attutiti da carlos santana in sottofondo.
anche il telefono ha smesso di squillare.
pare che tutto taccia in attesa.
le cicale hanno scelto il mio giardino come casa di città
cantano anche loro fiaccate dal caldo, un lamento ritmico che si sposa con santana.
mi sono seduta a terra nella speranza che il marmo portasse refrigerio
anch'esso è bollente , come l'aria che immobile viene smossa dalle pale del ventilatore.
mi manca.
ed è stupido perchè dovrei mettere il ricordo in una scatola e fottermene.
evitando così di farmi del male, ma è impossibile.
in ogni libro che leggo, in ogni musica che ascolto.
ed è tutto così f isico.
tangibile, visibile, annusabile.
i miei sensi sono inondati di ricordi .
e gli oggetti della casa paiono impregnati.
(ben harper forever)
dovrei purificare tutto, ma ho il terrore di perdere anche il ricordo.
patetico.
non ci saranno più odori, nè macchie,
non ci saranno bicchieri rotti per troppa disattenzione
nè canzoni stonate.
il suo cuscino verrà lavato e intriso di ammorbidente perderà ogni profumo.
come anche quell'asciugamano giallo che penzola dalla porta del bagno.
ogni giorno ci passo.
ogni giorno ricordo a me stessa che deve andare in lavatrice.
ogni giorno fingo di scordarmene.
ogni giorno che passa mi porta progressivamente a scordare il colore dei suoi occhi.
ho lanciato incantesimi che mi sono tornati indietro,
ho provato a bruciare i ponti che mi avevano condotto qui,
inutile.
ora mi trovo sfiancata da me stessa,
senza alcuna possibilità di rialzarmi.
eppure stavolta avevo calcolato tutto.
evidentemente avrò sbagliato qualche passaggio.





