domenica, 31 luglio 2005
domenica
pigra , assolata.
le serrande abbassate , il ventilatore acceso.
rumori dalla strada attutiti da carlos santana in sottofondo.
anche il telefono ha smesso di squillare.
pare che tutto taccia in attesa.
le cicale hanno scelto il mio giardino come casa di città
cantano anche loro fiaccate dal caldo,  un lamento ritmico che si sposa con santana.
mi sono seduta a terra nella speranza che il marmo portasse refrigerio
anch'esso è bollente , come l'aria che immobile viene smossa dalle pale del ventilatore.
mi manca.
ed è stupido perchè dovrei mettere il ricordo in una scatola e fottermene.
evitando così di farmi del male, ma è impossibile.
in ogni libro che leggo, in ogni musica che ascolto.
ed è tutto così f isico.
tangibile, visibile, annusabile.
i miei sensi sono inondati di ricordi .
e gli oggetti della casa paiono impregnati.
(ben harper forever)
dovrei purificare tutto, ma ho il terrore di perdere anche il ricordo.
patetico.
non ci saranno più odori, nè macchie,
non ci saranno bicchieri rotti per troppa disattenzione
nè canzoni stonate.
il  suo cuscino verrà lavato e intriso di ammorbidente perderà ogni profumo.
come anche quell'asciugamano giallo che penzola dalla porta del bagno.
ogni giorno ci passo.
ogni giorno ricordo a me stessa che deve andare in lavatrice.
ogni giorno fingo di scordarmene.
ogni giorno  che passa  mi porta progressivamente a scordare il colore dei suoi occhi.
ho lanciato incantesimi che mi sono tornati indietro,
ho provato a bruciare i ponti che mi avevano condotto qui,
inutile.
ora mi trovo sfiancata da me stessa,
senza alcuna possibilità di rialzarmi.
eppure stavolta avevo calcolato tutto.
evidentemente avrò sbagliato qualche passaggio.


venerdì, 29 luglio 2005
oggi ho sentito L. , la sua storia con P. sta finendo miseramente sotto i colpi delle insicurezze di entrambi.
dicono di amarsi ma poi si fanno del male reciprocamente per l'incapacità di comprendersi.
e allora mi chiedo ma l'amore basta davvero?
è vero quello che mia nonna mi ripeteva continuamente " l'importante è volersi bene"?
non credo.
è già difficile affrontare i propri demoni da soli , affrontare quelli di un'altra persona è quasi matematicmente impossibile.
e allora ci si trova soli. arroccati sulle proprie certezze,
sicuri di soffrire di più, di essere più sensibili o più fragili.
e come una barca lasciata dondolare sullo specchio d'acqua estivo, la storia prende il largo.
i sentimenti seguono a ruota.
e tutte le certezze , i progetti fatti,
stesi sotto uno di quei pini che affollano villa ada,
si inaridiscono  perderndo il proprio colore, come se l'estate pretendesse il tuo tributo, in ragione di un individualismo che spazza via ogni
"noi"
lasciando spazio all'io, bambino esigente , quello.
e allora ogni castello crolla
e Alice perde il suo bianconiglio nel proprio bosco , rimanendo a fissare come un'ebete
un varco che non riesce ad attraversare.



martedì, 26 luglio 2005

 

 

 

 

 

uno spazio per me, solo per me e per coloro che invitati avranno l'opportunità di associare parole ad un volto, o un nome.

il mio cerchio

all'interno del quale posso denudarmi e ballare la samba oppure all'occorrenza spergiurare, maledire, gridare o singhiozzare senza pudore.

egoista mi sento così , fottutamente egoista.

e da egoista mi ritaglio questo spazio.

mio

e di coloro che possiedono già una parte di me, sapendolo o meno.

a priori annuncio frasi sconclusionate, cambiamenti d'umore repentini, lettere puntate, nomi fatti e persone inventate o reali, personaggi inscenati, metafore e ossimori, folletti fate demoni e cantastorie.

chiunque passi avrà diritto alla contestazione ma mi riservo l'altrettanto diritto imperativo di mandare a fanculo chicchessia.

se il nome del blog dovesse richiamarvi alla mente qualcosa di  pronunciato male sappiate che è così.

mi riservo anche il diritto di sbagliare , mi riservo  gli inceppamenti di lingua e gli stand by di mente ed emozioni, mi riservo le cazzate mi riservo il diritto di tornare sui miei passi, mi riservo anche il diritto di scambiare luoghi, date e dati di fatto i conti qua non torneranno facilmente.